IL MANTELLO CHE TRAMUTA IN PIETRA

Capitolo V

Forse qualcuno ha avuto paura che io fossi una scrittrice cattiva e che la storia finisse con l’arrivo dei nostri otto eroi nell’aldilà, ed io li avessi lasciati lì a soffrire.

SCORDATEVELO!!! Io salverò i miei personaggi, o almeno..... cercherò di rimediare con questo libro.

Il viaggio verso l’aldilà fu lungo, per più di due mesi fu come se vissero in uno stato di trance, trasportati dal vortice invisibile. Finché, il 20/12/2081 si ritrovarono tutti ed otto insieme, dopo che quel (censura) li ebbe trasportati nell’aldilà, in una stanza di media grandezza, tutta in legno e squallida, senza nemmeno traccia di mobilio. C’era una porta chiusa, anch’essa in legno. Naturalmente erano scossi e non sapevano dove si trovavano.

- Cos’è questo posto? E perchè siamo qui? - Domandò Emily, girandosi attorno.

- Non so. Ci ha mandati qua quel vecchio scienziato...proviamo ad aprire la porta... - decise Sarah. Tutti ed otto si avvicinarono alla porta, dovettero sorreggere Ellis per farla camminare, perchè era ferita, ma solo Angus ebbe il coraggio di aprirla. Cigolò lagnosamente aprendosi, e videro un orrendo spettacolo: quel mondo era privo di colori, era tutto quanto grigio e nero, la strada era sconnessa, da certe crepe uscivano rivoli di magma. Inoltre il paesaggio era tutto uguale, monotono, incolore e tenebroso. Loro erano dentro ad una casetta bassa e di legno; c’erano altre costruzioni simili lì intorno. Da quella in fianco alla loro si sentivano urla di dolore tremende e risate sguaiate, di sottofondo uno strano clangore.

-Oh, no! Ci troviamo nell’aldilà! Siamo finiti!- Commentò Angel. Poi, da quella casa uscì un umano d’aspetto stremato e consunto, sanguinante che corse fuori zoppicando ed incespicando in continuazione. Ne uscì anche una specie di centauro, molto alto e blu. Si avvicinò a loro sorridendo malvagiamente.

- Ben arrivati! - Esclamò, tuonando. Guardò prima loro poi i quattro bambini e sgranò gli occhi stupito:

-Dei bambini nell’aldilà? E’ una novità, ma ormai non c’è più nulla di cui stupirsi! Allora, datemi il foglio con le accuse e il permesso di tortura. - Porse l’enorme mano verso di loro.

- Non abbiamo niente, siamo qua per sbaglio. - Disse Ellis. Il centauro sembrò innervosirsi.

- Non ho tempo per gli scherzi! DATEMI QUEL FOGLIO!!! O qualcuno finirà male!-

-Hai sentito? Non abbiamo accuse e nemmeno permessi, quindi non puoi torcerci un capello !- Esclamò Devil. Il centauro accondiscese e disse di aspettarlo, che doveva consultare i suoi colleghi. S’allontanò lasciandoli attendere lì, in mezzo alla strada. D’un tratto si udirono urla e schiocchi di frusta farsi sempre più vicini. Infatti, era un uomo che scappava da un grosso centauro che minacciava di frustarlo a sangue. Quell’uomo era Doctor. Quando, correndo, passò di fianco a loro, gli gettò solo una rapida occhiata sprezzante, per poi dileguarsi, sempre inseguito dal centauro. Poco dopo tornò il centauro blu, che disse:

-Allora... è contro la legge torturare ospiti senza permesso né accuse, tutt’al più, se sono bambini non vanno assolutamente pestati....quindi devo lasciarvi liberi, a mio malgrado. Vi accompagno all’uscita, mi pare che vi stia aspettando qualcuno.... -

L’uscita non era distante, dovettero solo attraversare una strada scalcinata con numerose casette così denominate: "DILANIATORI", "STRAPPA CARNE", "MACIULLA OSSA", e via di questo tipo. Finché giunsero ad un alto cancello nero arrugginito. Dietro le sbarre videro Daniel e Kristel che li aspettavano. Il centauro aprì il cancello e senza dire una parola, tornò alle sue mansioni.

-DANIEL!!! KRISTEL!! !- Esclamò Angel, sorpreso, correndo ad abbracciare gli altri due, Sarah e Devil fecero altrettanto.

-Ragazzi, non ci vediamo da una vita! Siete sempre gli stessi, vedo! - Ironizzò Kristel. Poi posarono gli occhi sui quattro bambini.

-Anche voi ci siete ancora! Ricordo ancora quell’episodio della STANZA DEL BRODO, quando David ed Angus precipitarono nell’acido....SIGH, quante avventure! - Sospirò Daniel abbandonandosi alla nostalgia.

-Ellis è ferita...- accennò Emily con voce inudibile. Kristel afferrò l’esile braccio di Ellis ed ispezionò la cicatrice. Infine, bastò tenesse la mano sopra di essa di qualche dita e la levasse subito che la cicatrice sparì.

-Un semplice graffio di qualche mostro contagioso, giusto? - Commentò, lasciando Ellis stupita. Annuirono.

-Che ne dite di fare un salto a casa mia? Poi vi riporteremo sulla Terra. - Disse Daniel. In un attimo si teletrasportarono a casa sua. Il monitor con cui sorvegliava James, il bambino da lui protetto era acceso.

-Venite. Vi presento questo bambino, ha solo cinque mesi! - Tutti si strinsero attorno al monitor, curiosi. Era un bambino grazioso, paffuto, con radi capelli castani e con solo due denti davanti che lo facevano somigliare ad un castoro. Stava giocando con un sonaglino e rideva a crepapelle.

- Carinissimo. - Fu il commento di Angel. Poi, Daniel spense il monitor e lo accese, posizionandolo su Lubecca, per osservare quello scienziato pazzo.

- Ne conosci il nome? - Domandò Sarah.

-Sì. Doctor Old. Morì dieci anni fa, e fu mandato nell’aldilà, dove fu torturato come un animale. Un giorno di questi però, riuscì a scappare,... sapete, quei centauri sono molto poco affidabili. Tornò a Lubecca, dove vi incontrò. Lì decise di riprendere la sua attività di psicopatico.....intrufolandosi nel laboratorio di Erika. - Rispose Daniel.

- Ma che fine hanno fatto lei e Noname?- Chiese Ellis. Daniel abbassò lo sguardo sospirando, per poi dire:

- Old li ha uccisi. Ora sono nel terzo cielo....mi dispiace, ragazzi.... - Calò un silenzio di tomba, furono tutti e otto colti da una rabbia improvvisa e voglia di vendetta.

- Li vendicheremo. - Decise Devil -Fosse l’ultima cosa che faccio, ma quel pazzo deve morire... -

Kristel annuì, concordando. Poi disse:

-Sono certa che ci riuscirete. Ora vi riportiamo sulla Terra. Fatevi onore... - detto ciò, loro otto si ritrovarono nella loro vecchia casa di New York. Era ormai quasi dicembre, ma non era cambiato nulla, lì, nonostante fossero passati quattro mesi.

-Ma come faremo ad andare a Lubecca? Se usiamo il trasferibile, ci troveremo nel laboratorio, proprio da Old! - Obiettò Angus, mentre entravano in casa. Ci saranno state almeno quattro dita di polvere sui mobili.

- Hai ragione. Ma è l’unico modo, magari ci faremo prestare il monitor da Daniel ed andremo in un momento in cui Old non è in laboratorio.... - Propose Angel. L’idea non piacque a nessuno.

- Io invece proporrei di recarci come tutte le persone normali.... - saltò su Devil.

- E come?- Chiese Ellis.

- In aereo. Ruberò otto biglietti ed andremo in aereo. Mi sembra molto più semplice... - Spiegò. Loro non potevano materializzarsi in una distanza così elevata.

-Sì. Basterà un po’di siero per le code e le ali, ma lo prenderemo dal laboratorio, qui a New York. Allora d’accordo se partiamo....domani?- Esclamò Sarah. La decisione fu presa all’unanimità.

Intanto, a Lubecca, Old, in compagnia di qualche suo nuovo esperimento, uno a forma di coccodrillo però con la testa di serpente, di nome Reptiler ed un altro, una specie di ammasso enorme di gelatina rosa, chiamato Mr Babol, che si legge così com’è scritto, grazie ad un computer riusciva a sbirciare in ogni angolo del pianeta. Lo puntò su New York

e vide gli otto mutanti, liberi e felici.

-Maledetti! Vi farò pentire di avermi messo i bastoni fra le ruote!... - Esclamò, nervosissimo, sbattendo un pugno sulla scrivania. Ma poi si bloccò, fermando il suo sguardo su Ellis

e Sarah. Disse:

-Reptiler! Babol! Voi le conoscete, le due donne?- I due esseri si avvicinarono, rispondendo di no.

-Sono semplicemente bellissime.... - continuò - bene bene, venite pure a Lubecca....saranno le mie nuove statue, perfette! - Lui possedeva un mantello bordeaux che trasformava ogni cosa in pietra. Questo effetto svaniva solo con la sconfitta di chi usava esso in un determinato momento.

-Voi due! Materializzatevi sull’aereo che prenderanno loro, alle 14.23 precise! Rapitele, non fate loro del male... all’angelo, al demone ed a quegli stupidi bambinetti fate ciò che volete, ma non fate nulla a loro.... - indicò Sarah ed Ellis, sullo schermo. Il giorno seguente, alle 14.00 erano tutti in aeroporto, impazienti. Avevano i biglietti, tantissimi soldi, perchè sarebbero andati in un albergo e DUE valigie con sieri d’invisibilità, Cester, il trasferibile di Noname e qualche cappotto, che presero giusto per far contenta Ellis, fissata coi malanni ed il freddo. Sarebbero andati in 1^classe. Alle 14.30 fu annunciato l’arrivo del loro aereo. Quando salirono mostrarono pavoneggianti i loro biglietti di lusso. La prima classe era fantastica, robot che servivano champagne, e primi piatti, perchè dotati ognuno di un forno incorporato! I sedili erano disposti a file di quattro, quindi i quattro bambini si misero insieme e gli altri nella fila dietro. Babol e Reptiler, camuffati benissimo erano nella fila accanto a quella dei giovani mutanti. Old era rimasto a Lubecca per costruire nuovi mutanti, di cui aveva già i progetti pronti. L’aereo partì subito; sarebbe arrivato circa alle 20.

Erano in volo da mezz’ora, quando Sandy disse, indicando Babol:

-Ehi, guardate quel tizio! Non è strano?- Infatti, da sotto il cappello e la sciarpa si intravedeva il faccione rosa baby butterato. Lui e Reptiler avevano portato un androide, progettato da Old, identico agli altri, che fungevano da hostess, che telecomandavano loro. Infatti, poco dopo, quel robot si rivolse ad Ellis e Sarah, dicendo:

-Signorine, nella classe turistica c’è un signore che vi sta cercando, dice di chiamarsi Noname! -

-Bè, magari andiamo anche noi.... - accennò Angel.

-No! Solo le signorine! - Lo interruppe l’androide. Lui e Devil si insospettirono: Noname era morto, come poteva essere lì e sapere che loro stavano prendendo un aereo? Non quadrava. Infatti Sarah ed Ellis rimasero sedute.

-Sarà difettoso... - commentò Ellis. Il robot insistette, facendo addirittura una descrizione di chi le cercava: coincideva tutto; capelli grigiastri, stempiato, un po’tarchiato e l’espressione amichevole.

- Boh, andiamo! Magari è stato mandato da Daniel... - disse Sarah, alzandosi seguita da Ellis. Andarono dietro all’androide che le portò fuori dalla prima classe.

- Dove le sta portando?- Domandò Sandy.

- Non so, ma io non mi fido....tu e David potete seguirlo.. .passerete inosservati. E’meglio che vi date una mossa... - Decise Devil. Sandy annuì, mentre Angel fissava insospettito Babol e Reptiler, vide che avevano tra le mani una specie di telecomando per androidi. Si riconosce facilmente quello per androidi, perchè è tutto grigio. Intanto David e Sandy

uscirono di nascosto dalla prima classe.

- Emily, sei solo una perdente!- Esclamò Angus di colpo - Vi copro le spalle!!! - Urlò dietro ai DUE demonietti, che erano già avanti. Emily rimase seduta dov’era, impassibile.

- Perchè ha strillato così? Ha attirato l’attenzione... - commentò Devil.

- Sì, soprattutto la loro. - convenne Angel indicando i DUE mutanti camuffati. Infatti, Babol si era alzato e si stava dirigendo fuori, agitatissimo come l’altro.

- Quelli non sono umani.... dobbiamo fare qualcosa.... - decise Devil, pensando ad un piano....

Intanto, i tre eroi seguivano a distanza Ellis, Sarah e il robot. Giunti in classe turistica, l’androide se ne andò, lasciandole col finto Noname, che cominciò a cianciare loro varie frottole sul terzo cielo, ecc. Fecero capolino dall’ ingresso della classe, sbirciando il panorama.

-Quello è Noname, non c’è nulla di strano, dai torniamo indietro... - disse Angus.

-NO! Aspetta.... - lo interruppe David. Infatti, Noname si era alzato sempre parlando, ma loro non sentivano ciò che dicesse. Ripresero a camminare, diretti chissà dove. Li seguirono finché giunsero al portabagagli, buio ed incasinato. Si nascosero dietro una montagna di valige, abbastanza vicini da sentire i loro discorsi.

- Noname, perchè ci hai portato qui? - Chiese Ellis.

- Lo scoprirai presto... - rispose Noname con voce innaturale, lasciandole interdette. Poi Angus si sentì tamburellare sulla spalla, da dietro. Si girò e vide Babol.

- Non mi piace la gente curiosa! - Esclamò il mostro con voce nasale. Loro tre si scansarono appena in tempo, perchè Babol tirò un pugno alla catasta di valige che crollarono ovunque.

-Oh, NO! Ellis! Dobbiamo sconfiggerlo! - Gridò Sarah. Il mostro che sembrava Noname era in realtà un mutante tutto nero, con gli occhi rossi, le mani enormi e fortissimo. Era alto quattro metri ed era un colosso di muscoli, di nome faceva Darkness. Aveva con sè il mantello!!! Egli si parò davanti ad Ellis e Sarah che indietreggiarono, intanto gli altri se la vedevano con Babol. Ellis cominciò a scagliare contro di lui tantissime pietre, senza fargli un graffio.

-Fammi passare!!! - Urlò Sarah, armata di frusta, che voleva salvare i bambini.

-Non farla preoccupare, Darkness! Qua il mantello! - Disse Mr Babol, che aveva chiuso in un angolo i tre giovani mutanti. Bastò che Darkness tirò sopra di loro il mantello e si trasformarono in pietra. Quando levò il mantello da sopra di loro, notò che rimasero in delle pose angoscianti: Sandy appiattita contro il muro, David raggomitolato nell’angolo, la testa fra le braccia ed Angus in posizione per lanciare le pietre dalle mani, con la magia.

-NOOO! Maledetti!!! Che gli avete fatto?????!!!!!! - Strillò Sarah, disperata a tal punto da sembrare impazzita.

-Niente, ma così ci daranno meno impicci...Darkness, legale, senza far loro del male... - rispose Babol, calmissimo. Il titano fece per avvicinarsi, quando un enorme macigno lo colpì

in pieno, proveniente da fuori, perchè spaccò il finestrino.

-Che è stato? Siete delle streghe!!! - Gridò Babol, mentre il titano s’alzò, e tramutandosi in una nuvoletta nera, uscì dal finestrino, per sfidare chi l’aveva colpito, cioè Angel.

-Forza, Sarah!!! ADDOSSO! - Esclamò Ellis, riferendosi all’ammasso gelatinoso. Loro due si avventarono contro Babol, Ellis aveva rimediato una corda grezza e cominciò a legarlo come un salame, mentre Sarah lo colpiva, con calci, pugni, sfogandosi per ciò che aveva fatto ai tre bambini.

-Basta, basta....che ne dici di buttarlo dal finestrino... - suggerì Ellis. Babol sgranò gli occhi scuotendo la "testa", ma non poteva parlare perchè gli mancava il fiato. Sarah

acconsentì. Lei ed Ellis lo presero, una per la testa l’altra per i piedi e lo infilarono faticosamente dentro al piccolo oblò, fino a fargli fare un volo di migliaia di metri. Il mantello era rimasto in terra, Sarah fece per buttarlo ma Ellis la fermò prendendo in mano il manto:

-No! Magari può servire per salvarli... lo chiederemo a Kristel, o a Daniel... - non riuscì a finire che qualcosa di metallico la colpì in pieno. Era Reptiler, che, velocissimo, afferrò il mantello e sparì come era venuto.

-ELLIS!!! Mi senti? Ti prego... - Urlò Sarah, in lacrime, inginocchiandosi accanto ad Ellis, svenuta. Si sentì terribilmente sola, guardando lei e David, Angus e Sandy, pietrificati.

Pensò poi a Devil ed Angel....

Infatti, loro due erano alle prese con Darkness, sopra all’ aereo. Il titano era più forte del previsto. Egli stava sul ciglio di un’ala, mentre gli altri erano di fronte a lui, proprio al centro dell’aereo. Darkness fu sveltissimo: colpì Devil in pieno con una sfera strana, nera e grigia.

-No, Devil stai.... - Angel non finì che il mostro gli fu subito addosso, lo spinse fino al ciglio dell’altra ala, con una forza bruta. Angel oppose resistenza, era ferito alle ali, non poteva più volare, se cadeva era finito. Devil sembrò riprendersi, e fece per intervenire ma Darkness, deciso, spinse giù Angel che precipitò nel vuoto. Il titano svanì nel nulla.

- ANGEL!!! No...non può essere.... - Devil s’affacciò di sotto. Ormai Angel non si vedeva nemmeno più. Si rialzò, col morale a terra, vedendo dietro di lui Sarah.

- Non dirmi che Angel è... - accennò Sarah. Lui annuì, senza parlare.

- Siamo rimasti solo noi...Ellis è stata colpita a morte....EMILY?- Continuò lei.

- Non so, ha insistito per rimanere dov’era... - rispose lui. Lei aveva lasciato i tre bambini, che erano tornati normali perchè Babol era morto, con Ellis che era svenuta.

- SARAH!!!! - Un coro di voci la chiamò.

- Oh, che sarà successo? Vieni, siamo nel deposito...- lei, detto questo si materializzò lì e lui fece altrettanto. Trovarono i tre bambini disperati ed increduli.

- Ellis è sparita... si è alzata e senza dire una parola è passata attraverso la parete, sparendo!!! - Spiegò Angus, tutto d’un fiato. Rimasero scioccati da tutti gli avvenimenti che erano accaduti in così poco tempo: la morte di Angel, la scomparsa di Ellis.... restava solo da cercare Emily. Fecero per uscire di lì, ma un poliziotto in borghese gli si parò davanti, bloccandogli la strada. Dietro di lui c’erano una donna, addetta forse alla manutenzione dei robot ed un pilota.

-Ora voi cinque venite con me.... forza! Chi vi ha dato il permesso di sabotare questo volo? MUOVETEVI!!! - Non capirono che intendesse ma ubbidirono, erano già successi abbastanza guai.... Li portò in prima classe, esattamente dov’erano seduti prima. Tutti i passeggeri li guardavano di storto, confabulando tra loro. Non videro Emily, chissà dov’era! L’uomo era alto, biondo ed elegante, sui trentacinque anni. Aveva l’espressione seria, quasi corrucciata.

-Sedetevi! Non ho tutto il giorno! - Strepitò l’uomo, vedendoli titubanti. La donna li raggiunse con due sedie, una per il poliziotto e sull’altra si sedette Angus, e gli altri si misero sui sedili.

-Mi chiamo Kevin Holland, della polizia.... mi è stato detto che avete messo una bomba nel deposito.... -

-Cosa? Chi ha detto questo? Noi non abbiamo fatto nulla! - Sbottò Devil.

- Prima di tutto ditemi i vostri nomi. Datemi i documenti... - Holland posò gli occhi su ognuno di loro, indagando.

-Ci...ci hanno rubato i documenti...erano due tizi, seduti laggiù... - mentì Sarah indicando i posti di Babol e Reptiler. Kevin ridacchiò di scherno, dicendo:

-Guarda caso proprio i tipi che mi hanno fatto la segnalazione... roba da pazzi! Ma i vostri nomi li saprete, no?- Esitarono, poi Devil rispose, mentendo:

-Siamo Donald e Suzane Nightingale e loro si chiamano Sandy, David ed Angus..... - Holland corrugò le sopracciglia, a sentire un cognome così strano.

-Nightingale?- Domandò poi, riferendosi ai bambini.

-No, noi due siamo fratelli e loro sono... sono nostri cugini, il loro cognome è Hathway! - Disse Sarah. Holland prese appunti disordinati su un taccuino, velocemente. Molti passeggeri seguivano la conversazione, scuotendo il capo e sussurrandosi chissà cosa.

-Però... la bomba... noi l’abbiamo disinnescata... non siamo stati noi a metterla! - Balbettò Angus con un filo di voce. Kevin alzò la testa dal block notes per fissarlo stralunato, gli altri passeggeri fecero altrettanto, ammutolendosi. Anche Devil e Sarah non ne sapevano nulla, ma forse Sandy e David sì.... Calò il silenzio per qualche istante, finché Holland si schiarì la gola e chiese:

-E io dovrei credere che un bambino di forse nemmeno otto anni abbia disinnescato una bomba? Tutto solo???- Divenne furibondo e si controllò a stento. Angus abbassò lo sguardo... disse la verità, lui non poteva mentire.

-Sì, perchè lui è un angelo! Se avesse mentito sarebbe già diventato di pietra!!! - Sbottò David. Qualcuno ridacchiò sotto i baffi, anche Angus si fece scappare un sorriso, ma l’ispettore rimase serissimo, e sentendosi preso in giro, perse la pazienza.

-Allora... quando atterreremo verrete con me al commissariato. - Sibilò - Sono pronto ad arrestarvi, lo giuro quant’è vero che mi chiamo KEVIN HOLLAND!!! - Si alzò, raccomandandosi che li tenessero d’occhio, motivando che erano pericolosi, forse terroristi, fuori di testa... insomma, esagerò più che poté. Avevo già detto che io non sono una scrittrice cattiva, e che cerco sempre di aiutare i miei personaggi quando sono in difficoltà. Infatti, mandai Emily ed Ellis a salvare Angel. Lui precipitando per migliaia di metri, cadde nel bel mezzo dell’oceano Atlantico. Però suppongo che nel 2081, ci saranno state molte isole artificiali, che punteggiavano l’oceano... infatti Angel nuotò svariati metri, fino a raggiungere una piccola isoletta deserta ma rigogliosa.

-AAANGEEEEL!!!! - Qualcuno lo chiamava a squarciagola.

-CHI E’??? ELLIS! SEI TU?? - Urlò lui, in risposta. Si era seduto sulla riva dell’isola, le ali rotte gli facevano un gran male. Ellis sorvolò sull’acqua, seguita da Emily, sui loro visi era dipinta la preoccupazione e l’angoscia. Lo raggiunsero.

-ANGEL! E’ un miracolo che sei vivo! Hai le ali rotte? - Domandò subito Ellis, sedendogli accanto con Emily. Lui annuì chiedendo loro come avevano fatto a trovarlo.

-Ti ho visto dal finestrino! - Saltò su Emily - Ho visto che cadevi, l’ho detto ad Ellis.... -

-Sì, ma ora noi siamo preoccupate per Angus, David e Sandy... sono... sono come pietrificati! Sono diventati così per colpa di uno strano mantello... - concluse Ellis per lei. Lui continuò ad annuire, sconcertato.

-Bè, ora vedo se riesco a guarire la ferita.... - Disse Ellis. Le tornò in mente l’episodio del contagio, e le scappò un sorriso. Stavolta invece non accadde nulla, una semplice frattura che guarì in un attimo.

-E adesso che facciamo?- Chiese Emily.

-Dobbiamo andare a Lubecca in volo... credo che ormai l’aereo sia irraggiungibile... - propose Angel.

-Sì... potremo fermarci ogni tanto su una di queste isole. Andiamo. - Detto ciò, Ellis e gli altri spiccarono il volo, stanchi ma determinati a vendicare Erika e Noname. Non sapevano però che si trovavano nel bel mezzo dell’Oceano, e che l’Europa era ancora molto lontana...

Erano in viaggio da circa un paio d’ore, quando Emily si sdraiò su un’isola più avanti, morta di stanchezza. All’orizzonte, ancora nulla, nemmeno una striscia di terra.

- Non ce la faremo mai...dovremo aspettare i soccorsi... - sospirò Ellis, anche lei stremata.

- GUARDATE! Laggiù....una nave da crociera! - Saltò su Angel. Infatti, nel punto da lui indicato, si scorgeva un’enorme nave bianca in lontananza.

- Che ne dite di fare un ultimo sforzo e raggiungerla? Ci porterà in Europa! - Continuò, convinto. Il suo entusiasmo non coinvolse minimamente nè Emily nè Ellis.

- No... oggi è giovedì, vero? Domani, venerdì, è il giorno in cui il quinto cielo riceve visite...propongo di aspettare domani e farci portare a Lubecca da Kristel. - Disse Ellis. Emily

approvò, ricordando ad Angel che non potevano salire su una nave da crociera clandestinamente, era una cattiva azione e sarebbero diventati di pietra per almeno un lustro. Aveva perfettamente ragione. Così, si rassegnarono a passare la notte su quell’isoletta, sperando che non siano previste tempeste o mareggiate....

Intanto, alle 20.34 l’aereo atterrò a Lubecca. Erano cinque i poliziotti che li attendevano in aeroporto. Kevin Holland li accompagnò fin da essi, e si diressero in centrale con le astronavi. La centrale era un’altissima costruzione beije cilindrica senza protuberanze, tutta pareti e finestre. Entrarono. Il salone era grande, ma spoglio, immoto e quasi tetro.

Poliziotti andavano e venivano sbattendosi le porte dietro alle spalle, vociando.

-Prego?- Domandò loro la recepionist, con espressione annoiata.

-C’è il commissario Brown? Per un interrogatorio... - Chiese Holland. La donna corrugò le sopracciglia, e cercando con flemma in una pila di fogli, disse con voce strascicata:

-Sì... è di sopra... è libero, credo.... -

-Grazie. - Disse Kevin, andando nella direzione indicata. La donna non rispose. Salirono le scale, era una costruzione vecchia. Il commissario era un tipo orientaleggiante, atletico, sui 45. Era in divisa e strinse la mano ad Holland.

-Allora, qual è il problema?- Domandò.

-Sono LORO il problema! Hanno sabotato l’aereo, poco fa, hanno messo una bomba nel deposito bagagli, inoltre le persone che hanno fatto la segnalazione sono scomparse, ma dei passeggeri affermano di averli visti assieme a costoro... - spiegò brevemente Kevin. Il commissario annuì, dicendo che voleva parlare con loro cinque da solo. Nonostante l’opposizione di Kevin, entrarono nel piccolo ufficio di Matthew Brown, ovvero il commissario. Si sedettero su cinque seggioline di legno, una diversa dall’altra, di fronte alla sua scrivania. Anche Brown si sedette e cominciò:

-Allora... non dite niente? Chi siete? Da dove venite?- Li guardò interessato, le braccia incrociate.

-Siamo Suzane e Donald Nightingale.... loro sono nostri cugini... Sibilla, Duncan ed Aaron Hathaway. - Rispose Sarah sospirando. Brown scrisse qualcosa, poi esclamò:

-NIGHTINGALE? Che razza di cognome è? Siete americani, credo... perchè siete venuti fino a Lubecca?- Sarah non gli rispose, lo ipnotizzò in un secondo, ordinandogli di dire a tutti che erano innocenti e che non esisteva alcuna bomba. Uscirono dall’ufficio, ed Holland li assalì subito:

-Dove credete di andare... -

-Lasciali...non hanno colpe... - balbettò Brown dall’ufficio. Loro cinque uscirono, trovandosi soli nella grande città. Il laboratorio era in periferia, su una collina, non seppero se andarci subito, ma decisero di "prenotare" una stanza d’albergo e magari chiedere se Kristel sapeva qualcosa di Ellis, Emily ed Angel.

Il giorno seguente, il 23/12, il Natale era ormai alle porte, infatti in cielo, c’erano innumerevoli luci bianche e gialle ovunque, fiocchi appesi sulle case degli angeli, finta neve e tanti abeti addobbati riccamente, più colorati che mai. Insomma, l’atmosfera festosa che gli si presentò poteva scaldare il cuore a chiunque. Ellis, Emily ed Angel erano al quinto cielo, allegro ma non disordinato, conservava sempre quel tocco di eleganza quasi nobile. Chiesero al primo che passò loro accanto, di Kristel. Il tipo annuì dicendo di aspettare.

Dopo cinque minuti, Kristel li raggiunse, radiosa e sorridente, esclamando:

-Ehilà, qual buon vento, ragazzi? Che mi raccontate?-

-Vento di tempesta, Kristel !- Disse Angel -Siamo rimasti soli, Sarah, Devil e gli altri non sappiamo dove si siano cacciati... gli scagnozzi di Old ci hanno sorpreso sull’aereo... -

Kristel rimase allibita, e posò a terra la ghirlanda che teneva appesa al collo.

-Puoi portarci a Lubecca? Mi spiace ma siamo di corsa.... - Ellis fu interrotta da una voce molto familiare...

-Angel? Ellis? Emily? Che ci fate qui??? - Era la voce di Devil, infatti lui, Sarah, David, Angus e Sandy stavano a pochi metri da loro. Kristel trattenne una risata.

-E’ proprio vero che parli del diavolo e spuntano le corna.... - esclamò Angel, felicissimo di averli ritrovati. Gli altri li raggiunsero, dicendo che loro erano già a Lubecca, in un albergo lussuoso.

-Ma come hai fatto a salvarti? Cioè... sei precipitato... - chiese Sarah ad Angel.

-Noi angeli sappiamo nuotare... inoltre, loro mi hanno trovato su un isoletta in mezzo all’oceano. Siete liberi di non crederci.- Rispose Angel, orgoglioso. Raccontarono in fretta le loro avventure, ridendo a crepapelle. Finché Kristel tagliò corto:

-Allora...vi condurrò tutti nel loro albergo... vi saluto. BUON NATALE, ragazzi!- Detto ciò, si ritrovarono nel posto detto. Era giunta finalmente l’ora di andare a trovare Old e tutti i suoi nuovi esperimenti....

Prima che accadesse tutto questo, Darkness e Reptiler erano tornati a dare la brutta notizia ad Old. Lui era intento a progettare tanti nuovi mutanti per ricostruire il suo "mondo".

-Capo, brutte notizie.... - accennò Reptiler, con la sua voce sibilante, avvicinandosi ad Old. Il vecchio alzò la testa dal lettino su cui giaceva inerte un mostro quasi completo e li guardò.

- Dov’è Babol? E le due prigioniere? Avete fallito!!!! - Esclamò subito.

- Sì... Babol è morto, l’hanno gettato giù dall’aereo... proprio le due donne... - Spiegò Reptirel, perchè Darkness non poteva parlare.

-Loro?! Me la pagheranno... potrò ricostruire un nuovo Mr Babol, questo non è un problema... ma stavolta agirete in compagnia di altri mutanti più potenti ed intelligenti di voi... -

sogghignò Old, ridendo a denti stretti.

- Probabilmente verranno loro qui...non so perchè ma credo che vogliano la guerra. - Proseguì il rettile. Old rise ancora di più.

- Ma bene! Saranno attesissimi.... io propongo di aspettarli qua. Quando arriveranno daremo un... un ricevimento, sì! Oppure vorrei dare un po’di divertimento al povero Darkness al nuovo arrivato. - Indicò il nuovo progetto. Assunse quell’espressione odiosa e maligna, strofinandosi le mani per poi continuare a lavorare beato, sul suo esperimento. Era il 24/12/2081, precisamente le otto del mattino, quando gli otto eroi erano già tutti svegli, pronti all’avventura. Erano in un albergo ultra moderno con ogni comfort, pieno per via delle feste. Uscirono dalla loro camera, i quattro angeli invisibili perchè la stanza era prenotata solo per quattro.

- Dovremo camminare tantissimo! Avete le coperte?- Strepitò Ellis, fissata col freddo.

- Le ha prese Emily. - Disse Sarah.

- Le torce? -

- Rubate stamattina .-

- I giacconi?-

- Sono nella mia borsa. -

- I sieri d’invisibilità?-

-Li ha presi David. Ma piantala, Ellis! Stai tranquilla che ne usciremo vincitori! - Tagliò corto Sarah. Uscirono dall’hotel. La città era tutta una luce, addobbi e neve. Il cielo era cinerino, in altri punti grigiastro, molto strano, forse sarebbe arrivata una tempesta. Si infilarono in un vicolo cieco seminascosto e provarono a materializzarsi. Non accadde nulla.

-Come mai non funziona? Ci hanno tolto i poteri! - Esclamò Devil.

-Non so...ma non vi sembra che sia più buio là fuori?- Osservò Angel. Infatti, era come se fosse calata la notte in pochi istanti. Poi d’improvviso, una violenta scossa di terremoto che aprì addirittura alcune crepe nel terreno e li fece sobbalzare. Stranamente, non si sentivano urla, per strada non c’era nessuno.

-Che succede? E’ il giorno del giudizio per caso?- Esclamò Angus. Dalle crepe uscì della lava e il paesaggio cambiò davanti ai loro occhi: al posto dei grattacieli vulcani in eruzione, rocce incandescenti ovunque, mari di lava enormi e il cielo divenne arancione e giallo. Emily si sentì svenire a vedere questo. Invece David era elettrizzato.

-Dove ci troviamo? E cos’è quella costruzione lassù?- Sandy indicò una casupola bianca, che contrastava col paesaggio circostante. Stava sul cucuzzolo di un’altissima roccia nera, con attorno fuoco, lava ed uno strettissimo sentiero che conduceva fino là.

-Dobbiamo salire, andiamo! - Esclamò David. La sua felicità non contagiò nessuno. Raggruppati, fecero capolino dalla rientranza in cui si trovavano. Non videro anima viva, per cui con sforzo indicibile da parte di Emily, si avventurarono lungo il sentierino che li separava da quella strana casupola bianca... Il tortuoso percorso iniziava ai piedi della roccia, per poi procedere lungo tutto il suo perimetro, a mo’di spirale. I quattro angeli non riuscivano a volare. Il sentiero era talmente stretto che dovevano camminare rasenti alla parete della roccia, mettendo un piede avanti all’altro. In testa alla fila stava David, chiudeva Ellis che doveva fermarsi ogni momento per incoraggiare Emily.

-Non guardate di sotto! - Ricordò a tutti Angel mentre camminavano. Infatti, sotto c’era lava che ribolliva. D’un tratto, un’altra scossa di terremoto, più forte della precedente. Dei macigni si staccarono dalla roccia e caddero nella lava.

-AGGRAPPATEVI ALLA PARETE!!! - Gridò Sarah. Ci fu un coro di urla di terrore, la scossa durò un paio di minuti. Alla fine, Angus si rialzò barcollando, come gli altri, ma lui appoggiò male un piede e precipitò di sotto.

-ANGUS!!! Ditemi che non è vero!!! - Strillò Ellis, disperata. Angel la dovette tenere perchè non cascasse anche lei. Con lo stupore di tutti, David si tuffò nella lava, nel disperato salvataggio di Angus.

-NO! Un’altra volta, no!! - Esclamò Devil, ricordandosi dell’episodio della STANZA DEL BRODO. In un attimo, avevano perso due degni compagni di avventura.

-Ditemi che riemergono sani e salvi... Ditemi che riemergono... - cominciò a ripetere Sarah a mo’di disco rotto. Stettero in attesa un po’ finché si rassegnarono. Non li avrebbero rivisti mai più. Per un istante fu come se il cielo fosse crollato loro addosso, si sentivano perduti e responsabili di tutto.

-Che facciamo? Io propongo di lasciar perdere. - Sospirò Angel.

- No, andiamo avanti! Non siamo lontani... -ribadì Devil.

- Sì, così ci rimette la pelle qualcun’altro?- Intervenne Ellis, la voce strozzata dal pianto.

- Maledetta pessimista che sei! Andiamo e niente lacrime... - disse Sarah, nascondendo il volto rigato dalle lacrime.

- Possibile che non vi tocca nemmeno un po’la morte di Angus e soprattutto di David?- Esclamò Angel.

-Certo. Ma io Old lo voglio vedere morto. Mai l’ho desiderato tanto come adesso. - Tagliò corto Devil, proseguendo con Sarah e Sandy, sparendo dietro l’angolo e lasciando gli altri con un palmo di naso.

E voi credereste che IO potessi lasciare morire così, David ed Angus? Certo che no, infatti quella in cui precipitarono non era lava, bensì l’illusione ottica di un mondo parallelo per cui ci passarono attraverso e si ritrovarono in uno strano mondo, tutto di un giallo abbagliante, non si vedeva nulla, solo la luce.

-Stai bene Angus?- Chiese David.

-Sì... tu hai cercato di salvarmi un’altra volta! Forse sei tu l’angelo e io.... -Angus si bloccò sentendosi in debito verso David. Finchè in mezzo alla luce apparve una donna. Era bellissima, vestita interamente di giallo, la sua gonna frusciante luccicava; aveva i capelli biondo oro, gli occhi gialli ed era alta e normalmente snella. Il viso era stupendo, carnoso ma lungo e i lineamenti regolari. Aveva sulla fronte una specie di diadema perlato, ai polsi enormi bracciali lavorati, in acciaio giallo ed una lunga collana a forma di sole.

-Salve ragazzi. Benvenuti nel mio regno. - Disse, con voce calda e pacata, avvicinandosi.

-Lei chi è? - Domandò David.

-Mi chiamo Shine, in onore del Sole. Sono una GOVERNATRICE TERRESTRE, dea dell’alba e del giorno. Voi? - Sorrise. Quel nome le stava proprio bene.

-Io sono Angus e lui è David... non siamo proprio umani... forse lei lo sa... come mai siamo finiti qui?-

-Datemi pure del tu. Io vi ho salvato, trasformando la lava in semplice luce innocua. Credo che i vostri amici abbiano qualche problema. Mi è stato detta da una certa Kristel, del 5° cielo. Lei non può mentire. Che ne dite di dare un’occhiata?- Angus e David si scambiarono un’occhiata furtiva di consenso. Si fidarono della donna, che in un attimo, con una magia, si ritrovarono su quel sentiero tortuoso, nel punto in cui erano caduti entrambi. Gli altri non c’erano più, erano andati avanti.

-Tu sai chi è l’artefice di questo?- Chiese Angus, riferendosi al paesaggio orrendo.

-Sì, il mostro degli inferi, Darkness. Ha trasformato Lubecca in questo obbrobrio, nascondendo il Sole con le sue nubi rosse. Devo fargliela pagare per questo... - rispose Shine.

D’un tratto sentirono un coro di voci mooolto familiare. Infatti, gli altri sei stavano camminando sul sentiero loro sovrastante. Si distingueva chiaramente la vocetta lamentosa di Emily, quella calma di Angel, quella grintosa di Devil, e la voce squillante di Sarah. Sembrava discutessero.

-Credo li conosciate. Dai, venite con me. - Sorrise Shine, prendendoli per mano e materializzandosi dinanzi agli altri.

-DAVID!!! ANGUS!!! E’ un miracolo! - Gridò Sarah, correndo ad abbracciarli. Poi il loro sguardo si soffermò su Shine, sorridente davanti a loro. In quel punto il sentiero era un po’ più largo, quasi il doppio del terreno sottostante, quindi si muovevano con tranquillità.

-Sbaglio o tu sei una GT?- Domandò Ellis, a Shine che annuì.

-Certo. Mi chiamo Shine, dea del giorno. Vi state recando nella tana del mostro degli inferi, è pericoloso... -

- Ellis, ne sei certa che lei sia DAVVERO una GT?- La interruppe Devil, scettico.

-Sì... ci ha salvati, prima! Ha trasformato la lava in luce... senza di lei ora non saremmo qui!- Esclamò Angus, rispondendo per lei. Ellis aveva intravisto Shine mentre parlava con un tizio, nel quinto cielo, forse era per quello che tirò ad indovinare chiedendole fosse una GT.

-Stavo dicendo,- riprese la dea - che lassù vive un mostro, che domina le tenebre e governa questo posto. Solo uno di voi può sconfiggerlo. - Si bloccò. Tutti ebbero il timore di essere il o la prescelto/a di combattere quell’essere.

-Forza, spara il nome... - la intimò Sandy.

-Angel. Lui è l’unico dall’anima così pura da poter contrastare Darkness. Probabilmente ne sarebbe in grado anche Angus, ma non voglio mettere a repentaglio la vita di un bambino. - Disse Shine a bruciapelo.

-Va bene, sono pronto. Dobbiamo salire su quella montagna, allora?- Si notava lontano un miglio che Angel fingeva di essere sicuro di sè, perchè tremava come una foglia.

-No, ti ci porterò io. Devo avere la mia vendetta sull’essere che ha oscurato il Sole, la mia fonte di energia. Vieni... - In un attimo, sparirono senza dire + nulla, senza neanche lasciare il tempo agli altri di augurar loro buona fortuna. Probabilmente si ritrovarono in quella strana casa in cima. Gli altri rimasero attoniti, finchè il paesaggio attorno a loro cominciò a cambiare. La lava si mosse, ribollì, fino a seccare diventando roccia, i detriti smisero di cadere, le rocce si spezzarono rovesciandosi e frantumandosi a terra.

-Che sta succedendo? Mi sembra di precipitare!!!!- Urlò Emily. Infatti, anche la roccia su cui stavano loro stava cadendo. La casetta sulla cima era sparita. Tra urla di terrore e spavento, caddero fino a finire a terra, svenuti. Videro cose strane: delle spire che si attorcigliavano, farsi sempre più vicine, fino a risucchiarli....

Si risvegliarono su un prato verdeggiante, collinoso e profumato. C’erano alberi di ogni tipo, cespugli, montagne lontane innevate. Il cielo era azzurro limpidissimo, faceva caldo, nonostante fosse dicembre inoltrato. Non si sentiva il minimo rumore, solo ronzio di api attorno ai grandissimo campi di fiori sbocciati. Si alzarono, ma non videro anima viva lì intorno.

-Che bello! E’ un sogno! FANTASTICO!!! - Gridò Emily, tutta contenta, correndo sul prato.

-E’ disgustoso...tutto così perfetto..- bofonchiò David, pensando male di Emily. D’un tratto, videro una sagoma in lontananza. Scrutarono per vederla meglio, finché fu abbastanza vicina. Era una figura incappucciata, indossava un soprabito lungo viola, non mostrava il viso. Camminava a passo lento, metteva soggezione.

-Scappiamo... mi sembra strana... -bisbigliò Ellis. La figura si fermò a qualche metro da loro e si levò il cappuccio dalla testa. Era una donna, dai capelli viola come gli occhi. Era molto magra, ma alta, il viso spigoloso, dagli zigomi pronunciati e le guance scavate. Li fissava con quegli strani occhi, quasi a leggere i loro pensieri. Il soprabito viola che indossava le arrivava fino a metà gamba, sotto si vedevano degli stivali neri con strane decorazioni blu raffiguranti stelle e mezze lune, lunghi al ginocchio.

-Non abbiate paura....non vi faccio del male. - Disse, con voce grave e tetra. - Mi chiamo Goccia, sono una GT, dea della notte e delle Tenebre. Conoscete una certa Kristel Murphy?-

Era serissima, incuteva paura.

-Sì... è lei che ti ha mandato?- Rispose Sarah. La dea annuì, continuando:

-Allora voi siete Ellis, Sarah, Devil... e voi i quattro bambini. Sapevo che Shine vi avrebbe mandato qui, da me. Prima sconfiggeremo il dio della Buona Sorte e prima arriveremo da Old... -

quella frase li lasciò interdetti.

-Chi è questo dio della Buona Sorte?- Chiese Devil.

-E’proprio te che cercavo! - Esclamò Goccia, riferendosi a lui. -Questo dio ha scagliato una maledizione in questo posto, facendo sì che la notte non venga mai più. Praticamente qui, il sole non cala da un paio da mesi... tu sei l’unico così cattivo da poter contrastare i suoi "buoni" propositi e le sue "buone" azioni. Potrebbe farlo anche David, ma lui è ancora troppo debole, il nemico lo sconfiggerebbe in un batter d’occhio.... -

-Ma noi che faremo? Rimarremo qui per sempre?- Sbottò Sarah, indignata.

-No, vi condurrò nel nuovo regno di Old... ne resterete impressionati, forse non lo sapete che ha eliminato la foresta, con una magia ha impedito al sole di entrare nel suo territorio ed ha costruito esseri orripilanti... - spiegò Goccia. - Inoltre, nel suo regno non è mai nè notte nè giorno, una sorta di paesaggio ostile, lugubre da far accapponare la pelle... -

In pratica avevano trovato due alleate per la lotta contro Old e i suoi scagnozzi. Goccia e Shine volevano che la magia fatta dallo stregone si cancellasse, con la sua morte.

-Allora...t u sai dov’è questo dio della Fortuna?- Devil ruppe il silenzio. Goccia annuì, indicando un punto lontano, in cui si scorgeva una casetta bianca, identica a quella in cui stava Darkness.

-Voi sei state in guardia, mi raccomando. Devil ed Angel vi raggiungeranno appena avremo sconfitto questi mostri. In bocca al lupo... - Li raccomandò Goccia, per poi svanire assieme a Devil, conducendo Sarah, Ellis, Angus, David, Sandy ed Emily, nel Regno di Old, un luogo forse peggiore dell’aldilà!

Shine ed Angel dovevano combattere Darkness, sempre nella solita casetta bianca. Quando si trovarono lì, non avrebbero mai pensato di trovarci all’interno una specie di arena che sembrava fatta apposta per loro. Era grande, occupava quasi tutta la stanza, il pavimento lucido rosso. C’erano sei colonne d’avorio intagliate elegantemente, con ghirigori in alto, forse scritte. Non c’era altro arredamento, se non per uno sgabello al centro esatto della stanza, con sopra una sica, un pugnale antico, dalla lama ricurva lunghissima, capace così, di trafiggere qualsiasi cosa. Chissà chi l’aveva posizionata lì....Poi, dal lato opposto di dove si trovavano loro, apparve una nube contorta e nera, da cui ne uscì Darkness, in tutti i suoi due metri e mezzo di altezza.

-E’ lui! E’ Darkness! - Esclamò Shine, soffocando la paura. Il mostro li scrutò con gli occhi sottili arancioni.

-Sta dicendo che ci sono due influenze negative... -Shine tradusse il suo linguaggio -dobbiamo approfittare del fatto che ci vede poco... io lo distraggo, tu prendi il pugnale! - Senza lasciare ad Angel il tempo di acconsentire, la dea creò una fortissima luce che colpì il mostro negli occhi, accecandolo. Angel corse ed afferrò la sica, mentre gli balzò in mente la geniale idea di utilizzare lo sgabello come scudo.

-COLPISCILO, ORA! Vola e feriscilo alla testa, o alla gola!!! - Ordinò Shine, la cui sua luce si stava esaurendo. Il titano si copriva il volto con le enormi mani, dagli occhi gocciolava sangue bordeaux. Angel spiccò il volo, andando vicino alla testa del mostro, sferrando subito un colpo alla gola, strappando al mostro un gemito straziato. Poi Angel cercò di mirare alla giugulare, senza sapere che il mostro non l’aveva. La luce si esaurì, e Darkness potè togliere le mani dalla faccia, mostrando due orrende cicatrici agli occhi.

Mollò uno schiaffo verso Angel, che lo evitò a malapena. Alla fine, Angel sferrò il colpo finale: trafisse completamente la gola del mostro, tanto che non riuscì nemmeno a tirare fuori l’arma dalla ferita. Darkness cadde a terra con un tonfo assordante, che fece tremare la costruzione.

-ANGEL! Sei ferito?- Urlò Shine, raggiungendo l’angelo, che gettò a terra lo sgabello in legno.

- No... sto bene, non ho perso molti capelli....dici che è morto?- La dea annuì, convinta.

- Ma tu sai chi ha messo quel pugnale? Sembrava fosse lì apposta per noi... - continuò Angel.

-Oh, un piccolo aiutino da parte di Kristel - Shine ridacchiò - sai, anche in paradiso hanno una rimessa per le armi! Ed è la rimessa più fornita di tutte, ci sono le armi di tutti i personaggi della mitologia. Quella sica era un semplice pugnale di un soldato greco. - Angel non credette alle sue parole: Kristel li aveva di nuovo salvati!

-Ora, devo mandarti assieme agli altri, nel Regno di Old, - proseguì Shine - non ti ringrazierò mai abbastanza, Angel. Ti dico addio, e tanta fortuna a te ed ai tuoi compagni di avventura! - Detto questo, la dea sparì, portando Angel nel Regno di Old, dove s’incontrò con gli altri sei. Mancava soltanto Devil, che era alle prese col Dio della Buona Sorte.

Goccia e Devil si ritrovarono nella solita casetta, identica alla precedente, però mancava la sica.

-Dovrebbe arrivare da un momento all’altro, teniamoci pronti... - Goccia si riferiva al Dio della Fortuna. Infatti, al centro della stanza, apparve un cappello, una tuba marrone con fibbia dorata, da cui ne uscì un ometto alto 80 cm, vestito interamente di verde smeraldo. Aveva le orecchie a punta, calvo, il naso bitorzoluto ed era magro come un chiodo, pareva un folletto. Si mise in testa la tuba, che era più grossa di lui. Era buffo, a vederlo non sembrava affatto cattivo.

-Salve, gente!- Esclamò con voce nasale e canterina - Volete un po’della mia fortuna? Ma dovete guadagnarvela.... - sorrise mostrando denti giallini.

-NO! Vogliamo vederti mor.... - Goccia venne interrotta da Devil, che bisbigliò:

-Sentiamo che ha da dire. Mi sembra un vantaggio che ci abbia scambiati per gente comune.... - La dea annuì, poco convinta. Però disse:

-Sì... che dobbiamo fare?- Il folletto indossò degli enormi occhiali da vista, probabilmente soffriva di miopìa acuta. Schioccò le dita, e gli apparse dinanzi un lungo protocollo, e cominciò a leggere:

-Allora, dovete scegliere! Che volete, soldi? Lavoro? Amore? Amicizia? Successo e fama? Oppure cambiamenti... volete un QI più elevato? Bla, bla.... -

-Voglio semplicemente la FORTUNA! - Lo interruppe Devil, sicuro di sé. Goccia non capiva che volesse fare. Il Dio della Buona Sorte, fece sparire il foglio, commentando:

-Mai sentito un desiderio così banale e generico! Farò di tutto per accontentarti! Ricordati che mi devi un piccolo favore.... sarai per sempre mio schiavo! Ormai non puoi tirarti indietro! Hai espresso il desiderio... - Devil non sembrava spaventato, tutt’altro: era certo di aver incastrato il folletto. Il Dio della B.S., chiuse gli occhi, recitando una strana formula, ma non fece in tempo a finire, che il folletto s’accasciò a terra, e nella stanza apparve un vortice blu, da cui uscirono una settantina di persone. Certi erano nobili secenteschi, altri uomini primitivi, gente di ogni tempo che si era rivolta al Dio della BS, ed era rimasto suo schiavo. Ma ora erano liberi.

-Come hai fatto??? Non credo ai miei occhi!!! - Esclamò Goccia, allucinata.

-Semplice! Ho desiderato la fortuna. La fortuna era lui, quindi ora dovrei essere io il Dio della Buona Sorte. Peccato che non sono un umano! - Spiegò Devil. Goccia annuì, capendo tutto.

-Santo cielo, che faccenda meticolosa! - Commentò -Sapevo che voi demoni eravate furbi, ma non credevo foste arguti fino a questo punto! Ti devo un grosso favore, Devil, non so come ringraziarti.... ora porterò questa gente in paradiso, con me. Addio, e mille volte buona fortuna!- Sorrise, pensando di odiare quella parola più di qualsiasi cosa! In un attimo sparì, portando Devil nel Regno di Old, assieme ai suoi compagni di avventura. I due eroi si ritrovarono di colpo assieme agli altri sei, stupiti nel vederli tornare così presto.

-ANGEL! DEVIL! Siete feriti? State bene?- Esclamò subito Sarah, correndo loro incontro. Erano ancora lontani dal castello di Old, il Regno era talmente vasto...

-Sì stiamo bene... non immaginerete quanto mi è accaduto! Per un istante mi son visto passare accanto la morte... - ironizzò Angel, esausto. Tutti e otto si trovavano in una specie di deserto freddo, scuro e losco, fatto di rocce, alberi secchi e senza traccia di vegetazione nè fauna. Faceva molto freddo, a volte c’erano folate di vento gelido, oppure di colpo si metteva a piovere, o addirittura a grandinare e nevicare.

-Dài, raccontate!!! - Li intimò David. Angel era distrutto, non aveva nemmeno la forza per parlare, ma Devil disse:

-Io non ho fatto nessuna fatica a sconfiggere il Dio della Fortuna, perchè.... - raccontò dal principio, poi toccò all’altro. Gli ascoltatori si divertirono, dimenticando per un po’ l’angosciosa avventura che li aspettava dietro l’angolo. Invece, mentre i nostri eroi si riposano, c’è chi di riposare non ha mai tempo... Old, li sorvegliava costantemente dallo schermo, i nervi a fior di pelle.

-Maledetti! - Gridò, sbattendo il pugno ossuto sulla scrivania, facendo sobbalzare Reptiler e Babol, appena creato.

-Hanno sconfitto Darkness! Anche quel ridicolo folletto, che l’ho persino pagato per ostacolarli.... - Continuò, il capo fra le mani. - Ma non finisce qui, avrò due nuove statue, è tutto ciò che desidero, due statue belle, come loro.... - osservò Sarah ed Ellis. - E perchè no, otto statue? BABOL! REPTILER! Preparate la balconata in cima al castello, sgombrate i capitelli più lussuosi, ed incideteci, su di uno: "DONNA ANGELO" e sull’altro "DIAVOLESSA"!!! - I due mostri si sbrigarono ad ubbidire, mentre Old si strofinò le mani, decidendo di cremare le statue degli altri sei suoi rivali.

Quando Angel e Devil ebbero finito di narrare le loro disavventure, gli altri erano allibiti. Ci fu un coro di commenti, finchè uno strano verso, simile ad un fischio, li costrinse a tacere. Lo strano suono veniva da lontano, ma sembrava avvicinarsi sempre di più, era un fischio sommesso, assordante.

-GUARDATE! Forse si sta annuvolando.... - commentò Sandy. infatti, pareva che d’un tratto ci fosse molto + buio. Ma non erano nuvole, erano due enormi volatili che incombevano su di loro. Erano essi che emettevano quel verso stridulo.

-VENGONO VERSO DI NOI!!!! - Gridò Angus, scappando a gambe levate, senza una meta. Infatti, entrambe le bestie stavano scendendo in picchiata verso di loro.

-Restiamo uniti! Non sparpagliamoci.... - Furono le ultime parole che Ellis riuscì a pronunciare, prima di venire afferrata dagli artigli delle zampe posteriori di uno dei mostri. Era di dimensioni spaventose, verde, fatto a forma di drago. Appena la ebbe agguantata, spiccò il volo. Angel, Emily ed Angus tentarono il disperato salvataggio seguendolo in volo, ma il drago volava molto più in fretta, fino a sparire nel castello.

-Sta catturando Sarah! Presto! - Urlò Angel, tornando a terra, mentre l’altro drago aveva afferrato Sarah. Contemporaneamente, Devil ed Angel lo colpirono con la pietra e il fuoco, facendo innervosire il mostro, che con un colpo di coda, abbatté numerose rocce, ed alberi rinsecchiti, per poi andarsene, velocemente, con Sarah.

Quelle rocce li divisero: restarono Emily e Sandy da una parte, Devil e David dall’altra ed Angel ed Angus da un’altra ancora. Le rocce erano troppo alte, non potevano arrampicarsi.

-Ehilà!!! Mi sentite? Dove siete???- Strillò Emily appoggiandosi alla parete di roccia che la separava da Angel ed Angus.

-EMILY? Grazie al cielo! Io sono ferito... non posso volare...- rispose Angel - sei sola? Stai bene?-

-No, con me c’è Sandy! Sì, sto abbastanza bene, sono solo terrorizzata! -

- Meno male, ma David e Devil dove sono? Io sono qui con Angel... - puntualizzò Angus. Provarono a chiamarli più volte, ma in risposta giunse solo l’eco delle loro voci.

- Ho il terrore che siano rimasti sotto le macerie... - borbottò Sandy.

-Allora... in qualche modo riusciremo entrambi a raggiungere il castello! - Decise Angel, + determinato che mai. -Ricordate: andate sempre dritti, il castello sta a nord. Ora le nostre strade si dividono.... - aveva ragione, infatti, i loro sentieri si allontanavano.

- No, io ho paura! Non voglio lasciarvi!! - Piagnucolò Emily, col cuore in gola.

-No, ci ritroveremo, sta tranquilla. Vi prego di stare insieme, guardatevi le spalle... - disse Angel, pazientemente. Si augurarono tutti buona fortuna, e, riluttanti e spaventati, s’incamminarono verso il castello di Dottor Old.

Intanto, i due demoni, erano ancora vivi, ma molto lontani dagli altri. In compenso, erano a due passi dal castello.

-David, stai bene?- Domandò Devil.

-Credo di sì... siamo rimasti soli! Chissà gli altri che fine hanno fatto... - disse David, rialzandosi, un po’intontito, pensando subito al peggio. Il castello si ergeva a pochi passi da loro, nascosto solo dalla fitta nebbia.

-Andiamo al castello.... magari troviamo gli altri. - Decise Devil. Camminarono finché videro il castello nitido dinanzi a loro. Era tutto di pietra grigia, ciottoloso ed austero. Aveva un ponte levatoio chiuso, e c’era solo una piccola finestrella in alto. In quel momento, misteriosamente, il ponte si aprì, sbattendo a terra.

-Io direi di entrare, magari c’è Old... - propose David con voce tremante.

-No, è meglio di no! E’ una trappola di Old, scommetto che è pieno di mostri là dentro... dobbiamo nasconderci... - disse Devil. Lui prevedeva il futuro, quindi non si sbagliava. Sotto di loro c’era un torrente paludoso quasi del tutto prosciugato, in un fosso di circa quattro metri, che correva lungo la circonferenza del maniero.

-Scendiamo qua sotto! - Decise Devil. Con un balzo, furono lì, soltanto che David si ferì, facendosi scappare un "OUCH", cadendo, che probabilmente qualche mostro sentì. Devil afferrò David, tirandolo verso il muro da dove erano saltati, perchè un mostro stava guardando di sotto. Era proprio sopra di loro. Era orrido, tutto nero, di forma umana, ma non aveva naso né orecchie, sembrava un alieno. Sembrò andarsene, parlando da solo in una lingua incomprensibile. Dove si trovavano i due demoni era tetro, giravano esserini stranissimi, ed ogni tanto l’acqua verdastra si muoveva o cambiava posizione. Rimasero in ascolto, ma non sentirono più nè passi nè la voce dell’alieno. Lentamente, uscirono dal nascondiglio, ma d’un tratto il terreno sembrò tremare.

-UN TERREMOTO!!! - Incoscientemente, David gridò. S’aprì una crepa sotto di loro, e non fecero in tempo a saltarla che già stavano cadendo, sotto di loro, era tutto nero, non si distingueva più niente. Sotto quel mondo c’era il NULLA..... Intanto, Angus ed Angel erano in cammino verso il castello. Man mano che avanzavano il paesaggio si faceva sempre + cupo, talmente incolore da far venire l’angoscia. Ora cominciava a far freddo, erano le 22, mancavano solo due ore al Natale 2081!

-Dovremmo quasi esserci.... è da un’ora che camminiamo! - Strepitò Angus, battendo i denti, che era diventato viola per il gelo. Purtroppo non avevano coperte nè torce: le torce le aveva Emily e le coperte Devil. Chiaro segno della loro sfortuna! Angel si strinse nelle spalle dicendo:

-Non possiamo dirlo con certezza, ma forse hai ragione. Sento dei rumori, forse vengono dal castello.... - Il rumore si fece sempre + vicino, quasi andasse loro incontro.

Sembravano dei gemiti, richieste di aiuto.

-Chi è là? C’è qualcuno?- Urlò Angel.

-Sì... aiutatemi, sono Ellis... sono intrappolata.... - bofonchiò con voce strozzata. Loro due corsero fino a raggiungere un alberello stecchito. Ellis era in cima ad esso, incastrata tra i rami, le ali strappate. Era in fin di vita. Angel riuscì a liberarla e lei volò faticosamente fin giù, sorridendo debolmente:

-Grazie.... quel drago mi ha scaraventata giù... e sono rimasta appesa a quell’albero!- Ansimava, aveva perso innumerevoli capelli. Aveva il viso scavato e sembrava ancora più magra del solito.

-Sai dove possa essere Sarah?- Chiese Angus. Lei scosse la testa:

-No, non ricordo nulla... forse l’ha portata al castello.... - aveva un tremendo mal di testa.

-Bè è meglio andare... riesci a proseguire? Il castello non sarà molto distante... - propose Angel. Lei annuì, poco convinta. Poi disse, il viso illuminato:

-Ora forse ricordo! State andando dalla parte errata! Seguitemi, vi prego! Per di qua.... - Angel ed Angus si scambiarono un’occhiata, stupiti nel vederla di colpo così esuberante ma le ubbidirono. Camminarono velocemente fino a giungere dinanzi ad uno strapiombo, e cominciò a piovere di stravento ed a tuonare.

-Ellis, dove ci hai portati? Cos’è questo posto?- Gridò Angel, mentre la fitta pioggia gli offuscava la vista. Lei rideva a crepapelle, sul ciglio del burrone. Era evidente che non era la vera Ellis. Infatti, dal precipizio uscì un mostro gigantesco, dall’aspetto ributtante: era tutto bocca, viola rugoso e grasso da far ribrezzo. Sembrava un enorme pesce palla. Esso non diede loro nemmeno il tempo di urlare, che aprì la spaventosa bocca inghiottendoli.

Erano le 22.15, quando Sandy ed Emily giunsero al castello. Non si fecero impressionare dall’ostilità di esso ed entrarono, perchè il ponte levatoio era aperto. All’interno, pareva un antico feudo, visto l’enorme cortile spoglio con lunga scala al centro e numerosissime porte e corridoi che portavano chissà dove.

-Che facciamo? Ho una paura matta di questo posto! - Affermò Emily, guardandosi intorno.

-No, aspetta! Quella non è Sarah?- La interruppe Sandy, entusiasta. Infatti, distante da loro, c’era Sarah in piedi, immobile.

-Chiamiamola! SARAAAAAH!!!! - Strillò Emily, correndole incontro, seguita a ruota da Sandy. Sarah non si mosse, rimase impassibile, serissima. Anzi, appena Emily le fu abbastanza vicino, scagliò una palla di fuoco, tramortendola.

- EMILY!!! Sarah, che ti prende?- Esclamò Sandy inginocchiandosi per soccorrere l’angioletta, svenuta.

-Vieni con me. Emily è morta.- Dichiarò Sarah, con una voce che faceva intimorire chiunque. Sandy non seppe che fare, ma sentì che il cuore di Emily non batteva più.

-Ho detto di venire con me!- Tuonò Sarah, minacciando Sandy con la frusta. La bambina lasciò Emily lì distesa a terra e le ubbidì docilmente. Sarah non aveva lo sguardo umano, sembrava posseduta. In silenzio, salirono la ripida scalinata in pietra, che conduceva alla balconata in cima al castello. Pioveva a dirotto, tirava un vento gelido e c’erano lampi che cadevano vicinissimi. Arrivarono alla balconata, che stava ad un’altezza considerevole. Era larghissima, piastrellata. Alla fine di essa c’era una specie di gazebo, di cupola in pietra bianca con sotto due piedistalli in marmo, con inciso qualcosa. Un corridoio allo scoperto conduceva fino ad esso. Lungo il corridoio c’erano altri sei piedistalli, tre da un lato tre dall’altro. Sandy scoprì con orrore che erano tutti destinati a diventare statue. Sui tre a sinistra c’era scritto: "ANGELO", "ANGIOLETTO" ed "ANGIOLETTA". Su quelli a destra, invece: "DIAVOLO", "DIAVOLETTO" e "DIAVOLETTA", il suo futuro piedistallo. Immaginò che gli altri due erano per Sarah ed Ellis.

-Perché mi hai portato qui?- Balbettò Sandy, singhiozzando, le lacrime agli occhi. Sarah non le rispose. Si fermarono dinanzi al piedistallo di Sandy. Sarah aveva tra le mani il mantello bordeaux. Intanto, apparve Old, la perenne espressione maligna stampata in faccia. Sorrise, dicendo, mieloso:

-Forza, scegli la posa.. .diavoletta! - Sarah la spinse sul piedistallo. Sandy si arrese: bagnata fradicia, sola ed indifesa: che poteva fare? Ci voleva un miracolo! Rimase seduta, piangente, i capelli che le coprivano il viso.

-Alza il viso, carina... anche se fra pochi giorni ti dovrò cremare, voglio avere un bel ricordo di te... - disse Old, lezioso. Sandy ubbidì, per sfidarlo. Sarah la coprì subito col mantello. Un attimo dopo, lo levò e Sandy era lì, seduta, l’odio dipinto in volto, ma omai di pietra. Old battè le mani, lentamente:

-Bravissima, Sarah. Ora che ne dici di occuparci degli altri? Per Emily non è un problema... lei è già morta!!! -

Nello stesso istante, Devil, Angel, David ed Angus, erano magicamente finiti nel laboratorio di Old, perchè sia il burrone da cui precipitarono, sia l’orrido mostro che li inghiottì, furono trappole magiche del pazzo. Ricordo che Old poteva sdoppiarsi, infatti stava contemporaneamente lì, e sulla balconata. Il laboratorio era squallido, sporco, con odore di stantìo e di chiuso. Per terra c’erano pelucchi e sui macchinari c’erano tre dita di polvere. Old stava di fronte a loro, ad aspettarli, Babol e Reptirel sempre al suo fianco.

-Ben arrivati, amici miei... siete giunti al traguardo, come previsto.... - disse, pacato, per poi sorridere di scherno.

-STIA LONTANO!!! - Esclamò Angel scagliando una pietra, che Old distrusse magicamente, senza scomporsi.

-Se non avete capito, ragazzi, questa è la fine della corsa. Il gioco per voi termina qui, avete perso. Andiamo alla balconata, ma mi pare che manchi qualcuno all’appello! Sì, chiamate le altre.... - proseguì Old, rivolgendosi ai due mostri. Essi, tornarono poco dopo, con Sarah ed Ellis, imbavagliate, legate e forse anche ferite.

-Venite.... - Old disse questo, per poi schioccare le dita, per così ritrovarsi sulla balconata. Videro subito la povera Sandy, pietrificata, sul capitello, in una posa raccapricciante.

Pioveva ancora, il pavimento era scivoloso.

-SANDY!!! - Strillarono in coro David ed Angus, correndo verso la statua, bagnata e fredda.

-Guardate, abbiamo due volontari.... - sogghignò Old. Babol afferrò Angus, gettandolo sul piedistallo, lo stesso fece Reptiler con David. Old gettò prima il mantello su Angus, rimasto in piedi sul capitello, per scappare.

-NOOOO! Fatelo a noi, non a loro!!! Vi prego... - gridò Sarah, seguita dai commenti degli altri. Devil ed Ellis ebbero la stessa idea: insieme si fiondarono addosso ad Old per strappargli di mano il mantello, gettandoglielo sopra. Stranamente, Old se lo tolse di dosso, inerte.

-Su di me non ha alcun effetto, se opponete resistenza farete una fine ben peggiore... - sibilò, le gocce di pioggia sul volto lo facevano sembrare ancora più scheletrico. Lanciò il mantello sopra David, che rimase pietrificato, seduto raggomitolato sul capitello. Ci fu un lampo, poi un tuono assordante, e il vento si alzò, era una tempesta. Bastò che Old battè le mani due volte e Devil, Sarah, Ellis ed Angel si ritrovarono con le braccia legate dietro alla schiena.

-Ora vorrei togliere di mezzo loro...- indicò Angel e Devil due figure talmente note che non possono mancare nella mia collezione... -

-Ormai è finita... andate prima che vi torturi. Ci rincontreremo in cielo... - singhiozzò Ellis, abbandonandosi al dolore. Loro due si posizionarono sui proprio piedistalli, seduti, diventando in pietra.

-Prima vorrei eliminare l’angioletta, andate a recuperarla, in fretta!!! - sibilò Old. Babol e Reptirel si diressero verso l’atrio, all’ingresso, per prendere Emily. Poco dopo, tornarono di corsa, infiammati di vergogna, gridando:

-E’ SPARITA, CAPO! Non c’è più, giuriamo!! !- Raggiunsero Old e le due prigioniere. Il pazzo divenne iracondo, e controllata l’ira a stento, continuò, sempre lezioso:

-Non fa niente, che importa! Se ne sarà andata all’inferno, almeno è ciò che spero! - S’interruppe per rivolgersi ad Ellis e Sarah:

-Venite, avete visto che capitelli....diciamo, PECULIARI, ho scelto per voi?- Faceva ribollire il sangue quel suo fare da innocente. A passo lento, le due vittime si sedettero una sul proprio piedistallo, a testa china.

-Scegliete una posa migliore, ragazze.... sorridete! - Old sogghignò, per poi stendere il mantello, prima su Ellis, poi su Sarah. Ora le gocce di pioggia scivolavano lente su quei corpi di pietra; continuava a tuonare e lampeggiare. Finché un lampo colpì la casupola con sotto i capitelli di Sarah ed Ellis. Stranamente, però, il terreno prese a tremare.

-CHE SUCCEDE??? - Urlò Old - Questo è il mio Regno!!! Nulla può accadere se non sotto i miei comandi... - non riuscì a finire che la casupola, semidistrutta, gli crollò addosso, schiacciandolo. Reptirel e Babol precipitarono in un’enorme crepa aperte dalle scosse. Poi, di colpo, il terremoto cessò. Magicamente, apparve Yevin, in compagnia di Kristel, Daniel ed Emily.

-Oh, caspita! Che razza di posto è questo? Emily... riesci a vedere i tuoi amici?- Chiese Yevin. Il castello era ridotto ad un rudere, i muri erano crollati quasi tutti, e le macerie erano tutte 1 sopra l’altra. Emily, volenterosa, prese a scavare tra un cumulo di macerie, finchè, con angoscia, vide la statua di Angus, intatta ed intera.

-ANGUS!!! E’LUI!!! - Gridò, gli altri accorsero. Emily, le lacrime incessanti, abbracciò più forte che potè il piccolo compagno d’avventura, ora freddo.

-Mi spiace... mi hanno sempre dato della piaga, ma mai come ora mi sento davvero così...- mormorò Daniel - Emily, qua ci sono David ed Ellis... gli altri saranno qui intorno... - Emily

si sentì svenire nel vedere Ellis, l’espressione triste, le mani legate. Non volle più staccarsi da lei. Poi vide David. Lui ed Emily non erano mai stati amici, ma ora le dispiacque immensamente la sua morte. Intanto, Kristel sottrasse alle macerie, le statue di Devil e Sandy, e Yevin recuperò le ultime rimaste, quelle di Sarah ed Angel. Emily si era salvata grazie all’intervento di Kristel, suo angelo custode, che l’aveva curata. Vollero salvare anche gli altri, ma erano arrivati troppo tardi!

-Non si può fare nulla per loro? Proprio niente?- Chiese Emily. Yevin scosse la testa dicendo:

-Mi spiace, Emily, ma non sono esseri umani e purtroppo io non posso rimediare.... -

-E allora perchè, tre mesi fa, salvasti David ed Angus dall’ acido?- Esclamò Emily, di colpo aggressiva.

-Semplicemente perchè non erano pietrificati come adesso! E’ la realtà, Emily, e dobbiamo rassegnarci.... il loro ricordo non ci abbandonerà mai... - dichiarò Yevin. Daniel si limitò ad annuire, ed Emily volle guardare per un’ultima volta quelle statue, che una volta erano i suoi migliori amici, la sua famiglia. Seguirono istanti di silenzio, finchè non apparve un angelo, mai visto prima d’ora che esclamò, felicissimo:

-VENITE! Non crederete ai vostri occhi, al 7° cielo!!!- Svanì, facendo cenno di seguirlo. Loro ubbidirono, andando al 7° cielo. Lì tutto era come sempre: atmosfera pacifica, silenzio e tutto così puro da essere intoccabile da mani di gente non perfetta. (Lì risiedevano solo i miti ed i più grandi eroi della storia).

-Perché ci hai fatto venire qui? - Domandò Kristel all’angelo.

-Lo saprete presto, guardate davanti a voi... - rispose quello, sorridendo. Infatti, a passo svelto, venivano verso di loro, sette grandi eroi che avevano appena salvato il pianeta. I loro nomi sono semplici, e non sono proprio umani.....

-SIETE VOI!!!! NON CI POSSO CREDERE!!! - Strillò di gioia Emily, correndo loro incontro. Il primo che abbracciò fu Angus. Anche Yevin, Daniel e Kristel ne rimasero allibiti.

-Ma...ma come mai? Loro sono mutanti..... - accennò Daniel.

-Piantala, Daniel! E goditi la nuova vita in loro compagnia! Si vede che qualcuno li ha accettati per come sono, ed è giusto così. Non so chi, ma forse il suo nome rimarrà sempre segreto per l’eternità. - Lo rimbeccò Kristel. Anche loro corsero a salutare i nuovi arrivati.

-Certo che è la prima volta che vedo dei... demoni, in paradiso! Scusate, ma è vero !- Li schernì Yevin.

-Bè...non si finisce mai di stupirsi... ma volevamo chiedervi una cosa... - disse Devil.

- Due cose... - lo corresse Ellis. Sembravano alquanto titubanti, dicevano un pezzo di frase per uno.

-Primo, volevamo chiedere se avremo delle case tutte per noi... - iniziò Sarah.

-Ma certo! Quante? Otto? Direi che possa stare qui anche Emily! - Esclamò Daniel.

-No, solo due, una per noi quattro, l’altra per loro. - Spiegò Angel, riferendosi a lui, Ellis, Sarah e Devil.

-Poi... possiamo rivedere Erika e Noname?- Concluse David.

-Sì... hanno una sorpresa per tutti voi, noi non ne sappiamo nulla, hanno detto che è una cosa straordinaria, che regalerà emozioni a tutti quanti voi!- Rispose Yevin.

Così, si recarono subito al 3° cielo, dai due scienziati, che mostrarono entusiasti la loro sorpresa, cioè... tutta la vita di otto mutanti, raccolta in.......

Lo saprete nel prossimo libro, perchè, non crediate che sia finita qui, infatti, è vero che non esiste posto più sicuro del paradiso, ma è anche vero che non è mai detta l’ultima parola!