UN VIAGGIO INDIMENTICABILE

 

Un giorno Marta, una bambina molto fantasiosa, adorava sognare di trovarsi dentro il suo quadro preferito raffigurante un paesaggio bizzarro. Quel giorno il suo sogno si avverò. Era un luogo senza tempo il cui nome, scritto su un cartello era:"NONVELODICO". Appena Marta arrivò una bocca formato gigante le corse  incontro gridando:

- UN BACIO! Uno, due, mille baci di benvenuto!- Marta scappò rifugiandosi in una casa vicina. Il padrone sembrava normale ma appena Marta lo guardò si trasformò in un mostro che cercò di prenderla.

Marta gridò a squarciagola scappando fuori.

- Vorrei non essere mai arrivata qui!- Ma appena disse ciò si ritrovò in un tribunale davanti al giudice. La sedia ed il tavolo erano alti cinque metri mentre il giudice era piccolissimo e quasi non si vedeva. Non v'erano poliziotti, almeno, soltanto uniformi che levitavano e si muovevano. Nel banco delle accuse c'erano la grande bocca, il tizio che continuava a cambiare forma perchè sotto gli occhi di tutti ed un altro. Fu quest'ultimo a salvarla perchè disse:

- Non è colpevole.-

In realtà diceva sempre il contrario e la sua intenzione era di colpevolizzarla.

Così, spazio e tempo cambiarono ancora. Adesso Marta era nel mezzo di una tempesta di neve, dinanzi ed un vecchio dalla barba lunghissima che tuonò:

- Se risponderai esattamente alla mia domanda te ne andrai per sempre da qui.-

- Spero di dare la risposta giusta! Odio questo posto!- Disse lei.

- Quand'è stato costruito questo luogo? ADESSO, PRIMA o DOPO?- Fu il quesito.

- Prima!- Tentò Marta.

- ERRORE!!! ADESSO! Adesso, apposta per te! In prigione per l'eternità, per la tua ignoranza!-

In un attimo, Marta si ritrovò in prigione. Cosa curiosa era che legato ai piedi, al posto della palla di ferro, aveva un bombolone alla crema. Conservò il bombolone. Si sentì perduta. Finchè notò qualcosa di strano nelle sbarre. Infatti erano spaghetti al sugo!

- UAO!- esultò -Dovrò mangiarli finchè non sarò fuori!-

Così fece, mangiò una quantità indefinibile di pasta. Fu davanti alla casa del tipo che mutava corpo.

Le passò davanti un tipo che camminava con le mani munite di scarpe adatte e teneva un gelato col piede.

Vide una donna portare in casa la polvere invece di toglierla; un altro mangiò il torsolo della mela e ne buttò il resto; le case erano girate al contrario, cioè si entrava dalle finestre ed il pavimento era il tetto.

Marta ebbe un'idea: mangiò un'altra manciata di pasta che le restava in mano e quel mondo folle sparì. Era di nuovo a casa, salva. Il quadro era davanti a lei. Marta si accorse di avere ancora il bombolone. Decise di non mangiarlo, per paura di ritrovarsi ancora in quel posto orrendo.

Non si accorse però, che nel quadro c'era anche lei, puntino minuscolo fra tanti altri che avevano una caratteristica in comune: camminavano con le mani, anche Marta.

La bambina fu felice di essere tornata a casa, ignara di aver scoperto un MONDO PARALLELO.