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SHOSHONI

Tra i primi Shoshoni incontrati dai bianchi, la più celebre fu una donna. Si chiamava Sacajawea, ed era una giovane squaw di diciotto anni. Il 14 maggio 1804, una spedizione finanziata dal gover- no e guidata da Lewis e Clark si mosse da St. Louis risalendo il Missouri, con lo scopo d'esplorar- ne il corso attraverso i territori ancora selvaggi dei lontano ovest. La spedizione trascorse l'in- lverno presso il fiume Knife. Li si aggregò un cacciatore di origine francese, di nome Toussaint Charbonneau, che aveva comprato Sacajawea facendone sua moglie: l'uomo venne arruolato come guida e la donna come interprete. Era l'unico componente dei gruppo di sesso femminile. Il viaggio riprese nell'aprile dei 1805, e l'aiuto di Sacajawea si dimostrò fondamentale in molte occasioni. Arrivati fino al punto in cui il Missouri non era più navigabile, grazie alla giovane squaw Lewis e Clark si procurarono dei cavalli e riuscirono a valicare le Montagne Rocciose raggiungendo il Pacifico. Non tutti gli Shoshoni furono comunque così ben disposti a collaborare con i visi pallidi come Sacajawea. Anzi, a causa della loro ostilità, le piste verso il Pacifico dovevano spesso essere chiuse. La posta indirizzata a Salt Lake City molte volte andò persa insieme alle diligenze e le linee telegrafiche venivano continuamente abbattute. Proprio per tenere aperte le vie di collega- mento fra est e ovest, in California fu organizzato un corpo di volontari agli ordini dei colonnello Patrick E. Connor, che si insediò a Fort Douglas, un avamposto ai piedi delle montagne Wasateh, da dove i bianchi potevano tenere sotto controllo l'intera regione a cavallo tra Utah, ldaho, Wyoming e Nevada. Grazie ai volontari della California la comunità dei Mormoni potè espandersi floridamente a spese degli Shoshoni, che vedevano giorno dopo giorno aumentare gli stanziamenti dei bianchi sul loro territorio. La resistenza dei pellerossa venne guidata soprattutto dal capo Bear Hunter, che fu protagonista di numerosi atti di guerriglia. Nel gennaio 1863 il colonnello Connor uscì da Fort Douglas con trecento uomini, e marciò verso il villaggio Shoshoni sul Bear River, immissario dei Grande Lago Salato. L'attacco fu violentissimo: 224 indiani, compreso Bear Hunter, furono uccisi; 164 donne e bambini presi prigionieri e deportati nelle riserve. Alcuni Shoshoni riuscirono a fuggire, ma in seguito non minacciarono mai più gli uomini bianchi.