IL GRANDE ESILIO

Capitolo II

 Nell’episodio precedente avevamo lasciato Ellis in preda ad un atroce dubbio, ovvero l’inversione del destino in seguito alla morte di Daniel, ossia Big Rabbit, sacrificatosi per la piccola Kristel. Ellis aveva confidato ciò a Sarah, ma non avevano detto nulla ad Angel, Devil e Kristel, pensando che li avrebbero preoccupati inutilmente.

Stavolta la storia si svolge nell’estate del 2080, precisamente a luglio, a New York. I cinque amici si erano stabiliti nella villa abbandonata degli Smith, Devil aveva rubato una gran quantità di mobili in un deposito. Ellis la aveva arredata senza faticare, grazie alla telecinesi. Angel aveva costruito una solida recinzione lungo tutto il perimetro della villa con l’aiuto delle pietre che scagliava dalle mani, Sarah aveva pensato a sistemare l’arredo in maniera elegante e Kristel l’aveva aiutata, seguendola ovunque come un’ombra. Per circa sette mesi vissero felici senza alcun problema ed Ellis scacciò i suoi pensieri godendosi la dimora messa a nuovo. Era molto in periferia, e per recarsi in città i due angeli volavano, a volte portando pure Kristel e gli altri si materializ- zavano. Possedevano anche due astronavi, entrambe rubate dai due demoni, una tutta azzurra con le rifiniture bianche e l’altra rossa con le rifiniture nere. Erano grandi, bellissime, di ultimo modello e valevano parecchio. Volevano sembrare persone qualsiasi, usando sempre meno i loro poteri, ma era impossibile.

Precisamente alle ore 8,00 del 4 luglio 2080, Kristel fu la prima a svegliarsi, emozionata. Dormiva in una stanzetta tutta sua. Ave- va voluto dipingerla interamente di rosa, anche le tende e le lenzuola erano rosa baby. Saltando giù dal letto, spalancando la porta e correndo per il corridoio urlò a squarciagola:

-E’ il 4 luglio!!! SVEGLIAAAA!-

Indossava una buffa camicia da notte rosa tutta fiocchi, fiori e nastri. I capelli lisci biondi erano legati da un nastro color fucsia. Aprì la porta della camera di Angel ed Ellis, tirò le tende facendo entrare un sole abbagliante, esclamando:

-E’ il 4 luglio!-

Loro erano ancora addormentati e non gli importava nulla di quella data. Kristel corse nella camera dei due diavoli e ripeté le stesse azioni, scrollando Sarah e chiedendole di alzarsi.

-Arrivo, va bene!- Disse Sarah alzandosi controvoglia.

Quel giorno le avevano promesso che sarebbero stati in città da mattina a sera, ed era una splendida giornata. Ci sarebbe stata una parata, dei balli e delle gare tra robot. Loro possedevano un robot, si chiamava Ute ed era tutto rotondo e, tra le altre cose, faceva le pulizie di casa. Ute avrebbe partecipato a tutte le competizioni. Si potevano insegnare molte cose ai robot. Loro gli avevano insegnato a combattere, perchè abitavano in una zona piena di ladri e serviva che stesse di guardia, la notte. Sarah e Kristel scesero la scala mobile, mentre gli altri si stavano alzando. Ute venne loro incontro, dicendo con voce elettronica:

-Buongiorno. E’ una splendida giornata. E’ il 4 luglio!-

Teneva in mano una bandiera americana in miniatura.

-Ute, non mettertici pure tu! Ti aspetta una giornata campale!- Esclamò Angel scendendo le scale.

Il robot si dileguò in cucina con le gambette di ferro tutte ton- de. La cucina serviva solo per Kristel, perchè gli altri si nutri- vano di buone e cattive azioni.

Alle dieci del mattino erano tutti e cinque sull’astronave azzurra e bianca condotta da Angel. In cielo c’erano tantissimi palloncini con i colori della bandiera americana. Si erano abituati a vestire come gli umani, senza abbandonare i loro colori preferiti: Ellis indossava un vestito celeste di seta, ricamato ed aveva i capelli legati in una lunga coda di cavallo, i sandali rasoterra e l’aureola e le ali erano invisibili. Angel aveva una maglietta bianca e i pantaloni celesti con scarpe bianche ed i capelli li teneva sciolti per attirare l’attenzione.

Devil aveva maglietta arancione e pantaloni e scarpe neri; Sarah aveva maglietta e gonnellina rosse e scarpe col tacco sempre rosse. Kristel era vestita interamente di rosa, con maglietta e gonna a pieghe. Si era fatta i codini ed era molto carina. Ute lo misero nel bagagliaio.

Parcheggiarono vicino a Central Park. Molti ammirarono con la coda dell’occhio quella modernissima astronave. Per strada c’era già tanta gente che sventolava le bandiere ed esultava mentre passava la banda, i cui membri suonando si spostavano su piattaforme che levitavano tra la folla.

-UAO, c’è la sfilata! Vieni, andiamo!- Esclamò Kristel, euforica, tirandosi dietro Sarah, che disse:

-ASPETTA! Non abbiamo le bandiere!- Si allontanarono verso la folla in strada.

Angel ed Ellis fecero per seguirle, ma Devil stava guardando verso il parco.

-Non vieni? Cosa guardi?- Gli chiese Angel. Devil rispose: - C’è un uomo là in mezzo, ci sta fissando. La cosa più strana è che non riesco a leggergli nel pensiero....-

-Dai, è un giorno di festa! Ci pensiamo dopo!- Ribadì ancora Angel.

Anche Ellis notò quell’uomo bizzarro ed intuì che non c’era nulla di normale in lui. Appena il tale incrociò lo sguardo di Ellis, lo strano tipo sparì.

-Si è volatilizzato! Dobbiamo andarcene!- Gridò Devil, che assistette alla scena.

Ellis cercò invano quel tizio, ma fu inutile, poi disse: - Vieni. E’ meglio se restiamo uniti. -

Si unirono alla folla, seguiti da Ute. Kristel gli aveva pitturato la faccia a mo’ di bandiera. Non videro gli altri, c’era troppa gente.

-E levati di mezzo!!!-

Bofonchiò un tipo tarchiato, sporco e losco spintonando Ellis che barcollò. Devil colpì quel tizio in pieno viso con un pugno, e quello cadde a terra. Qualcuno si mise a gridare.

-Lascialo perdere! Andiamocene!- Gli disse Ellis, cercando di spingere via Devil. Il tipo si rialzò e corse via imprecando. La folla si aprì attorno ad Ellis, Devil ed Ute. Non si resero conto che quel tipo che poco prima li fissava nel parco era di nuovo lì, in un vicolo, nascosto, che si gustava la scena e subito dopo scomparì ancora. Devil, Ellis ed Ute si ritrovarono con Sarah, Angel e Kristel che fortunatamente erano molto distanti dal luogo del pestaggio e non si accorsero di nulla.

-UTE! C’è la gara! C’E’ LA GARA!!!- Urlò Kristel prendendo Ute per mano.

-Perchè ci avete messo tanto? Vi siete persi la banda!- Disse Sarah ad Ellis e Devil che non risposero.

Una voce annunciò la gara di corsa tra robot. Ute si posizionò in quarta corsia. Era una gara di velocità e si classificò terzo. Il premio consisteva in una piccola coccarda per il robot ed una bandierina al proprietario. Nel corso della mattinata ci furono altre due gare tra robot, quella di pulizie e quella di bellezza. Ute arrivò quarto nelle pulizie e primo in bellezza!

Verso le 16, erano tutti e cinque esausti, e stavano avviandosi verso l’astronave per rincasare, quando tra la folla un uomo alto e scheletrico, interamente vestito di nero, con cappello e giacca, nonostante la calura, andò addosso a Kristel e le disse, con tono freddo e superbo:

-Mille scuse, signorina.-

Kristel si girò per guardarlo ma non lo vide più, finchè strillò: - La mia borsa!!! Mi ha rubato la borsetta!!!-

-Non è possibile, ancora lui!- Commentò Ellis rivedendo il bizzarro tizio della mattina. Capirono in fretta che ormai era inu- tile cercarlo e Sarah disse a Kristel:

-Non importa, andiamo! Ormai chissà dov’è, trovarlo è impossibile. -

Kristel continuò a camminare, arrabbiata e non parlò più per tutto il viaggio di ritorno.

Quella notte, verso l’una, qualcuno bussò violentemente alla porta. Si svegliarono tutti di soprassalto, tranne Kristel che dormiva come un sasso. Scese Angel ad aprire, assonnato.

Quando aprì si trovò davanti un uomo molto alto, magrissimo, interamente vestito di nero, con cappello, occhiali scuri e sciarpa avvolta attorno per nascondere il volto. L’uomo porse ad Angel la borsetta rosa e luccicante di Kristel.

-Porto un messaggio importante per voi.- Sibilò con tono glaciale e tenebroso. Angel prese la borsetta e l’avvisò:

-Se ne vada immediatamente! O sono guai!- Fece per chiudere la porta, mentre gli altri lo guardavano assonnati in cima alla scala, e lo sconosciuto bloccò la porta con la mano ossuta e continuò, stizzoso: - Ho detto che è importante! Io so chi siete voi! L’ho capito oggi stesso! Siete gli esperimenti del dottor Noname, vero?-

Angel lo fissò sbalordito e non seppe che dire. Devil lo riconobbe subito: era quello strano tipo che quel pomeriggio li seguiva ovunque, in città. Devil chiese, autoritario:

-Come fa a saperlo? E lei chi è?-

Questi oltrepasso la soglia della porta. Si era svegliata anche Kristel ed aveva raggiunto gli altri. Egli la vide ed urlò con voce che faceva raggelare il sangue:

-E’ lei!!! MALEDETTA!- Kristel sgranò gli occhi e fu talmente spaventata che si paralizzò.

-Chi le da il permesso di chiamarla così? Fuori di qui! VIA!- Gridò Sarah scagliando una palla di fuoco verso il folle, che la fermò con una mano. Poi continuò:

-Il permesso me l’ha dato la Morte in persona. Io sono il Fato. Se preferite, chiamatemi anche destino. Sono venuto per prendere la bambina e portarla da Desdemona, la Morte.-

Tutto ciò che più Ellis temeva, ovvero che Kristel fosse destinata alla morte, qualcuno ora glielo stava minacciando.

-Tu non avrai mai Kristel. Sparisci. - Gli disse Angel. Il Destino accennò una risata, poi esclamò:

-Non ci credete che sono il Fato? Allora guardatemi.- Si tolse il cappello, la sciarpa e gli occhiali. Era orribile. La faccia era putrida, gli occhi pendevano dalle orbite nere, la bocca era malformata e non aveva scatola cranica. Il cervello era lì, in vista, grigio, bulboso, con le vene rossastre pulsanti. Una visione agghiacciante: Kristel cacciò un urlo stridulo e corse a chiudersi in camera sua. Di colpo, il mostro si trasformò e divenne un bell’uomo dai lineamenti perfetti. Disse:

-Avevo notato la bambina già da tempo, mi serviva un suo oggetto per verificare la sua identità. Così ho portato la borsa a Desdemona. Lei, attraverso un singolo oggetto può vedere l’intera vita di una persona. Ora, dite addio alla signorina Kristel Louisa Murphy.- Poi, sparì improvvisamente.

-NO! KRISTEL!- Sarah aveva capito le sue intenzioni e corse verso la camera della bambina. Il Fato l’aveva già presa e stava levitando fuori dalla finestra strattonandola. Kristel

opponeva resistenza ed urlava come una forsennata. Sarah riuscì ad afferrarla, tirandola verso di sè.

-Non mi lasciare! Non mi lasciare!!!- Ripeteva Kristel. Subito dopo sopraggiunsero Ellis, Devil ed Angel. Quest’ultimo scagliò un enorme masso contro il Fato, che si smaterializzò

schivandolo e scomparì lasciando libera Kristel, che si sentì sollevata ma non ancora al sicuro. Temeva che avrebbero ancora tentato di rapirla.

-Tornerà. Kristel non dovrà mai più rimanere sola. Neanche per un secondo. Intesi?- Decise Devil. Lui si sentiva in colpa. Se il Destino li aveva scoperti, era in parte per la piccola rissa di quella mattina.

-Vorrei tanto che Big Rabbit fosse qui con noi....- mormorò Kristel. Big Rabbit mancava a tutti, ma non era quello il momento per piangersi addosso.

-Kristel dormirà con voi...la vostra stanza è più sicura, ha sol-tanto un lucernaio. Magari il Fato farà più fatica a localizzarlo. - Propose Ellis. Furono tutti d’accordo.

La mattina dopo, alle nove, Kristel si destò. Non dormì tanto bene per lo spavento della sera precedente. Oltretutto la camera di Devil e Sarah era tutta rosso fuoco, un colore molto poco rilassante. Forse era meglio quella di Ellis ed Angel, tutta blu con le rifiniture bianco latte. Dal lucernaio entrava una luce abbagliante. Il letto era vuoto. I due demoni si erano già alzati. Con lei c’era Ute, un’ottima guardia del corpo.

-Buongiorno, signorina! Oggi è il 5 luglio! Come va?- Chiese Ute guardandola con i grandi occhi gialli di plastica. Lei rispose al saluto e si alzò, seguita dal robot. Scese, ma non trovò nessuno. Provò a chiamare i suoi amici, ma non servì a nulla. Andò in camera dei due angeli, ma non c’era nessuno.

-Dove sono finiti tutti? SARAH! DEVIL! ANGEL! ELLIS!!!!!!- Kristel cominciò a correre per tutta la casa in preda al panico, continuando a chiamarli, inutilmente. Anche Ute sembrava sorpreso di non trovarli. Kristel uscì, nel piccolo tratto di prato che li separava dal boschetto circostante. Le loro due astronavi erano ancora lì, intatte. Molte astronavi volavano in cielo ma non vide le sagome dei due angeli.

-UTE! Li hanno portati via! Cosa facciamo?- Si disperò Kristel. Il robot propose di andare a cercarli. Chissà dove erano finiti, magari il Destino li aveva rapiti.... Kristel corse in camera sua, si mise un vestitino rosa a fiori rossi e disse:

-Vieni, Ute! Hanno bisogno di noi!- Prese un’enorme cartella rosa contenente: binocolo, pochi viveri, tantissimi soldi (rubati di recente dai diavoli). Tornò in cortile e salì sull’astronave rossa e nera. Vide che sui sedili posteriori c’era la catenina con il ciondolo a forma di cuore di Ellis. La rigirò tra le mani. Era una semplicissima collanina di metallo. Se la mise al collo e fece partire l’astronave, grazie alle istruzioni di Ute, che non poteva guidare perchè aveva le braccia troppo corte per arrivare ai comandi L’astronave andava a zigzag e Kristel stringeva il volante tesa come non mai.

-Dovevi prendere l’altra astronave!- L’apostrofò Ute - questa è complicata da guidare, è un modello di lusso! Atterra! Premi il pulsante verde, poi quello giallo e gira la leva azzurra verso sinistra!- Kristel ubbidì e lentamente scesero fino ad atterrare in mezzo alla strada.

-TOGLITI DI QUA!!!! O ci investono!- Urlò Ute vedendo un camion a forma di aereo che veniva verso di loro a tutta velocità. Non c’era nessuno alla guida, era uno di quei modelli cosiddetti intelligenti che si fermavano solo ai semafori.

-Come faccio? AIUTAMI!!!- Kristel non riusciva a far ripartire l’astronave.

-Salta fuori, lascia perdere l’astronave!!- Strillò Ute.

Kristel ubbidì ed il camion investì l’astronave sfasciandola del tutto, per poi continuare la sua corsa. Molta gente assistette scioccata dalla scena.

-La navetta di Devil e Sarah!!! Sono rovinata!!!- Strillò Kristel.

-Ti sconsiglio di andare a prendere l’altra. Andiamo.- Ironizzò Ute. Cominciarono la ricerca degli amici, camminando a zonzo per la città. Erano ignari di essere ancora inseguiti dal Fato, che si sa, insegue tutti, ma in questo caso aveva un motivo ben preciso.

Nel frattempo i quattro eroi erano stati esiliati sulla Luna, dal Destino, per un tempo indeterminato. Si ritrovarono lì quella mattina alle nove, l’ora in cui Kristel si stava destando. Sul satellite c’erano alcune basi di studio scientifiche, abitate da pochi androidi, ma tutto il resto era deserto. C’erano piccoli crateri ovunque, ghiacciai e terreni crepati, uno spettacolo monotono. La Terra da lì, sembrava vicina e gigantesca.

-Cos’è questo posto?- Chiese Ellis appena si svegliò. Avevano dormito per terra. Il sole era alto, ma la temperatura era normale. Gli altri si guardarono attorno.

-Non lo so. Ho paura che ci abbiano esiliato, sapete che significa?- Disse Angel con tono piatto. Si rispose da solo:

-Significa che dobbiamo pagare un nostro errore. Se non lo facciamo verremo isolati per sempre nell’Aldilà.- L’Aldilà era il posto più orrendo che esistesse, abitato da spettri di anime dannate e mostri, che sottoponevano gli ospiti a crudeli torture in continuazione. Chi veniva inviato nell’Aldilà era perchè ave- va invertito il destino, aveva dedicato la propria esistenza al sadismo o si era reincarnato in un altro essere. L’unica cosa che non riuscivano a spiegarsi era il perchè fossero stati esiliati in quel luogo.

Intanto Kristel aveva pensato di andare in laboratorio, a cercare Noname, del quale i quattro mutanti le avevano parlato superficialmente. Comunque sapeva che era un famoso scienziato. Il laboratorio era distante e quindi dovette servirsi di trasferibili, a cui bastava si dicesse loro il luogo desiderato e ci si ritrovava lì. Il servizio costava dieci euro. (L’euro era divenuta la moneta mondiale!)

Arrivò alla meta dopo dieci minuti. Plasmofonò a Noname che le aprì subito. Era dimagrito, aveva la barba grigia, dello stesso colore opaco dei capelli stopposi. Indossava dei vestiti bianchi. La guardò con gli occhi contornati da occhiaie spaventose e le domandò:

-Che ci fai qui?-

-Sono Kristel, ti ricordi di me? Questo è Ute. Forse mi hai già visto, sono l’amica dei tuoi mutanti...Angel, Devil, Sarah, Ellis. -

Lui annuì lentamente, commentando: - Sì, non li ho mai più visti !!!-

La bambina proseguì: - Voglio chiederti un’informazione! Loro, stamane sono spariti! Tu dovresti saperne il perchè!- Il dottore trattenne una risata di scherno.

-Hanno abbandonato te, come hanno fatto con me l’inverno scorso, ragazza! E tu vai ancora a cercarli? Mi sembri un po’ tonta!- Ridacchiò piano, per poi smettere, notando che Kristel era più seria che mai. La bambina disse, con tono minaccioso: - Ieri sera è venuto da noi un essere orrido che diceva di essere il destino in persona! Voleva me, mi voleva uccidere! Io non riderei tanto!- Noname la fissò a bocca aperta, e poi si coprì la faccia con le mani. Quando scoprì il volto rispose, con un’espressione nervosa:

-Lo sapevo che prima o poi doveva accadere! Sono stati esiliati!- Kristel non credeva alle sue orecchie. Sapeva che doveva esserci qualcosa sotto e lo incitò a parlare.

-Quello è proprio il destino e quando scende sulla Terra vuol dire che la faccenda è seria. Daniel scegliendo di morire al posto tuo, ha mandato a monte i piani delicati del Destino, ricordi? Il Fato vuole dunque, che tu muoia, per riportare ordine ed equilibrio. Ma forse questo lo sai già. - Lei annuì.

-Come fai a sapere che li ha esiliati?- Chiese lei, incredula ed anche scettica alle parole di Noname.

-Perchè anch’io fui esiliato, molto tempo fa. Sulla Luna. E fui costretto a trascorrere due terrificanti giorni nell’Aldilà. I peggiori giorni della mia vita, dove sofferenza, odio e dolore sono tutt’uno. Però lì incontrai uno strano tipo di nome Wolfgang Jones. Diceva di essere uno stregone, finito lì per aver dedicato gran parte della sua vita al sadismo. Lui mi liberò grazie ad una potentissima magia che mi fece tornare sulla Terra e poi non lo rividi mai più. - Kristel continuò ad annuire strabiliata. Ma le venne un dubbio:

-Perchè hanno esiliato loro e non me? -

-Se hanno esiliato loro significa che il Fato ha già cercato di catturarti, fallendo. E quando fallisce interviene la Morte in persona. Inoltre non sei stata tu ad invertire il destino, bensì Daniel. Sulla Luna vengono esiliate le persone emotivamente più vicine a quella coinvolta, in altre parole, sono gli ostaggi della morte. Ma si accorgeranno che si tratta di mutanti! - Si fermò per riprendere fiato, era molto debole. Kristel chiese:

-E perchè ti hanno mandato sulla Luna?-

Noname si chiuse in un silenzio impenetrabile, probabilmente il ricordo era doloroso e preferiva non parlarne. Kristel non insistette ma ebbe paura di perdere per sempre i suoi amici più cari. Non le sembrava possibile che non esistessero soluzioni, per cui con pazienza dopo qualche minuto lo chiese a Noname che rispose:

-Credo che una soluzione ci sia,.... ma credo non funzionerà...-

-Non m’importa! Io li devo salvare!!!- Kristel s’innervosì per il disinteresse dimostrato dallo scienziato.

-Bè, certo... chi può rompere il vostro sodalizio. Allora, seguimi, ora...useremo questo macchinario!-

Nello stesso momento, i quattro mutanti erano sul satellite.

-Come mai non c’è Kristel? Che l’abbia presa il Fato?- Si preoccupò Ellis, dopo che avevano cercato la bimba ovunque. All’improvviso il Destino si materializzò di fronte a loro.

-Dov’è Kristel? PARLA!!!- L’aggredì subito Sarah. Lui s’avvicinò lentamente e disse:

-E’ sulla Terra. Vi sta cercando, l’ho seguita fino ad ora. Ho tentato di ucciderla una volta...con un camion, ma...niente da fare. Per ucciderla ci vuole il vostro consenso, altrimenti è i- nutile; ho già ricevuto una lavata di capo da Desdemona....- Loro si tranquillizzarono, perchè non avrebbero mai acconsentito che Kristel venisse uccisa.

-A proposito...- continuò il Fato - Kristel viaggiava su una bellissima astronave rossa e nera....il mio camion l’ha travolta in pieno!- Sarah e Devil non diedero la soddisfazione a quel sevo di farsi vedere irritati.

-E questa Desdemona?- Devil cambiò argomento - come mai non si fa mai vedere? Voglio che venga qui! ADESSO!- Il Destino annuì e subito, ci fu un denso fumo viola e nero ed in mezzo ad esso apparve una bellissima donna. Era alta, molto magra, indossava un lunghissimo abito viola e nero, frusciante, i capelli corvini erano sciolti, lucidi e setosi. Il viso era bianco, i lineamenti regolari e gli occhi, anch’essi viola. Stringeva in mano una falce.

-Sono io Desdemona.- disse con una voce flebile e sospirata. - Mi potete chiamare Morte, Falciatrice, come volete.-

La guardarono allibiti. Intimidiva con quel tono glaciale.

-Allora. Mi pare di avere un conto in sospeso con voi....- continuò. Poi schioccò le dita e le apparve davanti un foglio nero bordato di viola. Lo lesse:

-KRISTEL LOUISA MURPHY! Benissimo...nata 2071, morta... quello lo deciderò io! Sempre che Yevin non me lo impedisca...- fece sparire il foglio sempre schioccando le dita.

-Chi è Yevin?- Domandò Angel.

-Oh, è la Dea della Nascita...nulla di importante!- Disse ciò con superficialità, ma in realtà temeva Yevin più di qualsiasi altra cosa. Perchè solo Yevin poteva contrastarla sulla decisione di vita o morte di qualunque individuo.

Nel frattempo Noname stava mostrando a Kristel il macchinario che avrebbe riportato in laboratorio i quattro mutanti esiliati. Lo scienziato si diresse verso un enorme pannello elettronico con monitor altrettanto grande e l’accese. Sullo schermo apparve un planisfero.

-ESPERIMENTI NON TROVATI....- cominciò a ripetere una voce.

-Questo mi serve per localizzare i tuoi amici. Non sono sulla Terra. Allora, è la prima volta che userò il mio Localizzatore Veloce.- Spiegò Noname che accese una strana macchina dalla quale uscì un fascio di luce gialla. Continuò:

-Ora basterà che dici i nomi dei miei esperimenti a cui sei più affezionata ma in questo modo....-

-Io sono più affezionata a Sarah e Devil!- Kristel, impaziente di riabbracciarli, lo interruppe, senza lasciargli il tempo di dire che così chiamandoli, sarebbero tornati. I due mutanti apparvero nella luce gialla.

-Sei una STUPIDA GUASTAFESTE!- Urlò Noname - ora Angel ed Ellis saranno bloccati là per sempre! Dovevi dire "le due coppie di mutanti.....!- Non finì di parlare, capendo che era inutile. Kristel corse comunque incontro ai due mutanti. Sarah però la rimproverò:

-Cos’hai fatto? Hai salvato soltanto noi!- Kristel si sentì in colpa, forse i due angeli erano in pericolo! Noname cambiò vari planisferi sul monitor, finchè trovò quello della Luna.

C’erano due puntini azzurri con scritto ANGEL ed ELLIS. Il Fato e la Morte non erano segnati sullo schermo. Attivò lo zoom e vide i due angeli che sembravano molto spaventati. Parevano completamente soli.

-Non sono soli!- intervenne Devil, leggendogli nel pensiero - con loro ci sono....il Destino e la Morte!- Sarah annuì, ma Noname li guardò pensando fossero usciti di senno.

-Perchè ci sono solo loro sulla cartina?- Domandò Kristel. Ute era dietro di loro, disinteressato. Noname girò la visuale del monitor, esplorando tutto il pianeta. Ma era deserto.

Sospirò dicendo: - Questo apparecchio si può usare una sola volta. E’ fatta, non posso fare altro. Mi dispiace per voi. Prendetevela con Kristel, non con me.- Spense lo schermo e la macchina, sconsolato. Kristel si sentiva un mostro per ciò che aveva fatto, le dispiaceva terribilmente per Angel ed Ellis.

-Non ci sono possibilità?- Borbottò con un filo di voce.

Noname era spazientito e sbottò: - Ora cerchi di rimediare alla situazione?! E’ meglio che lasci perdere. Io ho fatto il possibile. Andatevene, tutti e tre!- Si alzò e si incamminò verso la sua vecchia camera privata, all’interno del palazzo.

-Invece una possibilità c’è, Noname!- Lo avvisò Devil. Lo scienziato si fermò girandosi, con aria sufficiente. Chiese, altezzoso:

-Quale? -

-Dobbiamo sconfiggere la Morte!- Devil sembrava convinto di ciò e forse non aveva torto, ma Noname scosse la testa e disse:

-Siete matti! Siete tutti PAZZI! Ho detto di andarvene!- Sparì dal laboratorio, sbattendo la porta.

-Se lui non vuole collaborare, faremo da noi!- Continuò Devil, irritato. Nè Sarah nè Kristel capivano che avesse in mente. Devil si sedette davanti al LOCALIZZATORE VELOCE ed alzò un microfono sulla grande macchina composta interamente da pulsanti e leve.

-Cos’hai in mente? L’unico modo per sconfiggere Desdemona, è...- Sarah esitò un attimo, per concludere sottovoce - uccidere Kristel!- La bambina sentì ugualmente ma non si spaventò, lo sapeva già. La macchina si accese. Devil spiegò:

-Non credi che Yevin avrebbe qualcosa da ridire? Credo ci sarà una battaglia tra loro, ma Yevin è più potente e sconfiggerà Desdemona. Non c’è altro da fare. Kristel, vai dentro quel fascio di luce. Ti ritroverai sulla Luna.- Ovviamente Devil non aveva dubbi, perchè poteva prevedere il futuro. La bambina ubbidì, entrò nella luce e lui tirò una leva bianca e Kristel sparì. Sul monitor apparve un puntino rosa col suo nome completo. Era immobile, ma i due angeli andavano verso di lei. Purtroppo la Morte e il Destino non apparivano su quella cartina.

-Non ci resta che sperare. O non rivedremo mai più Kristel!- Sospirò Sarah, con gli occhi colmi di lacrime.

Sulla Luna, sotto gli occhi vigili dei due demoni, Angel ed Ellis si sorpresero di vedere Kristel, ma Desdemona ne fu lieta.

-Finalmente. Ti sacrifichi per i tuoi amici? E così sia!- Fece per trasformarsi e portare Kristel in Paradiso, ma d’un tratto apparve un uovo, sul suolo lunare. Si schiuse e da esso uscì una donna giovane, ma dai lunghissimi capelli bianchi e lucenti. Anche la pelle era bianca, somigliava un poco ad Ellis. Era Yevin.

-Fermati, Desdemona!- Esclamò con fermezza. Era contornata di luce bianca. La Morte si fermò guardandola.

-Questa bambina,- continuò Yevin - aveva un incarico speciale da compiere. Era destino che conoscesse loro, che non oso ancora definire umani. Non ha ancora svolto il suo compito, lasciala andare!-

Desdemona ribadì: - Me l’ha detto lui!- Indicando il Fato - LUI mi ha detto che questa bambina ha invertito il destino e sbeffeggiato me! Deve pagare per questo! Deve morire ora.- Le ultime parole le scandì con tono glaciale ed energico. Kristel si spaventò pensando che quella fosse la fine. Yevin sembrava irosa e stupita. Disse:

-Non è possibile! Si è preso gioco di te!- Si riferiva al Destino, che intanto indietreggiava intuendo di esser stato scoperto. Ma Yevin fu più veloce. Puntò verso di lui lo scettro blu che teneva in mano e il Destino in un attimo sparì, inghiottito dalla luce bianca.

-Hai mandato nell’Aldilà il Destino?- Scattò Ellis. Yevin annuì, spiegando che aveva fatto scontrare lei e Desdemona, per i suoi comodi: sapeva di esser stato raggirato da Daniel ma aveva mentito dicendo che la colpevole era Kristel, perchè prevedendo l’avvenire era venuto a conoscenza del fatto che presto sarebbe stato sconfitto, ma non in che modo e da chi. Aveva pensato che eliminando Kristel tutto si sarebbe risolto, ma si sbagliava.

-Ma ora cosa ne sarà della Terra?- Mormorò Angel - Senza il Fato non accadrà più nulla. Sarà un popolo di....zombie!- L’obiezione di Angel, come al solito, era azzeccata. Desdemona non seppe cosa dire. Di Destino ne esisteva uno solo, che veniva cambiato ogni millennio. Lei e Yevin dovevano parlare coi GOVERNATORI TERRESTRI, detti anche G.T. Yevin disse:

-Vi faccio tornare sulla Terra. Parleremo con i G.T., ora non mi metto a spiegarvi chi sono. Vi darò notizie al più presto.- Senza aggiungere altro, Yevin azionò lo scettro e fece ritornare loro tre nel laboratorio di Noname.

Quando Devil e Sarah li videro arrivare non credettero ai loro occhi e gli corsero incontro, emozionati.

-Ce l’avete fatta! Non so come, ma siete tutti salvi!- Sarah era al settimo cielo.

-Lo sapevo, io non sbaglio mai!- Aggiunse Devil. I due angeli però, non si fecero contagiare dalla loro allegria. Sapevano che non era finita.

-Frenate l’entusiasmo- li interruppe Ellis - Yevin ha mandato il Fato nell’Aldilà ed ora vista la gravosa situazione, lei e Desdemona dovranno parlare coi GOVERNATORI TERRESTRI. Non so chi siano, ma forse non è finita. Potranno esiliarci ancora.- L’ebbrezza sparì dai volti di Devil e Sarah, delusi. Angel annuì ed aggiunse:

-Inoltre, esiliando il Destino, non so come sarà in futuro la vita sulla Terra. in pratica non si avrà più paura di niente e svanirà così il ciclo della vita.-

La sua riflessione era giustissima, perchè Desdemona la Morte e Yevin la Nascita erano occupate con i G. T., il Fato era esiliato, quindi il ciclo della vita si era fermato. Kristel borbottò: - Era meglio per tutti se davo retta a Desdemona...-

-Toglitelo dalla testa!- Esclamò Devil -una soluzione ci deve essere! Per forza!- Ellis scosse la testa: - Mi spiace ma Kristel ha ragione. Aspetteremo le notizie di Yevin ma non aspettatevi nulla di buono.- Il suo pessimismo serafico fece divenire iraconda Sarah che però non disse nulla. Meglio non aggravare la situazione.

Intanto, Yevin e Desdemona erano dai GOVERNATORI TERRESTRI, per vedere come avrebbero reagito all’esilio del Destino, e chiedere opinioni su Kristel. I G.T. erano esseri supremi che regnavano in cielo ed erano invisibili. Governavano la Terra, mandavano piogge, tornadi, vento, creavano le nuvole, registravano i climi e decidevano il destino di ogni umano, la loro nascita e la loro morte. Yevin e Desdemona lavoravano per loro, come il Fato. Appena le videro, abbandonarono tutti i loro compiti e le guardarono interessati: non era cosa da tutti i giorni incontrare le due dee assieme. Uno di essi, quello che creava le piogge, un tipo pignolo disse loro:

-Lo sapete che è vietato disturbare i G.T. mentre lavorano? Spero non sia una semplice visita di cortesia....-

-Certo che no!- S’affrettò a dire Yevin - Ho esiliato il Destino nell’Aldilà e volevo conocùscere una vostra opinione...- si bloccò perchè tutti la guardavano tra la rabbia e la paura, sgomenti.

-Sei cosciente di ciò che hai fatto, dea da quattro soldi?- Ringhiò incenerendola con gli occhi. Lei annuì chinando il capo.

-NO CHE NON LO SEI!!! Se lo sapessi te ne saresti già andata su un altro pianeta! Hai interrotto il ciclo della vita, stupida!- L’essere era paonazzo dalla rabbia, e per questo causò una violenta e involontaria perturbazione in Australia.

-In parte è anche colpa mia....lo scorso dicembre, - spiegò Desdemona - un uomo di nome Daniel si sacrificò per salvare una bambina. Il Fato mi mentì raccontandomi che ad invertire il destino era stata la bimba. Così per rimettere le cose a posto volli ucciderla, ma quando seppi la verità, grazie a Yevin, la risparmiai. Yevin ha fatto bene ad esiliare quel bugiardo!!!-

Il G.T. rimase senza parole, ma se ne avvicinò un altro, quello che creava le nuvole. Disse:

-Quindi voi per salvare un’inutile vita avete combinato questo disastro?-

-NON E’ INUTILE!- Urlò Yevin - stava per uccidere Kristel Louisa Murphy!!!-

A sentire quel nome, gli sguardi dei G.T. si addolcirono. La conoscevano quella bambina, era nata con un incarico speciale, anzi due: far diventare umani i quattro mutanti e far esiliare il Destino traditore. Era una bambina prodigio e tutti loro lo sapevano.

-Un compito lo ha già svolto. Ne manca uno, ma dovremo aiutarla noi. Dovremo avere il consenso dello scienziato che ha creato quei mutanti.- Aggiunse Desdemona.

-Io vi posso aiutare!- Esclamò una vocetta flautata.

Era una G.T. particolare, graziosa, l’addetta alla reincarnazione. Era molto giovane, di sicuro una principiante. Venne verso di loro.

-Mi chiamo Vajra. Creo animali e piante, riuscirò a far diventare umani quei mutanti con il tuo aiuto, Yevin; almeno... non sarà facile ma se vi potrò essere utile...-

-CERTO!- Sorrise Yevin - allora, dovrai conoscere queste persone. Andrai sulla Terra, ti va? - La G.T. annuì.

-Buona fortuna, Vajra! Vi chiedo scusa per il mio comportamento.-

Si scusò il burbero G. T., di nome Rain. Le due dee annuirono e si volatilizzarono. Vajra si diresse verso la Terra, al laboratorio di Noname. I quattro mutanti stavano ancora discutendo, quando videro accanto a loro la giovane reincarnatrice, timorosa e cosciente del loro possesso di importanti poteri. Disse:

-Sono l’entità che dà vita a flora e fauna. Sono Vajra. Potrei aiutarvi a....-

-Tu? Una G. T.? Dimostralo!- La interruppe Sarah, scettica.

Vajra, infastidita dalla sua prepotenza, creò in un attimo un baobab che col tronco occupò più di metà laboratorio. Noname accorse e si sentì male, alla vista dell’enorme albero.

-V-va bene! Fallo sparire, ok?- Balbettò Ellis.

Vajra battè le mani e la pianta svanì. Noname sbiancò e si mise una mano tra i capelli arruffati.

-Chi sei? AIUTO!!!- Strillò Noname fissando Vajra con occhi strabuzzanti dalla paura.

-Sono una GOVERNATRICE TERRESTRE, creo animali e piante. E’proprio con lei che volevo parlare. E’ importantissimo, riguarda i tuoi quattro esperimenti meglio riusciti.-

Angel tranquillizzò Noname affermando che non era pericolosa.

-Devo avere il tuo consenso per farli diventare umani. - Sparò Vajra a bruciapelo.

Kristel non stava nella pelle, al pensiero che loro sarebbero diventati umani. Anche i mutanti erano entusiasti. Noname invece titubò e non disse nulla.

-Che cosa stai dicendo? Loro non potranno mai essere umani! Chi ti ha mandato qui? E’ inopportuno!- Esclamò con tono freddo.

-Mi ha mandato Yevin, la Dea della Nascita. Ha detto che era compito di Kristel farli diventare umani. L’avverto che non potrà aspettare a lungo....perchè comunque sia, ci sono cause molto tragiche, qualsiasi decisione prenderete.- Rispose Vajra.

-Una ho già capito quale è.- Disse Kristel con voce strozzata, perdendo la felicità di prima.

-Se diverranno umani morirò, vero? Perchè avrò svolto tutti i miei incarichi...-

Guardò Vajra che annuì solennemente, girando lo sguardo verso gli altri.

-Se lei morirà, io mi faccio da parte! Preferisco restare quello che sono. - Decise Angel.

Vajra lo fermò con un cenno della mano dicendo:

-NO! Non ci siamo capiti! Allora, se voi rimarrete così, il Destino si libererà e verrà di nuovo sulla Terra per combattere con voi, o catturare Kristel. Logico che prima di farlo, accadranno fatti orribili, interromperà il lavoro di Desdemona e Yevin per vendetta. Dunque ci saranno persone millenarie soff renti e non nascerà più nessuno. Lui è ancora più potente delle due dee. Inoltre, una volta esiliato, non potrà più tornare nell’Aldilà. Dovete fare al più presto una scelta, capisco che è terribile. Vi daremo tempo un mese, non un secondo di più.-

Le parole di Vajra parevano come un eco maledetto e distante. Gli altri non riuscivano a crederci. Forse Vajra avrebbe dovuto dirglielo con più tatto, ma ormai era fatta. Calò un silenzio di tomba; persino Noname era dispiaciuto. Kristel ruppe subito il silenzio -Io sono d’accordo. Fateli diventare umani. Tanto, qualsiasi scelta faccia, io sono destinata alla morte. -

La rabbia le strozzava la voce, ma non lo fece notare, non le importava più niente di nessuno. Vajra la guardò con tenerezza mista a compassione, ma fece la scelta giusta.

-Non se ne parla nemmeno!- Esclamò Devil - quando il Fato si li bererà lo sconfiggeremo. Arrendersi così è da stupidi perdenti!-

-Sono d’accordo. Sarebbe come uccidere Kristel per nostri comodi.

-E’ spregevole. Sono pronto ad affrontarlo.- Aggiunse Angel, determinato.

Kristel li guardò piena di ammirazione e gratitudine. Non erano umani ma avevano un cuore, non l’avrebbero abbandonata mai. Si reputò fortunata e sorrise di nascosto. Ora si sentiva meno sola e cambiò idea. Anche Sarah fu d’accordo, ma Ellis disse di no, diede ragione a Kristel, sorprendendola.

-Ellis, mi.....abbandoneresti così?- Balbettò Kristel pro- fondamente delusa. Le si spezzò il cuore, quando Ellis annuì sicura di sè. Tutti la guardavano stupiti, anche Vajra. Sarah era furibonda.

-Sei una perfida egoista! Ti odio!-

Sibilò Sarah, incapace di leggerle nei pensieri in quanto Ellis aveva il potere di chiudere la mente e non farselo leggere. Noname non sapeva cosa fare, in fondo sarebbe stato d’accordo anche lui ma non lo ammise, per cui Vajra disse:

-Bè, avete un mese per pensarci....chiamatemi quando avete deciso. Per cercarmi, basta che urliate il mio nome ed io arriverò subito. A presto.-

Svanì lasciando dei minuscoli brillantini che baluginarono in aria per poi dissolversi. Noname ricordò loro di sbrigarsi aggiungendo che stavano facendo la scelta giusta. Poi si dileguò in camera sua.

Appena i quattro mutanti uscirono per tornare a casa, Sarah afferrò Ellis per la collottola e la sbattè contro un albero, alzando una mano per sferrarle un pugno micidiale, ma Devil ed Angel la fermarono appena in tempo. Kristel si inquietò a vederli così. Anche Ute sembrava agitato.

-Sarah che ti prende? Sei pazza?- Esclamò Angel.

-Si merita questo e altro!!! E’ una traditrice!- Gridò Sarah, mollando la presa. Ellis non si mosse, rimase immobile a fissare per terra senza fiatare nè reagire. Sarah si calmò subito e gli altri la lasciarono.

-Lei non conta niente! Siamo tre contro uno, nessuno mi farà cambiare idea, figurati lei!- Commentò Devil.

Ellis pareva soddisfatta della sua scelta, perchè non ribadì nemmeno.

-Ma dobbiamo discuterne, occorre anche la sua parola, per fare la scelta, hai sentito cos’ha detto Vajra?- Disse Angel guardando Ellis, improvvisamente stranita.

-Sono stufo della tua diplomazia!- Esclamò Devil - Se non è d’accordo, mentiremo a Vajra.- Angel si stupì delle sue parole: avrebbe osato mentire ad un GOVERNATORE

TERRESTRE!

-Oppure, se non servirà a nulla mentirle,- continuò Sarah - Ellis se la vedrà con me. Le farò cambiare idea in un lampo.- Sorrise malignamente. Kristel non l’aveva mai vista così cattiva. Angelnon si scosse a quell’affermazione, e fermo come sempre disse, con calma:

-Andiamo a casa. Nessuno pesterà nessuno, ok? E’di Kristel che si parla e dobbiamo essere intelligenti ed agire bene. Venite....noi voleremo con Ute e voi materializzatevi a casa prendendo Kristel.-

Spiccò il volo seguito timidamente da Ellis e da Ute, che volava ancora male con le sue ali di plastica gialla. Ormai erano le 23, ma faceva ancora caldo.

Una volta a casa, Kristel andò subito a letto e gli altri si riunirono in salotto per discutere con Ellis. Kristel li spiava di nascosto da dietro la ringhiera delle scale. Dissero all’incirca le stesse cose di prima, meno animatamente. Dopo mezz’ora Kristel si stufò, e convinta che fosse tutto inutile, si trascinò in camera dove dormì male, avendo incubi di ogni tipo.

La mattina seguente si svegliò alle 8. Era una giornata nuvolosa, ventosa e piovigginava. Si mise seduta e per poco non cacciò un urlo di spavento nel vedere Angel sulla soglia della porta.

-Scusami, non ti volevo spaventare.- Disse - per caso Ellis è qui con te?-

-N-no....perchè?-

-Non è in casa. E’ da circa un’ora che la cerco. Temo sia scappata....o che l’abbiano esiliata...-

Kristel ribadì di non averla vista e chiese di Devil e Sarah.

-Non si sono degnati di cercarla. Comunque sono di sotto.- Rispose lui.

-E....cos’avete scelto? E perchè Ellis non mi vuole più? -

Chiese ciò sottovoce per poi piangere e felice di poter finalmente sfogarsi. Angel rispose:

-Non so cosa le sia preso ieri. Ricordati che noi non ti abbandoneremo mai. Abbiamo scelto di affrontare il destino, con o senza Ellis. Sarà per questo che se ne è andata. Non preoccu- parti: ti salveremo. Quanto vorrei che ci fosse anche Daniel...-

Kristel corse ad abbracciarlo. In quel momento odiava Ellis ed aveva perso la fiducia in lei, ma c’erano ancora Devil, Sarah ed Angel con lei. Questo lo sapeva già ma ora si sentiva rincuorata.

-Allora lo direte a Vajra?- Domandò staccandosi da lui.

-Non ancora, dobbiamo prima trovare Ellis! In questo momento è un bastone fra le ruote, ma la obbligheremo a dare anche la sua parola. Vieni, magari più tardi tornerà....- rispose. Kristel disse semplicemente: - Grazie mille. -

Angel non rispose e si limitò a sorridere. Ute li raggiunse dal corridoio con in mano il quotidiano, ovvero un microschermo da cui trasmettevano le prime notizie della giornata. Scesero per consultarlo assieme agli altri. Appena lo accesero apparve un robot su sfondo blu, che annunciò:

-Buongiorno. Sono le 8:25 del 6/07/2081. Nella giornata di ieri non vi è stato alcun incidente, in nessuna strada nè autostrada. E’ stata avvistata un’astronave che viaggiava a fortissima velocità. Non ha causato danni ma è stata fermata ugualmente. Incredibile poi: tutti i pazienti di tutti gli ospedali della regione sono guariti e tornati a casa da soli. Stranissimo, non ci sono spiegazioni,....- continuò a cianciare.

-Sono le prime conseguenze della prigionia del destino.- commentò Sarah.

A Kristel venne in mente una cosa e si decise a confessare, rivolgendosi ai due demoni:

-Ah,...ieri, per venirvi a cercare....ho sfasciato la vostra astronave!-

Le ultime parole le disse in fretta, per liberarsene il prima possibile.

-Lo sapevamo già, ma ne ruberemo un’altra ancora migliore.- Disse Devil.

Kristel non capì come facevano a saperlo, ma non importava. In quell’istante qualcuno bussò violentemente alla porta.

-Sarà Ellis. Può starsene fuori e bussare finchè vuole.- Disse Devil. Fu Angel ad aprire, ma non era Ellis; era Vajra, e aveva l’aria sconvolta. Entrò senza permesso. Aveva il fiatone.

-CHE AVETE COMBINATO? Si può sapere?!!!!- Strillò ad Angel, che non capiva. Accorsero anche gli altri.

-Su, in cielo c’è la rivoluzione!- Spiegò Vajra - Sembra che una donna stia cercando di formare un esercito di angeli. Sapete chi è? Si chiama Ellis e forse voi la conoscete!- Ironizzò

posando gli occhi su ognuno di loro. Concluse:

-Vi avevo raccomandato di fare la scelta insieme!!!- Alludendo alla faccenda del Fato.

-Ma quella è impazzita! Cosa crede di fare, se il destino non è ancora libero?- Chiese Sarah con una nota di scetticismo, riferendosi ad Ellis.

Vajra sembrò calmarsi, ma parlò con tono più tagliente di un coltello:

-Mi pare logico che voglia fare tutto da sola.- Angel capì al volo e cercò di tradurre le sue parole:

-Intendi dire che Ellis sta andando nell’aldilà?- Vajra annuì scocciata.

-Almeno tu dai segni di intelligenza, qui! Dovete intervenire e fermarla! Ma ci pensate? Un angelo? Nell’aldilà?! E’ inammissibile! Ellis sarà nell’aldilà tra poche ore. Gli angeli non vi possono accedere., ma sembra vogliano farlo con la forza, scatenando una guerra!-

D’un tratto tutti rimangiarono ciò che dissero di male ad Ellis, giudicandola vigliacca, senza cuore ed egoista.

-Ma come potremo fermarla? Ci lasceremo la pelle tutti quanti!- Obiettò Devil.

-Ti ricordo che lei ha portato con sè un esercito di angeli, ed è stata un’ottima idea da parte sua, ma ti ripeto che l’aldilà è zona proibita per gli angeli. -

Rammentò Vajra guardando Angel.

-Dovete agire subito, o Ellis e gli altri rimarranno intrappolati per sempre nell’aldilà! Ne potranno uscire vivi soltanto uccidendo una creatura: in questo caso il Destino. -

Rivolgendosi a Sarah e Devil, poi concluse aggiungendo:

-La costringerete a fermarsi ed io allora libererò il prigioniero, e, visto che proprio volete combatterlo, lo manderò sulla Terra e proprio su questa collina. Intesi? - Vajra aveva intenzioni più che serie.

-Va bene, andremo nell’aldilà solo noi due, visto che Angel non può. - Decise Sarah.

-ALLORA VENGO ANCH’IO!- Esclamò Kristel, serissima. Vajra pareva scocciata e le rispose in malo modo:

-Non ti sembra di aver combinato già abbastanza guai? Per colpa tua stiamo sfidando il Destino, una cosa mai accaduta in miliardi di anni! Non fare tanto la bimbetta indifesa, anche tu hai le tue colpe. -

In realtà la colpa non era di nessuno, anche se le cause portavano tutte a lei e Daniel. A Devil però venne in mente una cosa e chiese a Vajra:

-Per caso c’è un angelo di nome Daniel Roberts? Morto lo scorso dicembre?-

-Sì, morì per cause ignote, comunque mi pare che Ellis lo conoscesse .-

-Lui risolverà tutto. Vajra, ci puoi portare in paradiso? Dobbiamo parlare con lui. - Disse Angel.

Vajra non se lo fece ripetere. L’importante erc che trovassero una soluzione. In poco tempo si ritrovarono in paradiso. Lì era tutto bianco, camminavano sulle nuvole e c’erano angeli che andavano e venivano in continuazione. Non c’era niente, solo un bianco paesaggio fatto di nuvole. Fermarono un angelo giovane e gli chiesero di Daniel. Rispose che stava nel cielo n° 6, zona ambita dalla gran parte delle anime. Il cielo n° 6 accoglieva gli eroi, chi moriva salvando altre vite, mentre il cielo n° 7, il più alto fra tutti, accoglieva soltanto i santi ed i miti e ben pochi avevano l’onore di potervi accedere. Ora loro si trovavano nel cielo n° 1, affollato e in disordine, c’erano anime per lo più comuni, o anche gente un po’ stupida. Non era certo posto per uno come Daniel. Vajra non era più con loro, perchè l’ingresso era vietato ai G.T. Salirono su un ascensore bianco e bastò che dissero: - SESTO CIELO! - che l’ascensore li condusse immediatamente. Il paesaggio che si presentò loro era ben diverso dal primo cielo, molto più elegante e raffinato. Gli angeli erano vestiti con tuniche raffinate ed addobbate da pietre preziose e ricami fatti con argento puro. C’erano mobili barocchi lucidi e non si sentiva vociare come prima. Tutto sembrava magico. Gli si avvicinò un angelo alto coi capelli neri, importante nella sua veste pulita e luccicante.

-Desiderate qualcosa? Siete in visita?- Aveva una voce calda e misteriosa. Guardò Angel, che era un suo simile.

-Vorremo parlare con Daniel Roberts. - Rispose Angel.

L’angelo sorrise e li condusse davanti ad un portone barocco color celeste. Bussò lentamente per poi andarsene senza dire nulla. Daniel aprì e quando li vide non credette ai propri occhi. Si coprì la bocca con la mano e borbottò qualcosa di incomprensibile. Kristel fu la prima ad abbracciarlo, talmente stretto da togliergli il fiato. Era vestito come l’angelo che li aveva accompagnati. Aveva soltanto la tunica blu e non bianca. Daniel li fece entrare in casa. Entrarono notando che non cambiava nulla dall’ambiente fuori, solo che c’erano un letto, un divano, due poltrone ed un tavolo con uno schermo stranissimo. Tutto era bianco e celeste. Si accomodarono sul divano e sulle poltrone.

-Come ti trovi qui?- Gli chiese Angel, per non parlare subito del motivo per cui si trovavano lì.

-Benissimo, sapete una cosa? Sono un angelo custode! Da poco tempo, mi hanno affidato un bambino di nome James, nato da appena un mese. E’ un incarico importante, fondamentale. Lo sorveglio da quello schermo, sul tavolo. Mi sento come un padre! - Sorrise.

Era evidenteche fosse felice e a loro dispiacque ciò che stavano per dirgli.

-Daniel, siamo venuti per chiederti un parere....- cominciò Sarah - sai, l’inverno scorso.... per salvare Kistel sei morto tu, e hai invertito il destino? - Lui annuì, tranquillo.

Sarah gli raccontò la storia dal principio, elencandone ogni dettaglio. Quando finì Daniel era frastornato. Non si aspettava che Ellis avesse potuto combinare un tale parapiglia. Disse:

-Kristel si troverebbe bene qui, in paradiso....-

-Non l’hai ancora capito?!- Sbottò Devil interrompendolo - siamo venuti per chiederti aiuto e tu ci proponi di lasciarla morire? Sei un buono a nulla!- Daniel gli rispose a tono:

-HO CAPITO TUTTO! Non darmi dello stupido, Devil, sono nel sesto cielo! Ma sfidare il destino è impossibile. Lei deve morire e voi dovete diventare umani! E’ scritto tutto nella BIBLIOTECA DELL’EDEN, nel settimo cielo! Venite, andiamo alla biblioteca.-

Uscirono, e giunsero al settimo cielo con l’ascensore. Lì era semivuoto. C’era un silenzio infinito. Tutto era perfetto.

-Non toccate nulla, per farlo prendete i guanti, in biblioteca.Tutto quello che sta qui deve essere toccato soltanto da mani di gente perfetta. Seguitemi.-

Si diressero verso una specie di castello molto alto, tutto in marmo bianco con venature grigiastre. Salirono l’imponente scalinata ed entrarono prendendo i guanti da un cesto. Le pareti all’interno erano coperte interamente da scaffali colmi di libri, anche antichissimi. In quei libri c’erano scritte le storie delle vite di ogni terrestre, dal primo all’ultimo.

Contenevano miliardi di pagine, scritte con calligrafia sottile e minuscola. Erano in ordine alfabetico e c’era una stanza per ogni iniziale.Si diressero verso la stanza della lettera "K".

Cercarono per molto tempo finchè trovarono il libro dal titolo: - KRISTEL LOUISA MURPHY -. Lo aprirono. Lo tenne in mano Daniel che lesse subito le testuali parole:

-Kristel, per forza del destino, morì l’8/07/2081, facendo diventare umani i suoi amici più cari, ed andando in paradiso, al quinto cielo, zona ambitissima per una piccola eroina -..... - si fermò guardando gli altri.

-E’ l’ultima pagina. Il libro finisce così, non c’è nulla da fare.- Concluse poi, solennemente.

-Continua a leggere! Ce n’è ancora un capoverso...- lo intimò Sarah. Daniel riaprì il libro rosa e lesse:

-Continuerà a sorvegliare dall’alto i suoi amici, ormai umani e con un libro tutto loro, e vivrà per sempre in paradiso in co pagnia di Daniel Roberts, suo vecchio salvatore.- Questa è la fine, mi pare non cambi molto. - E rimise il libro nello scaffale.

-Ci resta solo da avvertire Ellis. E comunicare a Vajra la nostra scelta. - Borbottò Angel.

Kristel sembrava se l’aspettasse, perchè rimase impassibile. Mostrò a Daniel la collana di Ellis, che aveva trovato sull’astronave il giorno del grande esilio. Daniel la tenne un pò fra le mani e il ciondolo a forma di cuore si aprì e ne uscì una farfalla, bellissima, dalle ali blu e rosa, che emanava una luce bianca fortissima. Daniel le disse:

-Vai a cercare Ellis e dille che abbiamo fatto la nostra scelta. Portala qui immediatamente.-

La farfalla volò attraverso i muri della biblioteca e sparì, lontana.

-Andiamocene. Dobbiamo avvertire Vajra.- Disse Devil distrattamente.

-Dirò ad Ellis di raggiungervi.- Accennò Daniel.

Tutti lo salutarono tranne Kristel, consapevole che l’avrebbe rivisto presto. L’ascensore li riportò sulla Terra, precisamente nel cortile di casa loro. Chiamarono subito Vajra che accorse in un lampo chiedendo loro notizie.

-Kristel andrà in paradiso, ce l’ha detto Daniel. Fra poco arriverà anche Ellis. - Spiegò Angel.

Infatti, trascorsi lenti pochi minuti, Ellis apparve dinanzi a loro, con la farfalla che fece tornare dentro al suo ciondolo.

-Allora, manchi solo tu, devi...-

-Sono al corrente, lo so. - Ellis interruppe Sarah - Sono d’accordo; Kristel andrà in paradiso....- disse questo senza mezzi termini, guardando Vajra dritto in faccia, quasi a sfidarla. Vajra si sforzò di sorridere. Disse:

-Allora, sarà compito di Yevin farvi diventare umani. E sarà invece Desdemona ad occuparsi di Kristel. Provvedo subito ad av vertirla. -

-Verranno qua subito. Vi dico addio, ragazzi.- E tristemente svanì, in fretta come era arrivata.

-Dobbiamo avvisare anche Noname. Resterà deluso di noi, ma ormai non siamo più i suoi esperimenti meglio riusciti di quanto si vantasse tanto. Andiamo al laboratorio. - Decise Sarah, con la piena approvazione degli altri.

Una volta arrivati, Ute e Noname che li aspettavano da ore, corsero loro incontro sommergendoli di domande.

-CALMATEVI! Non si può far niente, Kristel morirà. Non fate obiezioni, è tutto inutile. - Tagliò corto Devil.

I due curiosi rimasero di sasso. In quel momento arrivarono Yevin e Desdemona che gli andarono incontro.

-Allora, sei pronta Kristel?- Domandò subito Desdemona ignorando gli altri. La bambina annuì. La dea le diede tutto il tempo necessario per salutare i suoi amici. Kristel piangeva come una fontanella, ma disse:

-Non è un vero e proprio addio: mi verrete a trovare ogni tanto, vero? E andrete anche da Daniel?-

-Sicurissimo, verremo a trovarvi, promettiamo. - La rassicurò Angel.

Lei abbozzò un sorriso e si avvicinò a Desdemona.

-Ricordatevi: QUINTO CIELO! -

Esclamò, prima di volatilizzarsi assieme alla dea. L’avevano persa in un attimo, così come l’avevano conosciuta. Era una bambina speciale. Yevin prese fra le mani il suo scettro, pronta a far diventare umani i quattro mutanti. Noname obiettò:

-Non creerebbe problemi se....io,...insomma, se provassi a ridare loro i poteri?- Tremava di paura, dal fifone che era, ma Yevin sorrise e rispose:

-Direi di no, almeno, con me no di sicuro, questo era compito di Kristel, in fondo. Devono rimanere umani almeno per un mese. Avranno un libro tutto loro e devono riempire almeno qualche pagina.-

Guardò i mutanti che capirono al volo, senza farlo intendere anche allo scienziato che, invece, non aveva capito nulla. Poi, bastò alzasse al cielo lo scettro, che una luce bianca candida si posasse su di loro. In un baleno, divennero umani. Sparirono le ali, le aureole, le code e anche tutti i poteri. Il loro aspetto non cambiò e nemmeno il carattere. Yevin abbassò lo scettro e la luce sparì. Loro quattro sembravano un po' storditi, si sentivano strani senza poteri. Yevin se ne andò.

-Ricordatevi, - s’affrettò a dire, prima di andarsene - per andare a trovare Kristel, è sufficiente che mi chiamiate e vi porterò da lei. Per chiamarmi, urlate semplicemente il mio nome. Senza aggiungere altro, si volatilizzò.

Noname li squadrò da capo a piedi, facendo una scoperta sensazionale: aveva creato la vita! E notò che tutti e quattro erano molto belli, con tipi di bellezza completamente diversi.

Opposti anche nel carattere e nei comportamenti, erano unici.

-Noname? Mi trovi diversa?- Gli domandò Ellis.

Noname notò per la prima volta che aveva una voce sottile e calmissima.

-No. Non sei cambiata per niente. Neanche voi, siete identici a prima. - Affermò, con una punta di nostalgia.

Ma sorrise comunque, e si incamminò verso alcune incubatrici vuote. Disse:

-Voi quattro siete nati qui, dentro queste vasche. Mi pare giunto il momento di riempirle di nuovo. E’ meglio che mi dia da fare, ho rivali in tutto il mondo!-

Loro quattro capivano cosa aveva in mente: voleva creare altri quattro mutanti, magari simili a loro. Era una buona idea.

-Se volete,- disse - posso trasferire i poteri dei miei nuovi esperimenti su di voi. Sempre non decidiate di restare umani per sempre... il tempo ora, passa anche per voi.-

-Ma adesso quanti anni abbiamo?- Chiese Devil.

-Avete tutti la stessa età: 25 anni. Siete nati il 10/12/2080, ma vi ho creati già adulti.- Spiegò lo scienziato.

Loro quattro decisero di tornare a vivere nella loro villa, in periferia, per un mese, il tempo di decidere se restare umani e quindi invecchiare oppure se accettare la proposta di Noname e di riottenere i poteri di prima. Sarebbero andati da Noname ogni settimana, per controllare come procedeva il lavoro coi suoi esperimenti, e da Kristel quando potevano loro e quando Yevin riusciva ad accompagnarli. Però, sapevano che avere dei poteri comportava numerosi vantaggi, ma essere umani rendeva loro la vita molto più semplice. Quindi presero la decisione, giusto un mese dopo, l’8/08/2081, e Noname fu già quasi pronto ad esaudire il loro desiderio....