Sin dalle sue origini, il circo era lo spettacolo più amato dal pubblico, e in particolar modo dai bambini. Gli animali erano l’attrazione principale di quest’ antica esibizione, e spesso i funamboli e i pagliacci passavano in secondo piano rispetto agli orsi e le tigri. Le luci e le musiche del circo rallegravano i bambini di ogni parte del mondo, e spesso qualcuno di loro addirittura sognava di lavorare con gli artisti sotto il grande tendone. Ma spesso niente è come sembra, e chi nel circo ci lavorava davvero lo sapeva bene! Nessuno poteva immaginare quanto sacrificio e quanta crudeltà si nascondevano sotto i sorrisi dipinti ed i costumi colorati. Quando lo spettacolo iniziava gli applausi duravano parecchi minuti, e gli animali e gli altri artisti dovevano concentrarsi bene per dare il meglio di se. Quello era il loro lavoro, apparentemente divertente, ma in realtà rischioso per se e per gli altri. Il numero più atteso era quello dell’elefante in equilibrio sul pallone.  L’impresa era titanica, e ogni volta c’era il rischio che l’animale perdesse l’equilibrio. La caduta dell’elefante avrebbe potuto provocare ben più del fallimento dello spettacolo, perché sotto di lui c’erano i pagliacci che intanto dovevano fare il girotondo saltellando e ridendo al ritmo della musica. Anche il salto della tigre nel fuoco era molto pericoloso, perché se l’animale avesse sbagliato di pochi centimetri, la sua folta pelliccia avrebbe preso fuoco rischiando di incendiare tutto quanto! Per non parlare del povero orso, costretto a percorrere un’asta sottilissima sospesa in aria con una minuscola bicicletta! Quando l’orso iniziava, tutti i bambini si avvicinavano ai bordi dell’arena per guardarlo meglio, e se solo l’orso si fosse distratto per guardare giù, avrebbe rischiato di schiacciare tutti i suoi piccoli ammiratori! Nessuno in quel fracasso comprendeva i pericoli del circo, tanto era suggestivo quello spettacolo. Ma un giorno arrivò una scimmia parlante, e tutto cambiò. Inizialmente, la scimmia divenne la più famosa degli animali del circo. Vestita tutta di rosa e piena di fiocchetti da per tutto, il buffo animaletto doveva canticchiare una canzoncina e poi salutare tutti con una filastrocca. Tutti parlavano della scimmietta prodigio, ed il circo incassava sempre di più.  Ma la scimmia parlante era anche l’unico animale a poter comunicare con i bambini, per questo era tenuta d’occhio anche più degli animali feroci: il direttore del circo temeva che la scimmietta un giorno avrebbe svelato i segreti del circo. Un giorno, durante le prove, la tigre rischiò di bruciarsi la coda, e per questo fu frustata a sangue. Nello stesso giorno, l’elefante, dispiaciuto per la tigre, si deconcentrò e rischiò due volte di inciampare: il povero pachiderma fu per questo lasciato a digiuno per un’intera giornata. Anche l’orso fu punito perché, indignato per i suoi amici, si rifiutava di salire sulla bicicletta! Era una bruttissima giornata, e la scimmia pianse tutto il tempo, avvilita e mortificata per quanto era successo ai suoi compagni. Così, decise che avrebbe raccontato ogni cosa proprio durante il prossimo spettacolo. Accadde infatti, che dopo le esibizioni di tutti gli artisti, la scimmietta, dopo aver cantato, si avvicinò ai bambini e si sfogò. Ci fu un lungo silenzio sotto il tendone, e tutti erano sconvolti dal racconto della scimmia: quali atroci sofferenze e quante umiliazioni dovevano subire quei poveri animali per strappare un applauso e forti risate! Fu la volta della tigre, che servendosi della scimmia raccontò quanto era felice nella giungla e quanto soffriva costretta a bruciacchiarsi nel fuoco. E venne il turno dell’orso, che disse di essere stato rapito quando ancora era in fasce, non ricordava più nemmeno l’odore della sua mamma. Infine l’elefante scoppiò in lacrime, e tutti i bambini insieme a lui. La scimmietta aveva scatenato un putiferio, e con lei tutti gli animali avevano fatto una lunga propaganda contro gli spettacoli circensi. Alla fine di tutti i discorsi, ci fu un applauso interminabile, e gli incassi furono molti di più rispetto al solito spettacolo. E così fu la volta successiva, e l’altra ancora. Con il denaro raccolto, il direttore, per paura di essere arrestato, fece costruire un enorme parco dove tutti gli animali furono liberati, e gli altri artisti si presero cura di loro. Di tanto in tanto, quando i bambini andavano al parco a trovare gli animali che per tanto tempo li avevano divertiti, questi, per riconoscenza, facevano dei numeri per loro. Stavolta però, non venivano né costretti né frustati, erano liberi, e i bambini erano felici per loro e si divertivano assieme a loro ancora di più. La scimmietta, ormai libera di arrampicarsi sugli alberi, col passare del tempo smise di parlare, ma tutti ricordavano le sue parole: il piccolo animale con i suoi discorsi, aveva fatto conoscere la verità.  

ROSSANA COSTANTINO