I PROGETTI RUBATI

Capitolo III

 Forse sarete rimasti delusi dagli avvenimenti dell’episodio precedente: la morte di Kristel ed i nostri eroi diventati umani. Anche Noname ne fu assai deluso e per l’appunto rimediò alla situazione in un baleno. Questa nuova storia inizia l’8/08/2081 alle tre del pomeriggio. I quattro umani sono nel laboratorio di Noname, che aveva creato dei nuovi esperimenti, molto simili ai suoi quattro preferiti.

-Bentornati, amici miei! - Esclamò lui appena li vide - Ogni Vostro desiderio è un ordine!-

Noname era da qualche tempo di buon umore, perchè con i nuovi progetti precedette le idee a tutti i suoi rivali, soprattutto a Onename che aveva il laboratorio non molto lontano dal suo. Insomma, Noname era sicuro di fare soldi a palate grazie alle sue invenzioni, e forse non aveva tutti i torti.

-Ciao, inventore! Abbiamo del lavoro da darti!-

Anche Sarah era felice di poter finalmente riottenere i suoi amati poteri, come gli altri. Noname sorrise e li condusse davanti alle quattro incubatrici dove erano ‘nati’. Ora però contenevano quattro bambini, identici a loro in ogni minimo dettaglio.

-Ecco a voi: Angus, David, Sandy ed Emily!!!!- Esultò lo scienziato, fierissimo.

-Se avete notato, portano le vostre iniziali: A, D, S, E..... ed inoltre hanno nomi molto simili ai vostri, ho inserito nel loro cervello un orologio, cosicché il tempo passi anche per loro. Ora hanno sei anni. - aggiunse.

-Che carini!!! Ma...a cosa ti servono? Non dirmi che hanno dei poteri! - Intervenne Ellis.

Noname assunse un espressione beffarda e ribadì:

-Sai, io fossi in te risparmierei la parola CARINI, in particolare verso di loro.... - indicò David e Sandy - comunque hanno sì dei poteri, ma pochissimi, sapete ho poco materiale. Molti scienziati hanno seguito la mia scia di inventore e le materie prime vanno a ruba. Per farvi riavere i poteri da loro, mi servono almeno altre otto copie di questi bambini. Portate pazienza.-

I quattro bambini erano tali e quali a loro. I due angioletti, di nome Emily ed Angus erano vestiti di azzurro, con aureola e piccole ali, ma non portavano la buffa tunica di Ellis ed Angel, bensì dei comuni vestiti, lei maglia e gonna corta a pieghe e lui maglia e pantaloni lunghi. Avevano anch’essi dei lunghissimi capelli biondi e gli occhi azzurri chiari. Angus

era alto e snello, i lineamenti perfetti, mentre Emily era gracile ma aveva un bellissimo viso.

I due diavoletti erano interamente vestiti di rosso, come i loro capelli. Avevano le lentiggini sul viso e la coda. David era snello, con gli occhi azzurro grigi ed era parecchio alto, e Sandy era di corporatura normale ed anche lei molto alta.

-Li puoi liberare?- Domandò Angel.

Noname esitò un attimo, ma poi disse di sì, facendogli chiudere tutte le porte e le finestre. Quindi, svuotò le incubatrici dall’acqua e le aprì. I due demoni uscirono subito mentre gli altri restarono nelle incubatrici e sembravano impauriti.

-Emily, Angus! Forza, non abbiate paura! - Li incoraggiò Noname.

Angus fece prima capolino dal vetro e poi uscì con esagerata lentezza. Invece Emily si accucciò nell’incubatrice, tremante di paura. Era timidissima.

-Quant’è stupida!- La sbeffeggiò Sandy.

Emily si raggomitolò ancora di più. Sarah si fece scappare un sorriso malizioso ed Ellis le diede una gomitata. Noname si schiarì la gola e disse:

-Dai, Emily! Ti devo far conoscere qualcuno....-

La bambina si alzò sulle gambette sottili ed uscì guardandosi attorno, spaventata a morte. In poco tempo si presentarono. Dopo che si furono conosciuti, Noname spiegò che si sarebbe servito di loro anche economicamente, cioè ne avrebbe creati in gran numero, per venderli a basso prezzo, come giocattoli, compagni di gioco dei bambini. Dunque, dovevano adattarsi a stare con gli umani, per cui affidò a loro quattro il compito di controllare se non fossero pericolosi e se non avessero disfunzioni. Era una ‘genialata’, perchè non avevano alcun tipo di ricarica, non consumavano nulla e crescevano assieme ai bambini. In pratica, erano come un fratellino o una sorellina virtuale. Cambiava solo il fatto che lo si poteva scegliere.

Inoltre provavano molte emozioni e qualche sentimento.

-Noi dovremo tenerci questi cosi?- Sbottò subito Devil.

Noname annuì.

-Io credo sia una buona idea, non sembrano pericolosi. -

Angel tolse Noname dall’imbarazzo che non disse nulla, scrollandosi di dosso il pensiero di rifilare loro un peso. In fondo stava facendo tutto questo anche per loro e credeva fosse giusto che venisse ricambiato un poco. Quindi, accettarono tutti, sebbene qualcuno fosse un poco riluttante. Noname, passato quel mese di controllo, li avrebbe subito inseriti in commercio, creandone in grandi quantità ed era convinto di ottenerne un grande successo personale.

I quattro ‘bambini’vennero così accompagnati nella casa dei quattro adulti e furono sistemati nella stanza che era stata di Kristel. Non chiesero nè letto, nè cuscini, tanto Angus ed Emily dormivano levitando e David e Sandy si sistemarono sul pavimento e lo trovarono comunque comodo. Però si sa che la prima notte in un nuovo ambiente è sempre difficile prender sonno.....infatti, alle cinque del mattino erano ancora svegli tutti.

-Sono felice di non essere più dentro quell’incubatrice... - accennò Emily.

-Ma se non volevi saperne di uscire!- La rimbeccò David. Emily si ammutolì subito.

-Sapete che in questa stanza c’è morta una bambina?-

Dichiarò Sandy con espressione maliziosa. Emily, da brava fifona si coprì il viso con le mani.

-Già. Deve essere stata una faccenda tragica, se non hanno voluto dirci nulla in proposito. - Obiettò Angus che stava osservando fuori dalla finestra.

-Si chiamava Kristel, ed ora sta in paradiso. E’ tutto ciò che sappiamo, ma se sta nel 5° cielo a soli nove anni, doveva essere buona.... - aggiunse.

Angus era il razionale sognatore del gruppo, identico ad Angel. Emily era paurosa, timidissima ed insicura, David impulsivo, autoritario e scaltro: Sandy era cattivella, astuta e provocante. Rimasero lì seduti a discutere fino alle sette del mattino. Ellis aprì la porta della camera, Emily ed Angus finsero di dormire, Sandy e David la guardarono con occhio torvo.

-Buongiorno. Venite, presto! Noname ha lanciato un allarme...-

Loro la seguirono fino in salotto, dove c’erano gli altri. Sulla parete c’era l’immagine ferma di Noname, che poi prese a parlare:

-RAGAZZI! Mi spiace disturbarvi ma è un’emergenza! Non lasciate soli i quattro bambini! Onename ha mandato in giro per la città i suoi tremendi esperimenti, camuffati da umani!

Se li rapiscono li uccideranno! Ah, a proposito! Ho progettato dei nuovi poteri per voi. Venite appena potete. - L’immagine sparì in un attimo.

-Credo dovremo sbarrare tutte le entrate, ed anche le finestre. - Decise Angel.

-Io invece dico di portarli con noi in paradiso. - Ribadì Devil.

-Che stai dicendo? Non accettano comitive, in otto siamo troppi! - Disse ancora Angel.

-E d’ora in poi le accetteranno! Non è colpa nostra se Noname li ha rifilati a noi! - Esclamò Devil.

-Ho detto di no! Saranno al sicuro anche qui a casa....-

-Io ho deciso, se in otto siamo troppi, tu ed Ellis non verrete!

La discussione fra loro due continuò su questo tono con i quattro bambini che li guardavano tra il sorpreso e l’agitato. Dopo un po’ di animata discussione, Sarah intervenne:

-BASTA! La visita la possiamo rimandare a domani, se Noname riesce a tenere loro, ok?

Finalmente, una decisione che andava bene per tutti. Onename era uno scienziato pazzo che non abitava lontano dalla loro casa. I suoi esperimenti erano mostri orribili, che avevano innate capacità di mimetizzarsi. Voleva rubare i progetti di Noname per crearne altri simili, e poi, probabilmente, uccidere i quattro bambini.

Precisamente alle nove erano già tutti al laboratorio. Noname mostrò loro quattro cubi: due rossi e due azzurri. Contenevano i loro poteri.

-L’idea mi è venuta ieri sera. Nemmeno il tempo di dire EUREKA ed avevo già completato l’esperimento. Provateli, basta che li tenete fra le mani e finalmente tornerete come prima. -

Porse loro i quattro cubi e ne presero uno per uno. Fecero come spiegato, e in meno di un minuto, il cubo sparì dalle loro mani. Si sentivano strani. Sarah si voltò a guardare Ellis.

Sorrise dicendole:

-Ehi, stai pensando ad Emily, vero?- Ellis annuì arrossendo.

Poteva di nuovo leggere nei pensieri, anche Devil. Angel ed Ellis provarono e, con grande stupore, ci riuscirono. I quattro bambini non credevano ai loro occhi.

-Ma questo lo so fare anch’io! -

Disse Emily spiccando il volo un po’ a fatica per poi cadere a terra come un sacco di patate. Angus la aiutò a rialzarsi mentre gli altri le risero in faccia.

-Guarda questo, invece!-

Esclamò David, prima di colpirla con una palla di fuoco di dimensioni ridotte. La poverina venne colpita in pieno, per fortuna non si fece nulla.

-DAVID! Sei pazzo?!- Esclamò Ellis soccorrendola.

-Calmati, Ellis. E’ un diavoletto e se ben ricordi si nutre di cattive azioni.... - disse Noname.

Ellis ribadì:

-Ma ci pensi se colpisce così un bambino?- Aveva ragione.

Emily non si era fatta nulla perchè era forte. Emily era ancora terrorizzata. Noname annuì, consapevole che lui e Sandy erano un po’ pericolosi.

-Ma non posso tenerli io - proseguì - ci sono in giro quei mostri assettati di sangue, là fuori. Voi potete impedire loro di rapirli, adesso che avete ancora i poteri. Io che potrei fare? Alzare bandiera bianca?-

-Mi pare che si difendano da soli. - Osservò Ellis.

-Ma se Emily non s’è fatta nulla!!!-

Sarah era furiosa. Alla fine, dopo vari battibecchi tennero loro i piccoli mutanti.

Quella notte, finalmente riuscirono a prendere sonno. In piena notte un uomo aprì la finestra della camera di Kristel, a piano terra. Era alto e di media corporatura. Indossava una semplice t- shirt bianca coi jeans. Si svegliarono tutti e quattro. L’uomo bisbigliò:

-Ehi, ragazzi. Venite con me. Ho un’astronave magnifica.-

-Chi sei?- Chiese Angus, ingenuo. L’uomo titubò e fece per parlare ma fu interrotto da Sandy che strillò con tutto il fiato che aveva:

-NON CI PARLARE!!!! AIUTOOOOO!!!!!-

Lo sconosciuto, che evidentemente era un mostro camuffato, afferrò Angus, mentre David lo teneva tirandolo verso di sè. Emily piangeva, accoccolata in un angolo. Finchè accorsero gli altri, ma non in tempo perchè il mostro, molto più forte di David, riuscì a rapire Angus.

-Svelti, inseguiamolo!- Scattò Angel attraversando la camera di corsa e saltando dalla finestra, seguito da Devil. Quell’uomo era a pochi passi da loro, teneva Angus sotto il braccio, che scalciava e cercava di urlare ma aveva la bocca coperta da un fazzoletto. Angel lanciò un masso che gli piombò davanti, sbar- randogli la strada. Poi Devil lo colpì con una palla di fuoco.

-NO! Colpirai Angus!- Lo avvertì Angel.

L’uomo si volatilizzò precedendo il fuoco e svanendo assieme ad Angus.

Solo a quel punto Sarah li raggiunse. Li vide sconvolti e capì che non c’era bisogno di chiederlo: Angus era stato rapito.

-Mi spiace.... - accennò soltanto.

-Non dobbiamo dire nulla a Noname. Lo libereremo da soli.- Decise Devil. Stranamente, Angel fu d’accordo con lui.

-Il laboratorio di Onename sta a pochi chilometri da qui. Domani ci intrufoleremo là, assieme ai bambini. - Convenne.

Il giorno seguente, alle otto del mattino erano già tutti in piedi a preparare un piano per entrare nel laboratorio di Onename.

Ellis propose, prendendo appunti:

-Lasceremo l’astronave qui.- indicò un punto bianco sul foglio -io, Angel ed Emily ci faremo invisibili e setacceremo ogni angolo del palazzo. Voi ci aspetterete nell’astronave, quando troveremo l’entrata giusta, senza guardie, vi chiameremo. Il segnale?- Guardò gli altri.

-Emily batterà le mani tre volte. - Rispose Sandy.

Ellis sorrise per poi riprendere:

-Dopo di che, voi uscirete allo scoperto. Sarah si travestirà e fingerà di essere una poliziotta che vuole ispezionare il laboratorio, quindi la faranno entrare -

-E noi che faremo? La guardia all’astronave? - Ironizzò Devil, impaziente.

-Voi avete un compito molto difficile.- Affermò Angel - Sarah manderà il suo pensiero a voi, vi dirà dove sono le prigioni. Voi dovete cercare l’entrata più vicina ad esse, sfondare la porta e liberare Angus. Dovete fare tutto questo in pochissimo tempo, il che non è un problema per voi, ma mi sembra alquanto rischioso...., comunque Ellis vi seguirà. Io ed Emily andremo con Sarah.-

-E se Angus non stesse nelle prigioni?- Obiettò Devil. A questo non avevano pensato. Calò il silenzio per qualche istante.

-Non so. Se per male che vada fosse così, voi tre scappate immediatamente, ricordate che avrete sfondato una porta, l’allarme scatterà subito.- Li raccomandò Sarah.- Io troverò un modo per svignarmela, racconterò che l’allarme è difettoso e con la scusa di controllarlo, scapperò fuori. - Gli altri annuirono, concordando.

A mezzogiorno erano tutti e sette a bordo dell’astronave, a qualche passo dal laboratorio di Onename. Era pieno di telecamere all’esterno e c’erano mostri orrendi che facevano la guardia. Erano vicini al laboratorio di Noname e attorno c’era il bosco. Le sentinelle erano mostri possenti, sembravano scimmie miste a qualche animale misterioso, non erano armati, perchè erano dei provetti lottatori. I tre angeli si resero invisibili e Sarah indossò la divisa che le calzava a pennello.

-Andiamo. Voi aspettate il segnale.- Ricordò loro Angel per poi andare, seguito dalle altre.

Girarono per un po’ proprio sotto al naso dei mostri che logicamente non li videro perchè erano invisibili. Intanto Sarah riuscì ad ingannare le guardie mostrando il distintivo falso.

La fecero entrare, senza discussioni. D’un tratto Emily tastò la parete a piano terra del laboratorio e notò che si trattava di una porta camuffata e nascosta da una pianta rampicante. E, per casuale fortuna, era aperta. Senza aspettare il consenso degli altri, battè le mani tre volte.

-Peccato che non dobbiamo sfondare la porta....- Accennò David balzando fuori dall’astronave e facendo per raggiungere Emily, ma Devil lo fermò dicendo:

-ASPETTA! L’hanno sentita!-

Infatti, uno dei due mostri si girò in direzione di Emily, sospettoso. Però Sarah, notando qualcosa di strano, cinguettò, da dentro il laboratorio:

-Ma Signor Mostro, mi parli un po’ di queste incubatrici! Che raffinatezza, che....- cianciò varie stupidaggini, attirando l’attenzione del mostro che si dimenticò di Emily.

-Ora possiamo andare. - Disse Sandy. La porta era sul lato destro rispetto all’entrata principale del palazzo. Angel, sempre trasparente, seguì Sarah, Emily faceva da guardia da fuori ed Ellis aspettò Devil e gli altri davanti alla porta nascosta.

-Ellis, questo piano è un vero fiasco! -

Esclamò all’improvviso Devil, fermandosi di colpo a pochi metri da lei. Anche Sandy e David si bloccarono.

-Perchè? Allora, venite qua o no?!- Ellis non capì.

-Non hai pensato alle TELECAMERE?!!- Sbottò Devil. Infatti, all’altezza di due o tre metri sopra la portina, c’era una telecamera. Ellis rimediò in un lampo: grazie alla telecinesi, la spense. Mentre entravano, Sarah mandava telepaticamente il suo pensiero a Devil ed Ellis, che commentò:

-Le prigioni sono dal lato opposto! Cinque metri sottoterra! -

Lei non poteva passare attraverso il pavimento perchè era costruito apposta, anti- poteri.

Intanto Sarah, seguita da Angel fece conoscenza di Onename. - Buongiorno, signor Onename! Mi chiamo Clarissa Porter sono della polizia. Sono venuta per un controllo generale. - Mostrò il distintivo.

Il dottore era più giovane di Noname, aveva i capelli neri e gli occhiali. Guardò Sarah con diffidenza, esitando. Poi disse:

-Prego, faccia pure. - Aveva un tono freddo.

Sarah camminò un po’ per il laboratorio e chiese, fingendosi interessata:

-A che esperimenti sta lavorando?-

-Oh, vorrei progettare un nuovo modello di un androide per la casa, sa d’inverno le vendite salgono molto, inoltre..-

Cominciò a blaterare vari suoi progetti. Sarah non l’ascoltava neppure. Finse di rimirare un mostriciattolo in un’incubatrice. Di colpo, saltò su con un’affermazione che le fu fatale:

-Ho girato le prigioni. Come mai c’è un bambino rinchiuso, là? La potrei arrestare per prigionia e rapimento di un minore... - Angel capì che Sarah aveva sbagliato a chiedere questo. Onename sorrise maliziosamente e disse:

-Lei non potrà arrestarmi. PRENDETELA!!!- D’improvviso, arrivarono da ogni direzione numerosi mostri che la bloccarono. Angel cercò di fermarli ma erano troppo forti per lui. Infine, Angel fu ferito perchè perse tantissimi capelli e fu costretto a scappare, passando attraverso i muri uscendo fuori, debolissimo. L’allarme scattò all’istante. Intanto gli altri, alle prigioni, si sorpresero di sentire suonare la sirena.

-L’ALLARME! L’ALLARME!!! - Cominciò a ripetere Sandy, saltellando per la frenesia.

Erano ad un passo dalle prigioni.

-Dobbiamo assolutamente tornare indietro, forza. - Decise Ellis spaventata a morte.

-NO, dannazione, siamo quasi arrivati, là c’è Angus!!! - Ribadì Devil, testardo.

Seguito da David, avanzò qualche passo finchè giunse ad una porta chiusa a chiave.

-Devil, ascoltami! Ne va della nostra vita, torniamo indietro!- Lo supplicò Ellis, l’aria angosciata.

Sandy era d’accordo con Ellis, mentre David voleva salvare Angus e non avrebbe mai cambiato idea.

-La figura della fallita la farai tu!- Esclamò Devil rivolto ad Ellis, colpendo la porta con una palla di fuoco ed entrando seguito da David. Ellis continuò a chiamarli per un po’, ma sentì avvicinarsi dei passi.

-Sandy, vieni con me...- sospirò poi, lasciandoli perdere. Prese la bimba per mano e tornò indietro, correndo più veloce che potette. Sandy si girò indietro sperando di essere seguita dagli altri due, ma vide soltanto la sagoma della porta aperta, allontanarsi sempre di più man mano che scappava.

Uscirono e trovarono Emily in compagnia di Angel, accanto all’astronave. Non videro Sarah.

-David e Devio sono entrati nelle prigioni! Ho tentato di fermarli ma è stato inutile! - Scattò subito Ellis, nervosa più che mai.

-Oh, cielo no! Sono impazziti?- commentò Angel - inoltre Sarah.....è stata catturata sono intervenuti dei mostri e non sono riuscito a fermarli. - Abbassò lo sguardo.

Ellis non si aspettava questo e si disperò.

-Perchè non facciamo nulla per liberarli?- Implorò Sandy con le lacrime agli occhi.

-Ormai è scattato l’allarme, se rapiscono anche noi sarà finita. Dobbiamo confessare tutto a Noname, lui saprà come rimediare.- Decise Angel.

Salirono sull’astronave dirigendosi verso il palazzo di Noname, preparandosi ad assistere ad una delle sue sfuriate. Nello stesso momento Devil e David si trovarono nelle prigioni, ma non videro Angus. Poco dopo sentirono dei passi pesanti farsi sempre più vicini.

-Presto, dietro l’angolo! - Esclamò Devil.

Si nascosero e camminarono rasenti al muro per evitare il campo visivo dalle telecamere. Il corridoio era ad angolo, e ci erano tante piccole celle sul lato sinistro. Era grigio e composto interamente di metallo. Il lato opposto era spoglio, c’era soltanto qualche appendiabiti, un mobile in ferro. ed una finestra sbarrata, alla fine del corridoio.

Entrarono due mostri, uno era uno scheletro con qualche brandello di stoffa che gli faceva da vestito e l’altro era un armatura con tanto di spada e scudo. Con loro c’era Sarah. La spinsero dentro ad una cella e la chiusero a chiave. Senza dire una parola, se ne andarono. Angus stava nella cella accanto.

-Dobbiamo coprire le telecamere. - Suggerì David. Devil prese un camice bianco appeso ad un appendiabiti e lo tirò sopra la telecamera, coprendola del tutto. L’allarme smise finalmente di suonare. Andarono verso i due prigionieri.

-Siete riusciti ad entrare?- Domandò Sarah, sorpresa, alzandosi dalla misera panchetta su cui si era seduta. La panchina era l’ unico arredamento delle celle, separate da lastre di ferro.

-Liberateci, vi prego! - Piagnucolò Angus, terrorizzato, aggrappandosi alle sbarre della porta.

-TACI! Ti sentiranno! - Lo zittì David.

Non potevano sfondare le porte, perchè erano antibomba.

-Dove sono le chiavi? Qui da qualche parte? - Chiese Devil a Sarah.

-No, le hanno tenute quei due mostri che mi hanno portata qui. Credo però che le conservi tutte Onename. In laboratorio mi sono fatta scoprire come una stupida... -

-Il laboratorio non è distante da qui.- Disse David.

-Ma vi farete scoprire, se vi vedono dalle telecamere, vi uccidono! - Intervenne Angus.

-No, aspettate!- Esclamò Sarah - frugate in quei camici appesi laggiù. Mi pare che Onename tenga sempre con sè un siero dell’ invisibilità magari sta in una tasca.... -

Devil controllò tutti e cinque i camici, trovando chiavi, ma non delle prigioni: provette, fogli con nuovi progetti, cubi contenenti poteri per gli esperimenti, e pezzi di ricambio per macchinari. Il camice che copriva la telecamera aveva le tasche vuote.

-Niente.- Disse, dopo che ebbe controllato tutto.

-Ho un brutto presentimento...- Sospirò Sarah.

-Il siero sta nel camice che indossa Onename!- Esclamò David capendo al volo.

In quell’istante, gli altri quattro arrivarono in laboratorio. Lo scienziato sembrava di buon umore, ma non si fecero vedere perplessi e dissero subito tutto, a bruciapelo, perchè non avevano un minuto da perdere.

-Noname dobbiamo darti una brutta notizia...- iniziò Angel - vedi, insomma, ieri sera avevano rapito Angus. Oggi abbiamo cercato di liberarlo, ma David, Sarah e Devil sono rimasti intrappolati nel laboratorio di Onename....-

Il volto di Noname cambiò varie sfumature fino a restare paonazzo.

-VOI MI AVETE NASCOSTO QUESTO?!- Tuonò - Dovevate avvertirmi che Angus era stato rapito!!! Deficienti, voltafaccia...!-

Cominciò ad urlare ai quattro venti una gran serie di epiteti, e quando finì cominciò a ripetere ‘è la fine’... Finchè si sedette su una sedia in metallo senza gambe, che levitava, e si prese il capo fra le mani.

-Noname? Non si può fare qualcosa?- Gli chiese Ellis avvicinandosi.

-Cosa credi che possa fare? Al massimo potrei creare dei soldati...-

-E la polizia?- Intervenne Sandy.

-GIAMMAI! Se scoprono che i progetti che stavo mettendo in commercio sono pericolosi rischio la galera. No, è da evitare.... - In parte aveva ragione anche lui.

-Proviamo con i soldati, in fondo tentare non nuoce. Ma bisogna agire in fretta. - Suggerì Angel.

-Certo, basta che cominciate a correre...- Noname parlò con voce innaturale ed assunse un’espressione di sfida.

-Che stai dicendo?- Domandò Ellis, spaventata.

-NON E’LUI! NON LO E’!!! - Emily cominciò ad urlare.

Noname s’alzò in piedi e disse:

-Certo che non sono io, sciocca!-

In un attimo si tramutò in un essere orrendo, alto tre metri, alato, col corpo di un uomo e la testa di ariete. Ci fu un coro di grida e loro tre corsero fino alla porta che era sbarrata. Il mostro era un esperimento di un altro rivale di Noname, ovvero Doctor, un malato di mente che si divertiva vantandosi dei suoi orrendi progetti. Ma in questo caso, ambiva anche lui alla grande idea di Noname, cioè impossessarsi dei quattro bambini.

-Scappa, EMILY! Vai in paradiso, quinto cielo! E chiama rinforzi!!! Ricordati prima di chiamare YEVIN!!! - Urlò Ellis.

Il mostro aveva già catturato Angel e Sandy e li aveva buttati dentro ad un sacco che portava sulle spalle. Emily faticosamente spiccò il volo, passò attraverso le pareti del palazzo e una volta fuori chiamò:

-YEVIN!!!- E la dea le apparve.

-Mi devi portare subito al quinto cielo!!!- Ordinò Emily.

In quel momento il mostro sfondò il muro ed andò verso di loro, ma Yevin fu più veloce e si materializzarono in paradiso. Emily si mise subito alla ricerca di due angeli: Daniel Roberts e Kristel Murphy, 6° e 5°cielo per chiedere loro aiuto. Intanto i due demoni, al palazzo di Onename, decisero di andare a recuperare le chiavi per liberare Sarah ed Angus.

-Il laboratorio centrale è subito qua. - Spiegò Sarah - vi separa solo un corto corridoio, ma basta che andiate rasente al muro e la telecamera non vi vedrà. Le chiavi le troverete in uno sportello, della scrivania di Onename. Prima vi occorre prendere il siero. Attenti e buona fortuna! Se scatta l’allarme, vi prego di usare la testa: scappate di qui! -

Era molto preoccupata. Devil e David andarono subito nello stretto corridoio, attraversandolo stando rasenti al muro. Aprirono la porta in fondo e si ritrovarono nella stanza principale. Era enorme, ultra moderna. Onename era distante da loro e stava parlando con un suo esperimento.

-Io prendo le chiavi, tu pensa al siero- Decise Devil. Si erano nascosti dietro uno strano macchinario.

-Spero che Onename non lo tenga in tasca, o mi scoprirà subito!- Obiettò David.

-Ho un’idea. Tu resta qua. - Devil si diresse non lontano, dove c’era il termostato. Alzò il riscaldamento a 40 gradi. Con quel caldo, Onename si sarebbe tolto il camice. Infatti, appena la temperatura si alzò, lo scienziato si tolse il camice e lo buttò su una macchina.

-Ma che è successo al termostato?-

Disse e subito dopo si allontanò. David si fiondò verso il camice per prendere il siero.

Sfortunatamente il mostro con cui parlava Onename si sedette sulla scrivania, proprio accanto alle chiavi, quindi Devil non le poté raccogliere.

David nel frattempo riuscì a raggiungere il camice senza farsi scoprire e frugò nelle tasche, ma del siero nessuna traccia! C’erano delle monete. Infatti il mostro sentì tintinnare e con sospetto saltò giù dalla scrivania e gli si avvicinò. Sentirono anche Devil e Onename. Purtroppo si accorsero tardi che il siero l’aveva in mano il mostro! Devil, per distrarre i nemici da David, diede un pugno ad un macchinario.

-Che sta succedendo? Monster, vuoi smetterla per piacere?-

Lo sgridò Onename, cercando il camice, con cui David si era coperto interamente e nascosto sotto una scrivania, tremante di paura.

-Dov’è il mio camice, Monster? Non mi sto divertendo, chiaro?-

-Mio signore, non so... - Balbettò il mostro.

-Vattene fuori di qui! DEVO LAVORARE! -

Il mostro, con un inchino, si dileguò chiudendosi la porta alle spalle. Onename guardò sotto la scrivania e notò il camice che afferrò nervosamente, scoprendo David, per poi farfugliare:

-Guarda un po’ che caos, carte per terra, forbici, persino un bambino sotto...UN BAMBINO....?-

Non fece in tempo a finire che Devil lo colpì in testa con una sedia. Onename svenne. Finalmente ebbero campo libero per recuperare le chiavi, ma per il siero avrebbero dovuto inseguire Monster.

Intanto, il mostro che aveva rapito Angel, Ellis e Sandy, arrivò a destinazione, ovvero al laboratorio di Doctor, una costruzione cadente, una bicocca. Giunto alla sala principale aprì il sacco, prendendo tutti e tre in una mano.

-Li ho catturati, capo. Una di loro però è riuscita a scappare....-

-Non fa nulla, me ne basta uno per copiare l’idea di Noname.

-Dammi....la bambina, sì! Gli altri portali nella sala delle torture.-

Doctor era basso, minuto ed aveva i capelli neri unti, il naso aquilino ed un’espressione perennemente beffarda che faceva ribollire il sangue.

Erano legati tutti e tre. Il gigante lasciò Sandy, e se ne andò, scendendo le scale, portando gli altri nel luogo indicato.

-Allora, vediamo un po’. Sembianze umane, infantili, capelli rossi, sì, tutto normale. Non riesco a spiegarmi questa coda, ma non ha importanza.-

Riassunse Doctor squadrando Sandy da capo a piedi ed annotando il tutto sul computer il cui schermo cominciò a lampeggiare.

-CHE COSA? Esperimento già progettato? MALEDIZIONE!!!!-

Urlò Doctor. Evidentemente Noname aveva prudentemente brevettato le sue eccezionali scoperte.

-Non fa niente, non fa niente...- riprese la calma in un attimo - lo progetterò lo stesso. Non avrà forme umane. Sarà un mostro, però sarà dotato di intelligenza, sensibilità e non sarà pericoloso. -

Guardò Sandy con occhio torvo e lei capì di essere in trappola.

Angel ed Ellis vennero portati in un corridoio sudicio e maleodorante, con tante piccole celle invivibili. C’erano soltanto quattro celle occupate: in una c’era un piccolo mostrino dall’aria innocente, alato, giallo e alto non più di mezzo metro, nelle altre due c’erano due mutanti: una era una donna, assomigliava ad Ellis, ma era brutta: i capelli grigi, le ali strappate e l’altro era un piccolo coniglio, identico a Big Rabbit. Tutti esperimenti copiati. Nella quarta c’era Noname, incatenato. Appena li vide si alzò facendo un rumore metallico e -NONAME! Come hanno fatto a catturarti?- Esclamò Ellis.

-Nulla sfugge all’occhio di quel gigante. Aveva visto che ero solo, ecco tutto. Ma voi che ci fate qui???-

-Ieri notte uno scagnozzo di Onename aveva rapito Angus, noi oggi abbiamo cercato di liberarlo, ma i due demoni e David sono rimasti imprigionati, e noi siamo stati catturati ed ingannati da un mostro che si era intrufolato in laboratorio prendendo le tue sembianze. - Spiegò Angel tutto d’un fiato.

-Perchè non mi avete avvisato? Mi sono sempre fidato di voi..... almeno voi due... - Sospirò Noname.

-Senti, non mi pare il momento di piangersi addosso! Allora, come si fa ad uscire di qui? Siamo preoccupati per Sandy, che è là con quel pazzo.... - Scattò Angel.

Furono interrotti da grida tremende. Era quel mostriciattolo gial- lo. Un essere simile al gigante, lo stava trascinando verso una porta. Il piccoletto urlava come un forsennato e scalciava. Le sue urla non cessarono finchè non si chiusero la porta alle spalle.

-Oh, cielo, poverino!- Noname scosse la testa. - Ha un’ala spezzata, è moribondo, non mangia da settimane, eppure continuano ad infliggergli torture indescrivibili. -

-E fra poco toccherà a noi, se non scappiamo da qui!- Continuò Ellis. Noname annuì e disse:

-Allora, le chiavi sono appese là.- Indicò un gancio arruginito con appeso un mazzo con numerose chiavi.

- Voi, provate a manomettere la serratura con la telepatia! -

-Ci provo. - Decise Ellis.

Fissò la serratura per una decina di secondi e finalmente si sentì un clangore metallico e la porta si aprì.

-OTTIMO! Forza, prendete le chiavi... - Ubbidirono e gli aprirono.

-LIBERATECI... vi prego... - La donna piagnucolò con voce strozzata. Ellis le si avvicinò, diffidente.

-Sì, aprile, Ellis. E’ buona, è un esperimento di un mio vecchio amico.-

Liberarono anche il coniglietto. La donna, di nome Zenia poteva rendersi invisibile, mentre Little Rabbit, era un semplice coniglio parlante.

-Voi tre andate avanti. Vi seguiremo a distanza. Se non ci sono guardie, chiamateci e vi raggiungeremo.- Decise L.R. Angel, Ellis e Zenia uscirono dalle prigioni, invisibili, tentando di evadere.

Emily, intanto, era in paradiso, stava parlando con Daniel e Kristel, al quinto cielo. Dopo che ebbe spiegato tutto, Daniel sospirò:

-Mi spiace Emily, ma io sono già un angelo custode e non posso fare nulla per aiutarti. -

-Io sì invece.- Intervenne Kristel. - Non faranno storie, se diverrò l’angelo custode di una piccola mutante, non credi?- Guardò Emily, che al colmo della felicità esclamò:

-Stai parlando sul serio?-

-Ma certo, qui non posso dire bugie! Allora, che ne dici se chiamiamo Yevin e spediamo quel Doctor nell’aldilà? Magari ci aiuterà anche lei. E Desdemona si occuperà di Doctor. -

-SI’! GRAZIE!-

Yevin fu d’accordo e le mandò sulla Terra. Kristel era invisibile. Si ritrovarono proprio davanti all’ingresso del laboratorio di Doctor. Si resero tutti e tre invisibili ed entrarono passando attraverso i muri, pronti a sconfiggere ogni mostro pur di portare Doctor nell’aldilà, con l’accusa di aver dedicato tutta la sua vita al sadismo.

Nello stesso istante, i due demoni erano alla ricerca del siero e di un’uscita vicina. Percorsero varie stanze vuote. Evidentemente molti mostri erano in giro. Nessuna uscita, ormai si erano allontanati dalle prigioni. Finchè giunsero ad una stanza piena zeppa di mostri di ogni genere: erano orribili, erano più di venti. Erano seduti e mangiavano schifezze, tipo provette di laboratorio, acidi, benzina e frammenti di metallo. Loro due si nascosero sotto un bancone; da lì vedevano più o meno tutto. Aprirono uno spiraglio dalla tovaglia che pendeva dal tavolo e guardarono.

-Non possiamo lasciar perdere il siero? Questo posto fa paura! - Disse David.

-Dobbiamo probabilmente uscire dal retro ed è pieno di telecamere. Senza quel siero non ce la faremo mai!- Ribadì Devil.

Il mostro che aveva il siero era proprio davanti a loro, lo teneva sul tavolo, mentre mangiava. Un mostro a forma di coccodrillo afferrò la bottiglia di siero gridando:

-Questo non va messo qui, okay? Se ti cade, Onename ti ammazza, non va sciupato!-

Posò il siero proprio sul tavolo dov’erano nascosti loro.

-Allora, ti dirò quando nessuno guarda di qua, prendi il siero ed esci però dall’altro lato, non verso i tavoli.- Decise Devil. Passò qualche minuto, finchè lui disse:

-Ora, vai! - David però non capì ed uscì da sotto il tavolo dalla parte sbagliata, sotto gli occhi di tutti e prese la bottiglia.

-NO! Non da quella parte! - Esclamò Devil.

Videro tutti la scena, soprattutto Monster che era ad un passo da loro.

-Colti con le mani nel sacco, eh?- Sogghignò avvicinandosi.

-SCAPPIAMO!-

Gridò David, e velocissimi corsero verso le prigioni, inseguiti dai mostri, mentre uno di essi fece scattare la sirena d’allarme. Bastava avessero raggiunto le prigioni e bevuto il siero e sarebbero stati salvi.

Intanto, Zenia, Angel ed Ellis erano alle prese con la fuga, seguiti sempre da Noname e Little Rabbit. Usciti dalle prigioni, attraversarono un corridoio vuoto. Per caso si imbatterono con Emily, Kristel e Yevin.

-EMILY! Ce l’hai fatta! - Esclamò Angel, sorpreso.

-Sapete che lei è il mio angelo custode?- Disse Emily, riferendosi a Kristel.

-Su, sbrighiamoci, per la conversazione avrete tempo più tardi! -

Noname era impaziente. Finalmente però, erano un gruppo numeroso. Giunti alla fine del corridoio aprirono una porta e si ritrovarono nel laboratorio principale. C’era Doctor con Sandy, ancora legata ed imbavagliata. Doctor era seduto al computer e stava progettando un nuovo mutante, non robot ma semi-umano, come Sandy e tutti gli altri.

-Voi aspettate qui. - Disse Zenia a L.R. e Noname.

Lei e gli altri, comprese Kristel e Yevin, tutte invisibili entrarono. Angel sbirciò lo schermo del computer e disse:

-Sta lavorando ad un progetto orribile: se non ci sbrighiamo Sandy morirà. Slegatela, presto!- Kristel ed Emily ubbidirono, rassicurando Sandy.

In silenzio, si avvicinarono a Doctor ed Emily lo imbavagliò subito, impedendogli di urlare. Il pazzo cadde dalla sedia, mugugnando e lo legarono stretto, in fretta e furia, per poi lasciarlo disteso sul pavimento, ancora recalcitrante.

-Ora, cancello tutto ciò che hai scritto finora... - Disse Ellis con malizia.

Schiacciò un pulsante e tutte le scritte sparirono dallo schermo. Doctor li guardò colmo d’ira.

-AIUTOOOO!- Little Rabbit cominciò a gridare come un forsennato, saltellando.

-Little Rabbit! Che succede?- Esclamò Angel, allarmato.

-NONAME! Era qui un attimo fa! Adesso è sparito!!!-

Intanto....

-AL LADRO! FERMATE QUEI LADRI!!!!-

Monster continuava ad urlare inseguendo Devil e David con il siero di invisibilità. Ormai dovevano attraversare soltanto il laboratorio e poi c’erano finalmente le prigioni. Insieme a Monster ci saranno stati altri sei o sette mutanti, tutti diversi uno dall’altro, tutti orrendi.

Arrivati in laboratorio, con Onename che nel frattempo si era svegliato, e acciuffò in un attimo David, saltando da dietro un macchinario. Fece fatica a tenerlo perchè si dimenava come pochi.

-Dammi il mio siero! O lui finirà male.-

Onename minacciò Devil, che aveva in mano il siero. Dietro Onename c’erano tutti i mostri che non vedevano l’ora di uccidere il povero David. Devil prontamente, bevve un po’ di siero divenendo invisibile.

-Dov’è andato? Fate qualcosa!!! - Urlò Onename allontanandosi, sempre tenendo David.

-Che possiamo fare... - Monster titubò.

-BUONI A NULLA!!! io...- venne colpito da una spranga comandata da Devil.

-Dobbiamo prenderlo!! - Urlò uno dei mostri .

Quando Onename svenne, David fu finalmente libero. Cercò di afferrare il siero che vide volteggiare in aria....

-ANGUS!!!- Esclamò David.

Infatti l’angioletto apparve, col siero in mano.

-Si è liberato!!! -

Il mostro venne tramortito con la spranga prima di finire la - frase. Poi Devil fu di nuovo visibile e disse:

-Andiamo alle prigioni!- Si chiusero così la porta alle spalle, lasciando quattro o cinque mostri, lì fuori. Sbarrarono la porta ma quelli continuavano a tirarci pugni e calci .

-Ce l’avete fatta!!!- Sarah non stava nella pelle. Angus, alle prese con la porta, per tenerla chiusa, spiegò in due parole che aveva manomesso la serratura con la telepatia ma la porta ormai reggeva a fatica. Devil ed Angus spinsero un mobiletto contro essa, mentre David cerco di aprire a Sarah, ma le chiavi sembrava non entrassero.

-Allora, riesci o no, ad aprire quella porta?- Sbottò Devil, mentre la porta era ormai quasi sfondata.

-Le chiavi non entrano! Non entrano...AIUTO!!! -

David aveva la voce tremante ed era in preda al panico. Sarah lo guardava con frenesia.

-Imbranato, devi girarle a destra! Ed infilarle a lato! - Esclamò Angus.

La porta dietro di loro cedette. David fece come gli disse Angus e e finalmente si aprì e Sarah fu libera. I mostri erano entrati, erano quattro in tutto .

-Svelti, usciamo di qua, magari riusciamo a scappare!- Decise Sarah indicando una portina. Non sapevano però che stavano andando dritti nella sala delle torture, ed una volta entrati non vi erano altre uscite..

Nel frattempo, al laboratorio di Doctor, Noname era sparito. Non sapevano dove cercarlo, ma la risposta la ebbero presto. D’un tratto videro il muro verde scuro muoversi ondeggiando, e poi apparire il Gigante, con in mano Noname, chiuso da un sacco. Lo riconobbero dalla voce.

-Mi mimetizzo molto bene, vero?- Ironizzò vedendo le loro facce allibite. Questi scapparono, sparpagliandosi ovunque, ma era inutile: il laboratorio non aveva uscite, tranne quella bloccata dal Gigante, che avanzò verso di loro, tutti e sette raggruppati in un angolo.

-PRONTI? FUOCO!!!-

Urlò Zenia, scagliando blocchi di pietra assieme ad Ellis ed Angel. Dopo una scarica di colpi, il Gigante era ancora lì dinanzi a loro, impassibile. Allungò una mano verso di loro, ma Yevin si parò davanti a tutti, alzando lo scettro, che formò uno scudo argentato, e a contatto di esso, il Gigante si scottò, gemette di dolore, scagliando in aria il sacco. Però Doctor colpì in pieno Yevin con una pistola che sparava scariche elettriche. La dea rimase tramortita e cadde a terra.

-YEVIN!!! Che le ha fatto?- Strillò Kristel.

-Si riprenderà. Forse....GIGANTE! Portali nella STANZA DEL BRODO, muoviti!!!- Ordinò Doctor.

Il mostro annuì e prese tutti loro in una mano, e il sacco contenente Noname nell’altra. La STANZA DEL BRODO, era un enorme salone con al centro sistemato un calderone alto cinque metri e largo altrettanto. Conteneva un liquido acido e verdastro, chiamato semplicemente brodo. In realtà era un miscuglio di avanzi di liquidi chimici per lo più tossici, oppure esperimenti riusciti male che venivano cremati o bruciati con l’acido. Sopra il calderone stava sospesa una corda con una piattaforma con un palo al centro. I prigionieri venivano legati lì e lasciati sospendere finchè la corda reggeva. Logicamente più ti muovevi e più la speranza di salvarti diminuiva, ma anche se restavi immobile, eri ormai finita, perchè il brodo bolliva e saliva ed era tossico.

Si narrava che un uomo era rimasto sospeso per cinque anni, mangiando le termiti che consumavano il palo. Una schifezza, ma si salvò, perchè finalmente la polizia lo recuperò in orrende condizioni. Era il 2010, il proprietario era il nonno di Doctor, che venne arrestato e condannato all’ergastolo.

-Aspetta un attimo! - Doctor fermò il Gigante - mi è arrivata una chiamata da Onename, dice che anche lui ha dei problemi con certi mutanti. Prepara la piattaforma più grossa, avremo molti ospiti! - Sogghignò soddisfatto.

Dopo circa un’ora giunsero una decina di militi di Onename. Portavano con loro Sarah, Devil, Angus e David, incatenati.

-Bene bene, ma quanta gente stasera! Mi sento onorato. Vi ringrazio, ringraziate Onename da parte mia. - Cinguettò Doctor, salutando i soldati.

-Vedete di non fare passi falsi. Non so nemmeno io quanti mostri si nascondono fra queste mura...- s’incamminò verso la STANZA DEL BRODO, seguito docilmente dagli altri.

-Angus, prova a tirargli un masso... - bisbigliò Sarah.

-NO! Hai sentito che ha detto? Meglio di no... -

-Sei un fifone! -

David scagliò contro Doctor, che era davanti a loro, una palla di fuoco, molto piccola e lo fece con scarsa mira. Infatti, sfiorò Doctor e colpì un macchinario che si ammaccò appena. Lo scienziato si girò, paonazzo per lo spavento.

-CHI è stato?- Gridò, iroso più che mai.

-Vai, colpiscilo!- Esclamò Sarah.

Devil, lanciò contro Doctor una palla di fuoco, ma davanti al dottore si parò un mostro fatto interamente di fuoco che attutì il colpo. Angus decise di intervenire, ma lanciava soltanto sassi che colpirono numerose volte il mostro senza lasciargli un graffio.

-Allora, hai finito, microbo?! Ho detto di non fare passi falsi. - Ricordò loro Doctor - O LUI sarà costretto ad intervenire. -Indicando il mostro di fuoco.

-L’avevo detto io... - sussurrò Angus.

Camminarono ancora per un pezzo, fin quando arrivarono alla STANZA DEL BRODO. Ellis, Angel, Kristel, Emily, Zenia, Noname, Little Rabbit e Yevin erano già legati ad un grosso palo, sospeso sul calderone. Sandy stava dentro una strana incubatrice. Due mostri si avvicinarono a Doctor ed ai nuovi arrivati.

-Legateli, insieme agli altri. Era da molto tempo che non mi godevo un simile spettacolo, fremo solo all’idea! Dai, sbrigatevi! - Li incitò Doctor. I due mostri ubbidirono ed in un attimo si ritrovarono tutti insieme, sospesi tra la vita e la morte.

-Non pensavo sarebbe finita così... - Noname si fece scappare qualche lacrima.

-E’ stata tutta colpa nostra. Mi dispiace, Noname. - Sospirò Sarah.

Il brodo bollente cominciava a salire. Era verdastro con enormi bolle gialle. D’un tratto emerse un braccio di chissà quale esperimento. Doctor torturava ed uccideva i propri esperimenti per puro divertimento.

-Allora, volete ricordare quest’esperienza per tutta la vita? Guardate un po’!!! -

Doctor tirò una grossa leva e la piattaforma scese velocemente fermandosi appena sopra l’acido. Il calore era insopportabile.

-AIUTOOO!!!!- Emily iniziò a strillare e piangere, disperata. Doctor tirò su la piattaforma, piano piano, sogghignando. Poi parlò:

-Allora, prima di carbonizzarvi, vorrei farvi assistere alla prima mutazione di un... semi-umano in mostro... -

Si avvicinò all’incubatrice dov’era rinchiusa Sandy, che si girava intorno tastando il vetro.

-Ma quella è Sandy!!! - Esclamò David.

-Ottima scoperta, ragazzo. Allora, prima vi spiegherò tutto il procedimento. - Disse Doctor.

Si sedette davanti al macchinario di fianco all’incubatrice ed azionò un tasto. La vasca si illuminò e Sandy, spaventatissima guardò in alto, dove proveniva la luce. Poi, arrivò un mostro che portava il mostriciattolo giallo che stava nelle prigioni e lo chiuse nell’incubatrice accanto a quella di Sandy.

-Vi presento Yellow, un mio vecchissimo esperimento. Sono anni che lo torturo, ma ora mi è davvero tornato utile. - Spiegò il pazzo. - Ora, grazie a questa macchina, sarò IO il primo scienziato al mondo, ad aver creato un mostro intelligente, capace persino di provare dei sentimenti. Guardate...-

Schiacciò un pulsante e le incubatrici cominciarono a riempirsi di acqua. Subito dopo però, ci fu un fortissimo rumore, uno schianto. Il palazzo era stato scoperchiato. Tutti alzarono gli occhi al cielo, ormai buio, e videro numerose sagome indistinte.

-Chi è là? - Gridò Doctor. Due di loro scesero cosicchè potessero vederli: erano Daniel e Desdemona, assieme ad un esercito di angeli.

-TU NON PUOI UCCIDERE UNA DEA!!!!!- Tuonò Daniel riferendosi a Yevin.

-DOCTOR!!! - Tuonò Desdemona - Ora tu verrai esiliato nell’aldilà. PER SEMPRE!!! - Detto ciò, alzò in alto la falce, che formò in aria un vortice nero che risucchiava ogni cosa.

-NOOO! Non ne ha il diritto!!!- Doctor si tenne al macchinario, finchè il risucchio fu troppo forte, e fu costretto a lasciare la presa, per poi sparire dentro al vortice, che si dissolse.

Ed anche Desdemona sparì.

-DANIEL!!! Non posso crederci! - Urlò Ellis, con gioia.

Alcuni angeli sfondarono le incubatrici appena in tempo, perchè Sandy e Yellow stavano quasi sprofondando. Altri slegarono i nostri eroi, che rimasero in piedi sulla piattaforma traballante.

-State fermi... ora Ellis, Angel, voi potete volare qui da me....- infatti i due angeli raggiunsero subito Daniel, a terra sotto di loro.

-Adesso, ognuno di loro prenderà uno di voi portandovi fin qua... forza... - continuò Daniel riferendosi agli angeli.

Infatti, presero per primo Noname, poi Sarah, Devil e così tutti gli altri. Finchè rimasero sulla piattaforma solo Angus e David. Però Angus sorrise esclamando:

-Ma io posso volare... - spiccò il volo.

-ANGUS!! Non ce la farai!!!- Strillò Ellis.

Infatti non riuscì a resistere, e cadde, ma David, da sopra la piattaforma lo afferrò per un braccio.

-Non ci riesco... sei troppo pesante... - balbettò David, tenendo Angus.

-Non lasciarmi....AIUTAMI!! AIUTOOOO! -

Angus strillava con tutta la forza che aveva. Daniel, però non fece in tempo a salvarlo, che David si trascinò fino sul bordo per poi cedere al peso di Angus e caddero entrambi dentro il brodo, schizzando ovunque liquido corrosivo.

-NO! NO! PERCHE’???!!! - Strillò Sarah.

Tutti insieme rovesciarono il calderone, riempiendo quasi tutta la stanza e il corridoio fuori, di acido.

-Cercateli!!! Devono esserci! - Esclamò Devil, che era assieme a Sandy, Sarah, Zenia e Noname, in un angolo libero dal liquido. Ellis, Emily, Angel, Daniel e gli altri sorvolarono nella stanza, cercandoli.

-GUARDATE! Sono qua! - Gridò Emily all’improvviso. Due angeli li presero portandoli verso gli altri. Erano entrambi coperti da quell’acido e non davano segni di vita. Daniel, sotto gli sguardi speranzosi degli altri, li scosse, provò a sentir loro il cuore, perchè Noname li aveva dotati anche di un cuore. Poi disse:

-Sono morti. Yevin, sei la nostra ultima speranza. Ti prego...- La dea annuì avvicinandosi a quei corpicini senza vita e disse:

-Mi serve la vostra collaborazione. Dovete desiderare tutti quanti la loro vita. Non potrei farcela da sola. Avete capito? -

Guardò tutti. Qualcuno annuì, ma nessuno fiatò. Yevin si inginocchiò di fronte a David ed Angus e chiuse gli occhi, tenendo lo scettro stretto fra le mani. Tutti gli altri si concentrarono più che poterono, senza distogliere gli occhi da Yevin. Finalmente, lo scettro si illuminò debolmente, per poi accendersi di luce bianca candida. Rimase così per buoni dieci minuti e poi si spense lentamente. Yevin riaprì gli occhi, e gli altri seguirono il suo sguardo. Di colpo David si mise seduto, aveva l’aria terrorizzata. Angus invece rimase immobile.

-DAVID! Sei vivo! - Sandy corse ad abbracciarlo.

Poi Angus tossì un poco e si rialzò, lo sguardo vacuo.

-Angus! Non ci posso credere, YEVIN!!! - Esclamò Angel.

Tutti poterono finalmente riabbracciare i due sventurati, scampati alla morte per un soffio. Dopo tutti insieme uscirono da quel palazzo maledetto.

-Ma che è successo? Mi sembra di aver dormito per millenni...- accennò Angus, una volta usciti.

-No, in realtà sei soltanto svenuto. - Ellis sorrise. preferì non raccontargli i fatti.

-Yevin! - Sarah chiamò la dea - non è che per caso è successo come la volta scorsa...insomma, hai capito no? Hai ancora invertito il destino?- Yevin rise un po’ scuotendo la testa e rispose:

-No, vai tranquilla. Loro sono mutanti, non proprio umani. L’altra volta era diverso, perchè Rristel era un’umana. Non ti preoccupare. -

Yevin non aveva dubbi su ciò che aveva detto: i semi-umani, anche se dotati di un cervello, non avevano ancora il permesso di ottenere un libro tutto loro alla BIBLIOTECA

DELL’EDEN, perciò non potevano essere esiliati nell’aldilà, per nessun motivo.

-Bè io devo andare, ragazzi. Vi dico addio, ho tanto di quel lavoro da svolgere... - Disse la dea.

-Grazie Yevin. - Disse Angel.

La dea sorrise e poi sparì. Anche Daniel, Kristel e tutti gli altri dovevano assolutamente tornare in cielo. Oramai Kristel era l’angelo custode di Emily, e l’avrebbe sempre seguita, dal paradiso.

-Ma, scusa Daniel... come hai fatto a trovarci?- Si incuriosì Noname.

-Io sono un angelo custode, di sicuro loro ricordano quello schermo col quale posso vedere James, il mio protetto, no?-

Guardò gli esperimenti del dottore.

-Bè, con quello schermo, mi è permesso di sorvegliare anche le persone che mi stanno più a cuore. Cioè voi. - Concluse.

-Allora, si è fatto tardi, è notte fonda. Ci vediamo, ragazzi! Dobbiamo andare. - Detto questo, Kristel si volatilizzò, assieme a tutti gli altri.

I nostri eroi si diressero verso il laboratorio di Noname, con loro però c’erano ancora Zenia, Little Rabbit e Yellow. Però sembrava che loro non volessero stare assieme agli altri, perchè parlavano di un certo scienziato, in Australia, che era il loro vecchio padrone. Yellow l’aveva progettato Doctor, ma la persona di cui parlavano era un buono e non si sarebbe fatto scrupoli di avere un ospite in più. Quindi, Zenia prese in braccio L.R. e Yellow e le si mise accanto.

-Addio, ci ha fatto piacere conoscervi.... - disse Zenia, con una punta di ironia, per poi volatilizzarsi assieme agli altri due, diretti in Australia.

-E va bè, siamo rimasti di nuovo soli, ragazzi. - Noname sorrise.

-Allora, io torno al mio laboratorio. Se avete problemi, ricordate che io sono sempre qui.- Concluse lo scienziato, avviandosi verso il suo palazzo.

-ASPETTA!!! - Emily lo fermò di colpo. - Guardate là...- indicando verso il laboratorio.

Tutti si girarono verso la direzione indicata. Attorno al palazzo c’erano alcune astronavi della polizia che setacciavano la zona alla ricerca di Noname.

-Come hanno fatto? E adesso che faccio?- Noname si sentì spacciato.

Si nascosero dietro la fitta vegetazione. Aspettarono alcuni istanti ma la polizia non si mosse da lì.

-Non credo sia un problema se Noname passerà una notte da noi....- accennò Devil.

-Ma certo che no, anche più di una!!! - Aggiunse Ellis.

Lo sguardo di Noname si illuminò, era fierissimo dei suoi esperimenti. (Ma si è mai visto che dei mutanti aiutano il proprio scienziato?!)

-Dite sul serio?- Domandò lui, esterrefatto.

-Sì, noi non possiamo dire bugie. Dai, venite...- Esclamò Angel.

E così, tutti e nove andarono nella vecchia villa abbandonata degli Smith, non lontana dal laboratorio.

Appena entrati, i quattro bambini si appartarono, confabulando qualcosa fra loro. Infine, si avvicinarono tutti insieme a Noname, e fu Sandy a parlare:

-Noname, volevamo chiederti una cosa... anche solo un opinione se noi ti dicessimo che....-

-NON VOGLIAMO CRESCERE!!! - Lo dissero tutti e quattro all’unisono, formando un coretto. Noname ridacchiò un poco per questo, poi disse:

-La mia opinione è.... va bene. Quindi volete rimanere così per l’eternità? E sia! -

Però restava ancora un problema: quando avrebbero potuto di nuovo accedere al laboratorio? La polizia stava dando la caccia a Noname da un po’ di tempo.

-Proverò a telefonare a mia sorella Erika, una scienziata che ha il laboratorio in Europa, nella Germania del nord. La chiamerò ora. -

Disse Noname, andando verso il plsma-telefono. Digitò il numero, aspettò qualche secondo poi esclamò:

-CIAO, Erika! Come va?....-

-......-

-Ah, sì....ma volevo chiederti, te ne ho già parlato no, dei miei esperimenti: Ellis, Sarah, Devil, Angel....-

-???-

-NO?! Va bè, comunque non ti dispiacerebbe se fra un po’ ti venissi a trovare, in loro compagnia, portando anche una, anzi quattro sorpresine?...- Spiegò poi brevemente tutta la storia della prigione e della polizia.

-....!!!!!-

-Ti ringrazio, sorellina! Ti richiamerò per comunicarti la partenza! Ciao.... - Riattaccò, finita la conversazione.

-Mi pare abbia accettato. - Commentò Angel.

Noname annuì. Erano ormai le cinque dell’alba. Rimasero tutti in sala, ad ascoltare Noname che parlava loro di Erika e delle sue bellissime invenzioni. Poi il telefono squillò di nuovo.

Noname si fiondò a rispondere perchè era ancora Erika.

-Mi devi dire qualcosa...? - Chiese.

-!!!!!!!!!!-

-Che cosa? Ma è perfetto! Fantastico, non ti ringrazierò mai abbastanza, Erika! Ciao ancora!- Posò la cornetta, entusiasta ed esclamò:

-Erika ha detto che vicino al suo laboratorio ci sono due ville, una abbandonata l’altra in affitto. Avrete soltanto l’imbarazzo della scelta. E vi lascerò finalmente in pace, perchè io starò in laboratorio. Però....avete soldi abbastanza per pagare l’affitto? O eventualmente per ristrutturare l’altra villa...-

-Noname, i mobili di questa casa sono tutti rubati.- Disse Sarah.

Noname capì che come avevano rubato tutti quei mobili, potevano benissimo rubare anche i soldi, quindi si limitò ad annuire.

-Ah, ma non abbiamo chiesto il loro parere.... - Disse Devil, riferendosi ai quattro bambini.

-Non credo ce ne sia bisogno!- Ellis aveva ragione, infatti non vedevano già l’ora di partire!

-A proposito! Come viaggeremo?- Saltò su Angel.

-Non c’è problema, useremo il mio trasferibile. - Lo rassicurò Noname, parlando di una sua macchina di recente invenzione.

E così, la partenza fu stabilita per il 14/10/2081. Per i quattro bambini era un po’ troppo lontano, ma Erika doveva avere il tempo di mettere a posto il suo trasferibile, collegandolo a quello di Noname, in modo che si fossero ritrovati direttamente lì, al suo laboratorio, e per questo ci voleva del tempo. Ma quel giorno sarebbe arrivato molto presto, e non lo avrebbero mai dimenticato.....