Quell'inverno faceva molto freddo. Alberi e case erano ammantati di bianco. I bambini costruirono in giardino un magnifico uomo di neve che chiamarono Teo. Gli fecero occhi, bocca e naso e gli misero un cappello in testa ed una scopa in mano.

Presto fu sera ed i bambini rincasarono. Piombò di colpo il buio ed il silenzio della notte. Teo si sentì abbandonato. Arrivò un uccello migratore che si posò su un ramo proprio accanto a Teo, scuotendo le ali.

- Brrr che freddo! Non si resiste più con questo gelo!- Si rivolse all' uomo di neve. Quindi aprì le ali e sparì nel buio della notte.

Appena fu giorno, Teo strinse la scopa in mano e si avviò verso la stazione per andare a sud come l'uccello migratore. Quando giunse in stazione, il treno era appena arrivato. Improvvisamente udì il capostazione gridare:

- In vettura, prego! Il treno è in partenza!- Teo salì svelto nel bagagliaio. La locomotiva fischiò ed il treno si mosse. Nel vagone faceva sempre più caldo. Teo cominciò a sudare, divenendo sempre più piccolo, trasformandosi lentamente in una chiazza d'acqua. Il cappello gli cadde sul pavimento, gli rotolò via un occhio di pietra e perse il naso di carota.

Finalmente il treno giunse nei torridi paesi del sud. Ma dell'uomo di neve Teo non era rimasto nulla, soltanto una larga pozzanghera. Quando fu aperto il bagagliaio, Teo sospirò:

- Ahimè, non sono che acqua! Cosa ne sarà di me?- In quel momento i raggi del sole scintillarono sulla pozzanghera sussurrando:

- Di cosa hai paura? Vieni su in alto con noi!- La pozzanghera Teo si arrampicò, goccia dopo goccia, lungo i caldi raggi solari ed entrò in cielo, in un'accogliente, morbida e calda nuvola. Un forte vento cominciò a soffiare spingendo la nuvola verso nord. Era bellissimo volare così! Raggiunti i paesi dov'era inverno, le goccioline di Teo cominciarono a trasformarsi in leggeri fiocchi di neve. Sul giardino dove Teo era nato, la nuvola si fermò e lasciò scendere uno ad uno tutti i fiocchi.

- Nevica, nevica! Facciamo un altro Teo!- Gridarono emozionati i bambini. E lo costruirono più bello e grande che mai!

MORALE: bisogna sapere riconoscere i propri limiti e godere della propria vita.