LO SCUDO BIANCO

Capitolo I

 

Siamo nel 2080, a New York, nel laboratorio di uno scienziato e del suo assistente.

-Te l’ho già ripetuto, li libereremo soltanto in caso di guerra. E poi ora non sono ancora pronti!-

Lo scienziato Noname, aveva progettato quattro mutanti sotto forma di esseri umani. Erano due coppie ben distinte: l’angelo e la donna angelo, il diavolo e la diavolessa. Noname si sarebbe servito di loro in caso di guerra, ma era ancora troppo presto. Questi erano i cosiddetti ‘Adamo ed Eva’ capostipiti di una stirpe che sarebbe dilagata dal suo laboratorio, in tutto il mondo. I quattro mutanti avrebbero dato a tutti un’idea brillante fondendo i concetti guerra-pace. L’esercito sarebbe stato formato dai cloni dei due demoni, mentre i cloni dei due angeli avrebbero riequilibrato le situazioni, diffondendo momenti di pace ed abbondanza ai popoli dopo guerre sanguinose. Li aveva progettati mescolando cellule e molecole umane. Per i poteri inserì varie sostanze nel cervello; per esempio del chewing-gum per rendere gli arti elastici, un pendolo per il potere ipnotico e così via.

-Inoltre,- continuò lo scienziato, osservando le incubatrici - dobbiamo aspettare che siano in numero sufficiente, così cominceremo a venderli da New York a tutta l’America, continuando di questo passo finchè anche gli abitanti del posto più sperduto ne potranno usufruire. Ora ammira i miei capolavori! Mi faranno diventare miliardario e sarò il re dei nuovi eserciti!-

Schiacciò un pulsante, si aprì un enorme sportello e si poterono vedere i quattro mutanti dentro le loro vasche di vetro cilindriche e piene di liquido chimico.

-Sono bellissimi....PERFETTI! Hanno dei poteri?- chiese Laboratory, l’assistente.

-Sì, e differenti! Allora, i diavoli potranno fare tutte le cattive azioni che vorranno, saranno forti, potranno ipnotizzare, prevedere il futuro, trasferirsi da un luogo all’altro con il pensiero e saranno velocissimi e furbi. Gli angeli invece se commetteranno una cattiva azione moriranno, se sarà grave il loro corpo si paralizzerà per giorni, mesi, anni o millenni a seconda della gravità. Comunque gli angeli saranno immortali. Potranno diventare invisibili, volare e riuscire a guarire le malattie e saranno in grado di ragionare più dei comuni mortali. L’unico modo per ucciderli sarà tagliare loro i capelli. Insomma, possiamo chiamarli ‘umani al 90%’, perchè proveranno emozioni e stati d’animo e anche qualche sentimento, come l’amore, l’odio, l’ira, la tristezza e la felicità. Gli altri miei esperimenti non provano nessuna emozione.

L’angelo si chiamava proprio Angel ed aveva i capelli lunghi e d’oro ed aveva lineamenti bellissimi, era alto e scultoreo. La donna angelo di nome Ellis aveva anche lei i capelli d’oro ed era di una bellezza imparagonabile, con lineamenti delicati e gli occhi turchesi sembravano brillare. Aveva un fisico filiforme e fragile. Entrambi indossavano un manto azzurro leggerissimo: quello di Ellis era sbracciato, mentre quello di Angel era a maniche lunghe ed aveva scritto il suo nome. Inoltre erano scalzi e con tanto di aureola luminosa. Le ali erano trasparenti, ma quando avrebbero volato sarebbero divenute bianche e candide e non avrebbero emesso il minimo suono.

Il diavolo si chiamava Devil, aveva i capelli corti di un rosso cupo, il viso spigoloso e gli occhi verdi ipnotici. Era muscoloso e metteva inquietudine. La diavolessa si chiamava Sarah, aveva anche lei i capelli rosso cupo, ma ondulati e lunghi ed il viso era bello ma losco. Era prosperosa ed estremamente femminile. Entrambi avevano numerose lentiggini sul volto.

Indossavano vestiti rosso fuoco: lei aveva un abito molto lungo e lui era interamente vestito di rosso con la maglietta nera. Le scarpe di entrambi erano rosse. Avevano persino la coda con la punta a forma di freccia. Sarah aveva anche un frustino e dei guanti rosso fuoco lunghi fino al gomito.

Avevano tutti e quattro dei pregi e dei difetti ‘umani’ particolari: Angel era molto ingenuo, sognatore e pigro; Ellis premurosa, protettiva e timida; Devil era presuntuoso, intraprendente e grintoso; Sarah era irascibile, intelligente ed impulsiva.

-Bene devo chiuderli. Li vedremo liberi tra non molto, vedrai!

-Andiamo!- Concluse Noname richiudendo le incubatrici ed uscendo dal laboratorio con l’assistente. Ma non si accorsero della presenza di Doggy, il cane di Noname, un cucciolo di Terranova pasticcione; che lasciarono addormentato, nel laboratorio . Doggy, al suo risveglio, incuriosito dai numerosi pulsanti colorati, con un balzo schiacciò involontariamente il tasto che apriva le incubatrici contenenti i quattro mutanti. Le incubatrici si aprirono e Doggy si nascose sotto ad un tavolo, terrorizzato. La sala era buia, e i mutanti si svegliarono, perchè l’acqua che riempiva le vasche si ritirò, lasciandoli storditi e fradici.

Devil fu il primo a prendere conoscenza ed essendo già capace di parlare, gridò:

-Come mai non c’è nessuno? Con chi dobbiamo combattere?-

-Ci hanno imprigionato. Sono tutta bagnata!- Fece eco Sarah.

-Silenzio! Non siamo imprigionati! Ci hanno finalmente svegliati, strano però che siamo insieme....- disse Angel.

-Non capisco il motivo di questo vetro, ognuno di noi è rinchiuso da solo in questo recipiente. Sarà una missione da svolgere insieme....- Continuò Ellis tastando il vetro.

Trascorsero silenziosi quasi due minuti in cui i quattro mutanti compresero la situazione e siccome Devil e Sarah erano telepatici, ebbero la stessa idea e con un pugno ruppero il vetro e saltarono fuori dalle incubatrici.

-Ce la caviamo meglio senza di voi!- Esclamò Sarah.

-NO! Non puoi!- Angel cercò di spaccare il vetro, ma Ellis lo fermò appena in tempo:

-Sei matto? E’ un atto vandalico, morirai se rompi il vetro!-

Nel frattempo i due demoni, ormai liberi sparirono col potere della materializzazione, schioccando le dita e pensando semplicemente ad un luogo frequentato da molta gente. In meno di un secondo si ritrovarono nel centro di New York. Erano le tre di notte. Volevano fare danni: uccidere qualcuno, o comunque fare del male, perchè si nutrivano con le cattive azioni ed erano ancora molto deboli.

Intanto, il dottor Noname udì i latrati di Doggy. Corse in laboratorio, ricordandosi finalmente di lui e spaventatissimo dal rumore di vetri rotti. Quando entrò, Doggy gli andò incontro con la coda fra le zampe, consapevole di aver combinato un altro guaio. Noname vide le due vasche rotte e capì che i due diavoli erano scappati. Si mise le mani fra i pochi capelli grigi rimasti, urlò e chiese ai due angeli:

-Li avete visti voi? Dove sono andati? Parlate!!!-

-Si sono volatilizzati,- rispose Angel- e se ci liberi li andremo a cercare e li riporteremo qui.-

Lui titubò, poi aprì le vasche facendoli uscire affermando:

-Ma non riuscirete mai a fermarli! Comunque tentate di localizzarli, io intanto progetterò un’altra coppia di mutanti...sarà una via di mezzo fra voi e i demoni. Potranno lottare, ed avranno dei poteri. Ma saranno dotati di buon senso....SI’!!!! Lotteranno contro i demoni, ma saranno coscienti e non li uccideranno ma li porteranno da me! Voi andate, ma fate attenzione. Sono pericolosi.-

I due angeli presero il volo con le loro ali di piume argentate e, divenuti invisibili, volarono nei cieli di New York.

-Non ho più materiale!- Si disperava intanto lo scienziato.- Mi toccherà improvvisare. Avranno una forma mostruosa...ma non ho tempo da perdere!-

Nel frattempo, gli angeli volavano su Central Park.

-Dovremmo vederli benissimo. Sono vestiti di rosso, e non sono tipi comuni.- Puntualizzò Ellis.

-Non credo vadano in un parco. Atterriamo qui, in strada.- Decise Angel.

Atterrarono in mezzo ad una strada proprio mentre passava un tir, che gli passò attraverso.

-Guarda là quanta gente! Andiamo a vedere!- Esclamò Ellis indicando una folla davanti ad una grande discoteca in un vicolo cieco, molto mal frequentata. Infatti i due demoni erano lì, in mezzo alla gente, mentre alcuni li sbeffeggiavano vedendoli vestiti in quel modo. In un attimo, Devil prese per la collottola uno di loro e lo scaraventò contro un bidone dell’immondizia, distante una decina di metri. Qualche ubriaco cominciò ad urlare:

-RISSA! RISSA!-

Sarah vide lo stesso gli angeli, anche se erano invisibili e lo riferì al suo compagno. Scapparono subito, veloci come ghepardi.

-INSEGUIAMOLI! -Esclamò Angel, - Noi volando, dall’alto li potremo controllare meglio. -

Gli angeli si fermarono sul tetto di un palazzo, notando i due nemici mentre stavano entrando in un hotel lussuosissimo. Così decisero di entrarvi anche loro. Ellis ricordò:

-Dobbiamo pagare. Non insospettiamo nessuno altrimenti rischiamo di venire immobilizzati per un paio d’anni.-

Logicamente, si dovettero materializzare e non potevano passare inosservati con quella tunica azzurra, scalzi ed i capelli lunghi fino ai piedi. Per fortuna le ali erano trasparenti.

-Pagheremo con una ciocca di capelli mia. Sono d’oro, valgono molto.- Disse Angel.

-Ma più capelli ti strappi più diventi debole! Ne prendo qualcuno dei miei.- Obiettò Ellis, strappandosi una ciocca.

Intanto i diavoli stavano salendo sull’elegante scala di marmo senza passare dalla reception.

-EHI, VOI!- Li apostrofò un pomposo cameriere - Dovete dichiararvi e prenotare la camera. -

Bastò che Sarah lo fissasse negli occhi e questi rimase ipnotizzato.

-Ora vai al bancone e scrivi che la camera più lussuosa è assegnata a noi! E...a tempo indeterminato.- Ordinò Sarah.

Il cameriere, con lo sguardo perso nel vuoto annuì con un cenno ed eseguì immediatamente. Prima però disse:

-Camera 822. 8° piano. Ecco la chiave. - Così preferirono salire con l’ascensore.

Intanto gli angeli stavano discutendo con un addetto alla reception.

-Voi intendete pagare con quelli? Bè, saranno anche d’oro ma cosa ne faccio?- Insisteva il receptionist.

-La prego, sia buono. Solo un giorno...- Continuò Angel.

-Va bene, ma meno di un giorno! Domattina entro le otto ve ne andrete di qui! Chiaro?- Porse loro la chiave della camera n° 125.

-Sì, grazie!- Concluse Angel.

Intanto Ellis aveva notato che l’ascensore era arrivato all’ottavo piano.

Così anzichè andare alla stanza loro assegnata che stava al 1° piano, andarono all’8° sempre all’inseguimento dei nemici. La porta n° 822 era in fondo al corridoio, era la suite migliore. Bussarono col cuore in gola.

- Chi è?- Domandò una voce maschile.

-Servizio in camera!- Rispose Angel. Era una bugia, per cui s’immobilizzò di colpo.

-NOOO! CHE HAI FATTO?- Strillò Ellis, cercando di trascinare via Angel, perchè aveva le gambe paralizzate e poteva muovere soltanto il tronco e le braccia. Questo forse per sempre, solo Noname avrebbe potuto rimediare..., sempre che fossero riusciti a tornare in laboratorio. Perchè Devil aprì e vedendoli, esclamò:

-Ancora voi? Stavolta non la passerete liscia!- Sarah fece capolino da dietro la porta.

-No! Vogliamo solo riportarvi in laboratorio!- Urlò Ellis disperata. Sarah l’afferrò per i capelli tirandola dentro e Devil trascinò Angel, mezzo pietrificato. Lo mise al centro della stanza che era favolosa: letto enorme di bronzo, moquette morbida e mobili d’antiquariato eleganti e raffinati. Al centro del soffitto pendeva un lampadario impreziosito da cristalli che illuminati facevano giochi di luce. Tutta questa eleganza e raffinatezza non si addiceva proprio a Devil e Sarah.

-Non c’è bisogno di legare Angel! Vado a prendere qualcosa per legare lei!- Disse Devil aprendo la porta del ripostiglio e frugandovi dentro. Sarah teneva ferma Ellis per i capelli, che si dibatteva agitatissima per la rabbia e il dolore perchè ne stava perdendo a grandi quantità e si sentiva più debole che mai.

-Forza colpiscimi, - la provocò la diavolessa,- così rimarrai bloccata per millenni!-

Devil tornò con uno strano telo, perchè non trovò altro. Le legò strettissime le mani e le gambe ed infine la nascosero nel ripostiglio.

-Vi prego,- mormorò Angel ansimando - non fatele del male!-

Lo ignorarono. Intanto qualcuno bussò alla porta. Una voce femminile chiese:

-Tutto bene? Cos’è successo? Si sentivano delle urla e dei rumori....-

-Niente, ci lasci in pace!- Rispose Devil sgarbatamente.

-Se occorre qualcosa basta che chiamiate, i numeri sono sul comodino....- insistette la donna.

-Senta, vuole togliersi dalle scatole?!- Gridò ancora il demone.

-Ma che modi!- Strepitò la donna per poi andarsene.

Quando se ne fu andata, Angel riprese a bassa voce:

-Vogliamo riportarvi indietro! Dallo scienziato che ci ha creati! Non siamo ancora pronti per andarcene in giro o combattere! Abbiamo tutti e quattro delle imperfezioni....-

-Per stare rinchiusi in quel laboratorio? E ’meglio che taci! - Lo zittì Sarah.

-Non sono capaci di ragionare! E’ tutto inutile!- Pensò Angel rassegnandosi.

Il mattino dopo, verso le sei, Ellis riuscì a liberarsi grazie ad una magia non ancora perfetta, quella della telecinesi. Non sentiva rumori, quindi aprì lentamente la porta. Angel la vide ma non fiatò mentre i due demoni dormivano. Si rese invisibile ed avanzò verso la porta. Per sua fortuna con i piedi scalzi non faceva rumore, ma la porta scricchiolò sonoramente.

Sarah si svegliò di soprassalto. Angel chiuse gli occhi fingendo di dormire. C’era buio pesto ma Sarah vide la porta aperta e vide ugualmente Ellis, indifferentemente dal fatto che fosse invisibile.

-Dove credi di andare?- Esclamò afferrando Ellis per un braccio e strattonandola.

Si svegliò anche Devil.

Ellis fece una cosa che non avrebbe mai osato fare, ma fu l’istinto: colpì Sarah in pieno viso ben due volte con dei pugni micidiali e scappò nel corridoio, e poi nel salone finchè fu libera di volare nel cielo grigiastro dell’alba. Non si paralizzò, anzi, si sentiva incredibilmente viva. Non le accadde nulla perchè aveva colpito un’anima dannata e non era una cattiva azione.

Lo stava scoprendo soltanto adesso! Abbassò lo sguardo e vide sotto di lei i demoni fuori dall’hotel che la guardavano andar via. Si recò al laboratorio per comunicare al dottore dov’erano i demoni e che Angel era con loro. Scese in picchiata, passò attraverso il pavimento del marciapiede ed attraversando parecchi metri sottoterra si ritrovò nel laboratorio.

Noname era affaccendato a progettare i nuovi demoni. Quando la vide esclamò:

-ELLIS! Finalmente sei tornata! Hai qualche notizia?- Abbandonò il mutante sul lettino e s’avvicinò alla donna angelo.

-Sì...sono in un albergo lussuosissimo, a New York: Angel ha detto una bugia ed è mezzo pietrificato...ed è con loro!-

-Con loro? Per fortuna ho quasi finito con questi due...sono orribili ma fermeranno i diavoli e li riporteranno qui. E’meglio che non ti avvicini, sono pericolosi.-

Erano davvero bruttissimi. Erano una coppia: lui era senza capelli, la testa rotonda e gli occhi strabuzzanti erano fissi e vuoti. Era un colosso, una montagna di muscoli, le mani erano enormi, era alto più di due metri. Indossava soltanto dei pantaloni lunghi marroni. Si chiamava Vigo.

Lei era alta come il suo compagno e muscolosa. Pareva una bestia. Aveva anche lei la testa pelata, però con un lungo ciuffo di capelli neri al centro. Indossava maglietta e pantaloni neri. Il suo nome era Pervinca.

-Ecco, mi manca solo questo...- mugugnò il dottore riponendo un cervello giallo e molliccio nel cranio lucido di Vigo.

-Ora li sveglio! Sta attenta Ellis, nasconditi!- Lei ubbidì e si nascose fra le incubatrici, fra i tanti esperimenti falliti del dottore.

Noname richiuse il cranio di Vigo e Pervinca e questi si misero seduti sui lettini. Noname indietreggiò: erano spaventosi. Si alzarono in tutta la loro eccezionale statura.

-Allora?- Tuonò Vigo - sto morendo di fame, devo pestare qualcuno o qualcosa!- (Si nutrivano con la violenza, ovviamente!)

-D-dov-ve-vete.... andare...in un ho- hotel! Lì soddisferete la vostra fame! Ora vi farò conoscere una persona, un mutante come voi che vi guiderà fin lì....Ellis! Vieni fuori con calma, senza paura!- Balbettò Noname.

Ellis fece capolino da dietro le vasche, mostrandosi timorosamente. I mostri la squadrarono, poi Pervinca gracchiò:

-Credevo in una cosa in grande, una bella guerra, non una faccenda tutta amore ed angioletti!-

-M- ma io non... - Noname grondava di sudore e tremava.

"Che razza di scienziato, ha paura dei suoi esperimenti!" Pensò Ellis.

-Già! - intervenne Vigo - perchè non chiamare rinforzi?- Col suo enorme pugno spaccò un’incubatrice da cui uscì una specie di draghetto malformato senza occhi, con dieci zampe e il corpo viola, snodato.

-NOOOO!- Noname urlò e prese una pistola speciale che sparava acqua ghiacciata. Il drago sputò fuoco e l’acqua si sciolse. Pervinca tramortì il dottore dandogli uno schiaffo con le sue braccia che si potevano allungare per decine di metri. Ellis voleva scappare, ma che le avrebbero fatto? Vigo aprì tutte le vasche, da alcune uscirono mostri orrendi, da altre mutanti semi-umani, anche storpi o senza arti. Tutti con poteri personali. Ellis si fece coraggio: si rese invisibile e spiccò il volo. Nessuno di quei mutanti fortunatamente sapeva volare. Pervinca la vide lo stesso, perchè aveva un potere simile a Sarah: quello di vedere i fantasmi e tutto ciò che nessuno riesce a vedere. Pervinca allungò le possenti braccia di diversi metri verso di lei, ma Ellis, con la telecinesi gliele annodò strette. Passò attraverso i muri e volò verso l’albergo, con un’unica strana idea per la testa: lei ed Angel avrebbero dovuto allearsi coi demoni contro quei mostri, o sarebbe stata la fine degli umani sul pianeta e l’inizio dell’era dei mutanti. Passò attraverso le mura finchè giunse alla camera n° 822. Quindi si tolse l’invisibilità. Angel era ancora lì mezzo pietrificato. Devil era uscito perchè aveva fame ed era andato probabilmente a combinare qualcosa in giro. Sarah era seduta sul letto che si massaggiava il viso ancora sanguinante. Non l’avevano vista arrivare. Ellis chiamò la diavolessa, con tono rassicurante:

-Sarah...volevo dirti...-

Sarah si voltò verso di lei. Aveva un occhio nero e una tempia leggermente sanguinante e la interruppe:

-Vattene via di qui! O non ne uscirai viva!- Aveva in mano una frusta nera.

-Scusami, è importantissimo! I mutanti stanno invadendo New York!!!-

-Non mi hai sentito? Sparisci e non tornare mai più!-

Si alzò in piedi pronta ad attaccare la debole Ellis, che indietreggiò, continuando ad implorare:

-Ascoltami, ne va della nostra vita! Dobbiamo fare qualcosa, oppure...- La frusta la colpì in pieno, Non era un colpo forte ma Ellis cadde a terra lo stesso. Sarah era in piedi sopra di lei. Ellis balbettò, intimorita:

-Dobbiamo allearci con voi! O sarà la fine per tutti! Ti prego!-

Angel le guardava preoccupato. C’era un solo modo per uccidere lui ed Ellis, ovvero tagliare loro i capelli. Però sperimentalmente erano ancora incompleti e forse non lo sapevano. Sarah sembrava tranquilla.

-Devi ascoltarmi...ti scongiuro! Non capisci che se stessi mentendo sarei già bloccata?!- Continuò Ellis piangendo. Sarah posò la frusta e le disse:

-Alzati, muoviti! E parla in fretta!- Si sedette sul letto guardandola con occhio torvo. Ellis si alzò a fatica e le si sedette accanto, dicendo:

-Ascolta anche tu, Angel!- Lui annuì. Ellis continuò: - Sono andata al laboratorio...Noname ha costruito due mutanti orrendi che hanno liberato tutti gli altri mostri, che ora sono liberi di girare per il mondo. Noname è svenuto e quando si riprenderà sarà troppo tardi! Dobbiamo allearci e sconfiggerli!-

-Angeli che si alleano con i diavoli? Questa è nuova!- La schernì Sarah.

Fu interrotta da qualcuno che bussò alla finestra. Si girò e vide un enorme coniglio bianco sul terrazzo.

-Apritemi, vi prego non vi faccio del male!- Bofonchiò il roditore.

Ellis era molto spaventata, ma Sarah sembrava felice di vederlo, e gli aprì la finestra, accogliendolo bene:

-Big Rabbit, ciao! Entra pure....il tuo udito non ti abbandona mai, vero? Hai sentito cosa mi raccontava Ellis?-

Si conoscevano perchè Noname li aveva progettati insieme, ma Sarah fu un buon esperimento, quasi perfetto, invece Big Rabbit era solo un enorme coniglio con poco cervello, ma era buono di carattere.

-Certo ed ha ragione! - disse il coniglio - Ora voi mi vedete ma mi ero reso invisibile per dare uno sguardo in città: i mostri sono dappertutto: si sta diffondendo il panico! Dobbiamo intervenire!-

Ellis si tranquillizzò capendo che era innocuo. In quell’istante tornò Devil, e vedendo Ellis e quel grosso coniglio, esclamò:

-Chi è quel coso? E tu hai avuto il coraggio di tornare?- Big Rabbit gli rispose :

-Sono Big Rabbit ed Ellis è venuta per portare un messaggio importante....- e la guardò.

Ellis raccontò di nuovo tutta la storia.

-Ora che me l’ha detto anche Big Rabbit,- disse Sarah quando Ellis terminò - io sono d’accordo, sto con voi.- Ellis sorrise, contenta.

-Anch’io!- soggiunse Angel - basta che non rimanga bloccato per un’eternità...-

Devil però non sembrava molto convinto, infatti disse:

-Ma voi angeli non potete combattere! Non servirete a nulla!-

-Sì che combattiamo!- Sbottò Angel - stamattina Ellis ha colpito Sarah, e non si è paralizzata perchè ha colpito un’anima dannata...e quei mostri sono tutti dannati. Noi non possiamo colpire umani ed i nostri simili. -

-Allora va bene, in quanti sono quei mostri?- Chiese Devil.

Big Rabbit sapeva contare solo fino a dieci. Se avesse risposto non dovevano essere molti. Disse:

-Sono in sei! In sette con me, ma io sto con voi! Ci sono Vigo e Pervinca, il drago, due mezzi umani ed una specie di rettile!- In quel momento fu interrotto da colpi tremendi alla porta.

-Il mio fiuto non fallisce mai, vero?- Era la voce tonante di Vigo.

Con la sua forza micidiale spaccò la porta ed entrò con tutti i suoi 200 kg. - Tutti sulla mia astronave, voi due pensate al vecchio deposito abbandonato di SMITH! PRESTOOOO!-

Urlò Big Rabbit, rivolgendosi ai demoni, e poi correndo con in braccio Angel e saltando sull’astronave rubata, assieme ad Ellis. Devil si trasferì in quel deposito, Sarah invece aveva qualche imperfezione in quel potere e non si materializzò.

Vigo la stava raggiungendo. Sarah si sentì spacciata, non poteva ipnotizzare un mutante più forte di lei; quindi corse velocemente sul balcone, e saltò sulla prima astronave di passaggio.

-Ehi, è fuori di testa?! - Urlò il proprietario.

Lei lo ipnotizzò in un attimo e gli ordinò di ‘fare un tuffo’ verso la piscina sottostante. Questi eseguì e lei si mise al posto di guida. Chissà dov’erano gli altri, che deposito intendeva Big Rabbit.....ora era seriamente in pericolo!

Intanto gli altri avevavo visto e si erano recati in un deposito abbandonato nella periferia di New York. Devil si ritrovò lì subito, gli altri tardarono ad arrivare. La costruzione era bassa e malandata, risaliva al 2004, c’era qualche cassa vuota di legno marcio in giro, Big Rabbit vi lasciò l’astronave lì e raggiunse Devil con Ellis e con in braccio Angel, che posò a terra.

-Dov’è Sarah? E’ venuta con voi? L’avete vista? PARLATE!- Scattò Devil appena li vide.

-No, le ho detto di pensare ad un deposito... pensavo potesse materializzarsi...- Mormorò Big Rabbit.

Calò il silenzio. Erano tutti angosciati.

-L’avrà di sicuro catturata Vigo....- disse Devil.

-Non la ucciderà, loro vogliono tutti noi, magari si servirà di lei come esca per attirarci, ma Sarah è troppo furba per poterci cascare....- Concluse Ellis con un velo di speranza.

-Parli così perchè non sai cosa significa essere MORTALI!- L’attaccò Devil.

Ellis non ribadì. Era sinceramente dispiaciuta.

-Propongo di andare a cercarla... perchè se la trovano sarà comunque la fine di tutti noi e dell’era umana!- Intervenne Big Rabbit. Gli altri sembravano non capire. Spiegò:

-E’ una faccenda complessa. Tu, Ellis, hai un potere fortissimo che nemmeno tu sai di possedere.- Ellis sgranò gli occhi blu, facendo cenno al coniglio di continuare.

-Tu puoi comandare il mondo! Basta che desideri fortemente qualcosa e questo si avvera, anche la cosa più assurda! Però, i mutanti sanno che uno di noi ha quel potere, ma non chi. Il pericolo consiste in questo: supponiamo che catturino Sarah. Lei non ha quel potere, però Vigo può scambiare i poteri di ognuno di noi e di impossessarsi delle nostre menti. Proverà finchè Sarah non assumerà i tuoi. Siccome i poteri e i desideri modificano a seconda di chi li possiede, comanderà a Sarah di far sparire gli umani dalla Terra. Anch’io avevo la stessa capacità quando ero un umano e se potrò ritornare ad esserlo, la riavrò.

-Tu sei un uomo?- Balbettò Angel. Lui annuì, piangendo.

-Un umano, l’unico su tutto il pianeta ad avere quel maledetto potere! Perchè possa ritornare umano, mi deve uccidere la persona che più mi odia al mondo: Pervinca!!!- Ne rimasero tutti colpiti. Non riuscivano a crederci. Si bloccò. Tutti lo fissavano allibiti. Angel domandò:

-Come fai a sapere tutto questo?-

-Io con queste orecchie sento a chilometri di distanza! Ho sentito Noname e Laboratory che ne parlavano!- Ora che Big Rabbit glielo aveva riferito, si sentiva sollevato.

-Allora non c’è tempo da perdere! Andiamo!- Decise Devil, andando verso l’astronave.

D’un tratto Angel fu libero, non era più di pietra.

-NOOOO! Sei incosciente! Puoi esaudire solo tre desideri, sciocca!- Big Rabbit rimproverò aspramente Ellis capendo che aveva appena sprecato un desiderio, facendo tornare normale Angel.

-Allora non posso desiderare che Sarah sia libera e qui con noi?!- Chiese lei, infastidita. Big Rabbit la guardò con un’espressione mista fra la malizia e lo scherno.

-Lo desideri davvero? Dal più profondo del tuo cuore?- Le chiese Big Rabbit. Ellis tentò più volte, voleva che Sarah fosse sana e salva con loro, ma....ciò non accadde.

-Angeli e Diavoli!- La schernì Big Rabbit - non saranno mai veramente uniti! Forza, venite.-

Si resero invisibili tutti e tre tranne Devil e partirono con l’astronave...logicamente visibile!

Ellis rimuginò varie strategie, dimenticandosi che Devil poteva leggerle nel pensiero. Infatti disse:

-Le idee di Ellis non sono male, ma non funzioneranno! Io ne ho una migliore!- Aprirono tutti le orecchie. Ellis era imbarazzata. Devil continuò:

-Perchè non dire a Vigo e Pervinca, che ci siamo arresi; Big Rabbit si farà uccidere da Pervinca, trasferirà i poteri su di me e desidererò due cose: che Sarah sia salva e che i mutanti spariscano per sempre.-

Angel sconcertato, disse:

-Sei andato troppo veloce! Credi che Vigo non faccia nulla per fermarti? E’ un’ottima idea, ma troppo avventata!-

In fondo Big Rabbit non aveva tutti i torti, Vigo e Pervinca non erano da sottovalutare.

Ellis continuò rivolgendosi a Devil:

-Però è l’unica cosa che ci resta da fare! Devi soltanto essere sicuro che desideri davvero queste cose. Penso che il desiderio che riguarda Sarah si avvererà ma ricorda che tu sei un diavolo, e non credo che desideri più di tanto il bene del pianeta! Ricorda che Big Rabbit può trasferire i poteri solo due volte, e con la presenza di Vigo che lo ostacolerà non sarà per nulla facile! Se con te non si esaudiranno, il potere lo prenderà Big Rabbit.-

-Sì, ma se il desiderio si avvererà, sarà la mia morte.- Dichiarò il roditore.

Big Rabbit trattenne le lacrime a stento. Fermò l’astronave su una grande nuvola bianca, si voltò verso gli altri seduti dietro e disse con voce piatta:

-Vi racconto la mia storia. Mi spiace di dovervela narrare sott le sembianze di un roditore.....Allora! Nacqui nel 2058, con questo potere dei desideri. Me ne accorsi subito perchè bastava pensassi a qualcosa che si avverava. In realtà non era una fortuna. Volevo prendere dieci a scuola? E dieci prendevo, anche se il compito era tutto sbagliato. Che soddisfazione avevo della vita? Noname era il mio insegnante di scienze ed anatomia al liceo. Confidai a lui il mio segreto circa cinque anni fa e lui mi disse un giorno di recarmi al suo laboratorio che avrebbe rimediato. L’operazione fu un fiasco. Mi ritrovai ad essere questo orrendo coniglio. Noname, vedendomi in questo stato, ebbe un’illuminazione. Cominciò a progettare dei mutanti, e parte del mio potere lo trasferì ad Ellis. Il mio vero nome è Daniel Roberts. I miei manifesti di ricerca sono sparsi in tutta la città. Chi mi crede morto, chi scappato, chi rapito e chissà cos’altro....-

Provarono pena per lui. Forse desiderava morire pur di non rimanere in quello stato.

-Ora avrai la tua vendetta. Potrai vendicarti anche di Noname. -

Lo rassicurò Angel.

Ripartirono diminuendo la quota, alla ricerca di Sarah.

Nello stesso istante, anche Sarah era a bordo di un’astronave rubata. Dall’alto vide alcuni mutanti camminare invisibili tra la gente. Atterrò sul tetto di un modernissimo grattacielo, per provare a materializzarsi, trasferendosi in laboratorio, ma non ci fu nulla da fare. I suoi poteri non erano pronti. Allora decise di recarsi da Noname a cercare di farselo correggere. Non poteva sapere però, che si stava dirigendo nel covo dei mutanti. Il laboratorio era isolato, in mezzo al verde.

Non aveva la capacità di Ellis di passare attraverso i muri per cui fu costretta a picchiare violentemente sulla porta del laboratorio.

-C- chi è?- Sembrava la voce balbettante di Noname.

-Sono Sarah, mi apri?-

-NO! VATTENE! OUCH!- Qualcuno doveva averlo colpito. Poi ci fu un’altra voce, che forse imitava quella di Noname:

-Entra, sei la benvenuta!-

Sarah non si fece ingannare e si allontanò silenziosamente. Voltò l’angolo del caseggiato, nascondendosi e fece capolino da dietro l’angolo. Vide così che la porta si aprì. Ne uscì un orribile storpio, la faccia era di un normale umano ma aveva le braccia a forma di tentacoli, come le gambe e si guardò intorno.

-POLIPO! Torna qua! E’ una trappola! - Lo chiamò qualcuno da dentro.

Polipo si voltò in direzione di Sarah, che si nascose in tempo. Il mostro assunse un’espressione beffarda, tornò dentro e disse qualcosa sottovoce all’altro. A Sarah venne il panico.

Rasente al muro percorse il perimetro della casa trovandosi dietro al laboratorio, dove c’era un fitto bosco. Sentì delle voci provenire da vicino e s’inoltrò nella foresta, cercando la sua astronave. D’un tratto però, piombò Pervinca giù da un albero che tuonò con la voce gracchiante:

-Stupida! Non lo sai che Polipo vede attraverso i muri?-

Non finì il discorso che Sarah si era già dileguata, veloce come un lampo. Pervinca, poteva volare da un albero all’altro con le braccia lunghe come liane. Vide sotto di lei che Sarah si era fermata in uno spiazzo libero dalle fronde degli alberi, vicino alla sua astronave. Pervinca puntò verso di lei, che si spostò all’ultimo momento, correndo verso l’astronave.

Pervinca cadde con un tonfo assordante. Sarah partì volando sopra gli alberi. Pervinca la seguì di nuovo, ma lei prese a girare in tondo, finchè le braccia chilometriche si attorcigliarono attorno ai rami e Sarah fu libera di andarsene. Si accorse solo ora che aveva una fame terribile. Doveva fare qualche danno. Però sapeva che Noname era in pericolo e doveva cercare di salvarlo con l’aiuto dei suoi compagni. Quando li avrebbe ritrovati.

Atterrò davanti al lussuoso albergo dove era già stata, dove nel frattempo che era scoppiato un incendio. Erano già intervenuti decine di pompieri. Sperava che Vigo fosse morto nell’incendio...

-Signorina, stia alla larga! Là dentro c’è un essere mostruoso.- La avvertì un pompiere.

Lei cercò di nascondersi la coda furtivamente. S’allontanò in fretta ed entrò in un negozio elegantissimo. Era deserto, forse il proprietario era stato assalito dai mostri. Faceva molto freddo, d’altronde era dicembre, quindi prese una stupenda pelliccia di furetto rosso carminio, molto lunga, che le nascondeva perfettamente la coda. Uscì sentendosi meglio: aveva rubato e non aveva più tanta fame! Per strada c’era abbastanza gente, ma erano tutti terrorizzati. Vide una folla attorno alla vetrina di un negozio di elettrodomestici e s’avvicinò. Era pieno di pubblicità di nuovi modelli di robot. C’era inoltre uno schermo lungo cinque metri ed alto sei. Un robot sullo schermo diceva:

‘Avvistati altri due mostri. Un gigante alto tre metri s’è intrufolato stamani nell’antico albergo di New York, provocando un incendio. Per ora le vittime sono tre. Il gigante è misteriosamente sparito. L’altro avvistamento è quello di una donna al Central Park. Almeno, sembra una donna ma è alta quasi tre metri e le braccia sono come elastiche. L’esercito dovrà intervenire. Per ora è tutto.’ La TV si spense. Ci fu un mormorio generale di commenti.

-MAMMA guarda!- Cinguettò una bambinetta indicando Sarah, - quella signora ha la pelliccia degli ultimi furetti rimasti sulla Terra! Vale...-

-Grace, non farti sentire, sarà una miliardaria! Andiamo, dai!- La interruppe la madre. Sarah, incuriosita si avvicinò e chiese:

-Che ha detto? Un furetto?-

La donna sorrise:

-Oh, la scusi! Parlava della sua pelliccia! E degli ultimi furetti esistiti sul pianeta, non lo sa nemmeno lei?- S’allontanò. ‘Un furetto!’ Pensò Sarah gioendo, ‘Big Rabbit ne sentirà l’odore! Sono salva!’

Intanto gli altri atterrarono su una nuvola molto bassa e guardarono giù. Videro l’hotel in fiamme.

-New York ha cento milioni di abitanti! Dove iniziamo a cercare?- Domandò Angel.

-Noi tre ci renderemo invisibili!- Decise Big Rabbit - Devil, mettiti quella giacca, che c’è lì sul sedile. Ti nasconderà la coda. E mettiti tu alla guida! I newyorkesi sono già abbastanza spaventati, se vedono anche un’auto che viaggia da sola....-

La giacca era del precedente proprietario.

-Aspetta! Io volerò attorno all’albergo. Voglio vedere se c’è ancora Vigo.- Disse Ellis.

-Okay ma fa attenzione.- Le raccomandò Angel.

Ellis spiccò il volo e fece un giro attorno all’enorme grattacielo. Si fece coraggio ed entrò da una finestra rotta. Lì era pieno di fumo. Si sentivano le grida della gente. C’era qualcuno in difficoltà nei paraggi. Attraversò un corridoio e sentì dei gemiti soffocati provenire da una stanza. Entrò. C’era un bambino riverso a terra che chiamava aiuto. Ellis lo prese delicatamente fra le braccia e lui magicamente la vide.

-UN ANGELO! Il mio angelo custode!- Mormorò.

Lei volò giù e la gente vedendo quel bimbo volteggiare in aria così, non credeva ai propri occhi. Ellis lo posò a terra, mentre pompieri e passanti sembravano fissarla strabiliati. La madre corse dal suo bambino e lo strinse a sè. Il bimbo disse:

-Hai visto che esistono gli angeli, mamma?-

La donna scoppiò a piangere e per un attimo incontrò lo sguardo di Ellis e si mise a pregare sottovoce. Ellis sorrise e tornò nell’edificio. Entrò al 1° piano. Lì molti pompieri erano entrati cercando superstiti o gente in difficoltà. Ellis cercò per molto tempo, ma di Vigo e Pervinca nessuna traccia, solo quello strano draghetto sputafuoco. Di sicuro l’incendio l’aveva provocato lui. Quando lo incrociò, lo sollevò in aria grazie alla telepatia e lo scaraventò giù dalla finestra. Il mostro non aveva occhi e quindi non la vide. Si spiaccicò a terra. Molta gente vide quel coso volare giù e pensò che con tutte le cose strane che stavano accadendo, si stava avvicinando la fine del mondo! Ellis uscì dall’hotel e volò in alto, diretta verso gli altri. Appena i suoi amici la videro la tempestarono di domande:

-Che è successo? Hai visto Vigo?- Chiese Angel prima degli altri.

-No, ma ho ucciso un piccolo mutante a forma di drago... e ho salvato un bambino dall’incendio!-

-Bravissima Ellis! Ma in fin dei conti tu sei un angelo, no?- Esclamò Big Rabbit con un gran sorriso.

Ellis arrossì salendo sull’astronave. Devil si mise al posto di guida, perchè gli altri dietro avevano l’invisibilità.

-Allora dove andiamo?- Chiese.

-Direi di atterrare....Sarah può trovarsi ovunque e dovremo dividerci. Ricordate: se vi capita di incrociare un mostro, non esitate ad ucciderlo!- Affermò deciso Angel.

Tutti lo guardarono stupiti.

-E tu saresti un angelo?- Esclamò Devil.

-Già, ma prestami l’aureola, prima che non s’illumini più!- Aggiunse Big Rabbit.

Ellis scoppiò a ridere ma pensò che Angel avesse ragione. Quei mostri erano pericolosi....e non solo loro. New York non è mai un posto sicuro!

Era mezzanotte e Sarah camminava nel Central Park deserto. Faceva un freddo terribile, e cercava un buon albergo dove passare la notte. Poi notò una bambina di circa dieci anni sdraiata su una panchina. Era di sicuro una vagabonda, ma era vestita benissimo: cappotto, maglione rosa fucsia, pantaloni grigi metallizzati e scarpe ginniche di gran moda. Inoltre era pulita, non sembrava affatto una vagabonda. Aveva i capelli biondi e gli occhi castani. Era magra ed alta per la sua età. Addormentata, sembrava non soffrisse il gelo. D’un tratto si sentirono dei passi pesanti. La bambina si svegliò di colpo, si mise a sedere ed ascoltò. Era Vigo, che si avvicinava.

-AIUTOOOO!-

La bambina cominciò ad urlare come una forsennata, ma nel parco in quel momento c’era solo Sarah. Scappò e Vigo la inseguì, solo per il gusto di spaventarla. La bambina si sentiva in trappola, con le spalle al muro, quando Vigo la raggiunse, ma Sarah si mise davanti alla bimba esclamando:

-FERMO! E’ me che cerchi, vero?!-

La bambina rimase immobile e terrorizzata. Vigo disse:

-Ah, ma tu sei Sarah! Finalmente! Riconoscerei quella frusta ovunque! Ho una fame che non ci vedo più!-

Scrocchiò le enormi dita, ma Sarah afferrò la bambina e scappò. Salì sull’astronave e, da lì, con la frusta tramortì Vigo che le stava alle calcagna.

-Vieni! Non c’è tempo!- Disse alla bimba che non se lo fece ripetere, perchè Vigo si stava rialzando. Così partirono immediatamente, lasciandolo infuriato.

-Grazie mille! Chi era quello? E tu...come mai hai quella frusta? - Domandò la bambina. Doveva essere molto curiosa e loquace.

-Ne parlano tutti in giro,- rispose Sarah - sono mostri, e, diciamo che questa mi serve per...legittima difesa! Comunque...è meglio che te lo dica subito! Anch’io sono una mutante, ma... -

-Una mutante, NO! Fammi scendere ti prego! AIUTO!- Strillò subito la bambina.

-NO, no, zitta! Ho buone intenzioni! Ti ho salvata o no, da quel gigante che voleva ucciderti?-

La bambina si ammutolì. Poi chiese: - Chi sei?-

-Mi chiamo Sarah, e sono una diavolessa. Devo ritrovare i miei amici. Quei mostri mi stanno dando la caccia.-

-Io ti posso aiutare!- La bambina sorrise, - mi chiamo Kristel e ho nove anni. Chi sono i tuoi amici?-

-Te li farò conoscere. Ora dobbiamo cercare un posto dove poter dormire.- Tagliò corto Sarah.

Non poteva ancora fidarsi molto di Kristel, anche se era solo una bambina. Atterrarono e si diressero verso uno squallido motel. Entrarono, e Sarah ipnotizzò in un attimo il receptionist e si fece dare le chiavi di una stanza. Questa era brutta, c’erano due piccoli letti cigolanti, due lampade ed un bagno malridotto. Il pavimento era sporco, persino Kristel lo trovava deprimente. Comunque, esclamò, tutta contenta:

-E’ la mia prima notte che dormo su un materasso! E poi, l’hai ipnotizzato! Questo è un sogno!-

Si sedette sul letto che cigolò, e buttò per terra la sua bella borsa verde mela. Sarah non era affatto entusiasta. Temeva di non rivedere più i suoi compagni. Questo pensiero la preoccupava tanto. Chiese alla bambina: - Hai sempre vissuto per strada?-

-Sì, fin da piccola, ma ti svelo un segreto: questi vestiti li ho rubati oggi al centro commerciale! Dentro la borsa ho tanti altri vestiti, tutti rubati! Insomma, me la cavo da sola!-

Sarah si stupì: avevano molte cose in comune! Pensò che ad Ellis non sarebbe piaciuta. A lei invece piaceva tantissimo, soprattutto ora che le aveva confidato che rubava.

Intanto i suoi quattro amici non smisero un attimo di cercarla e non chiusero occhio tutta la notte. Si ritrovarono alle otto del mattino seguente davanti ad un bar. Angel ed Ellis si resero visibili, ma Big Rabbit si vergognava e non ne ebbe il coraggio.

I passanti lanciarono occhiate furtive a quei due tizi vestiti con una tunica di seta in pieno inverno e con i capelli lunghissimi.

-Non c’è traccia di Sarah! In compenso ho visto Pervinca e Vigo in giro più di una volta. Quando dei poliziotti hanno cercato di catturarli, loro gli hanno fatto fare una fine terribile, ed io me la sono data a gambe come una vigliacca!- Sospirò Ellis.

Nessuno parlò. All’improvviso Big Rabbit alzò la testa come se fiutasse qualcosa nell’aria, dicendo:

-Sento uno strano odore...di furetto! Ma come mai? I furetti sono scomparsi!-

Sentiva l’odore perchè erano proprio davanti al motel dove alloggiavano Sarah, con la sua pelliccia di furetto e Kristel. Il coniglio girò la testa verso il motel, gli altri seguirono il suosguardo incuriositi, e notarono una donna vestita di un rosso abbagliante assieme ad una bambina mentre uscivano dal motel. La donna nascondeva una frusta sotto la pelliccia. UNA FRUSTA!

-Quella è Sarah! E’lei! Guardate! SARAH!!!- Urlò Ellis chiamandola.

Sarah alzò lo sguardo ed appena li vide sorrise correndo verso di loro. La bambina che era insieme a lei rimase immobile. Sarah abbracciò tutti, chiamandola. Kristel si avvicinò timidamente.

-Vi presento Kristel. E’ un’umana, mia amica. Vigo stava per ucciderla...- Spiegò Sarah.

-Siete tutti mutanti? E tu chi sei, un coniglio?- Chiese Kristel.

Ma come fece a vedere Big Rabbit, che era invisibile? Big Rabbit si sentì imbarazzato e domandò: - Tu riesci a vedermi?-

-Certo! Non passi mica tanto inosservato....!- Ironizzò Kristel.

Poi si presentarono anche gli altri.

-Posso diventare una di voi?- Chiese poi Kristel.

Fu Angel a rispondere: - La sei già una di noi! Sei riuscita a vedere Big Rabbit che era invisibile!-

Kristel sembrò non capire. Ellis cercò di spiegarle:

-Tutti noi abbiamo dei poteri: noi due angeli, per esempio, voliamo, diventiamo invisibili, ed abbiamo altri poteri. Forse hai un potere anche tu!-

Kristel era al settimo cielo. S’innamorò subito di Big Rabbit, lo trovava fascinoso, e nello stesso tempo simpatico.

-Ed ora andiamo! Noi sei contro i cinque mutanti! Andiamo al laboratorio! Li sconfiggeremo!- Decise Devil, salendo sull’astronave.

-Non so... secondo me è meglio affrontarne uno per uno, non tutti insieme. Loro sono più forti!- Ribadì Angel a bassa voce.

-E allora dobbiamo perdere altro tempo ed aspettare che la città venga distrutta?- Replicò ancora Devil.- Loro non sono forti!-

-NO!- Esclamò Angel - E’ troppo pericoloso! E’ da incoscienti, moriremo tutti!!!- Era la prima volta che Angel diventava davvero furioso. Non fece in tempo a parlare che Kristel e Sarah salirono sull’astronave. Devil partì a tutta valocità.

-SONO DIVENTATI PAZZI!!! Tornate giù!- Strillò Ellis seguendoli in volo.

Angel fece altrettanto. Big Rabbit rimase sconvolto, e non sapeva che fare. Finché prese a correre, diretto al laboratorio. L’astronave era molto più veloce delle ali di Ellis ed Angel, e la distanza era ormai notevole, ma i due angeli non si diedero per vinti. Volavano rasenti alle nuvole. All’improvviso ci fu un tuono fortissimo ed una saetta colpì in pieno Ellis che perse i sensi e precipitò.

-ELLIS!- Gridò Angel volando in picchiata e prendendola, prima che toccasse terra.

La prese fra le braccia. Tornò giù lasciando perdere i demoni e si intrufolò in un vicoletto, dagli altissimi palazzi, riparando dalla pioggia. Posò delicatamente Ellis per terra e notò che i capelli erano bruciacchiati ma non si erano spezzati. Non poteva morire, finché non avrebbe perso i capelli.

Intanto cominciava a grandinare di stravento, ed anche Devil e Sarah probabilmente erano in difficoltà. Angel se lo augurava perchè a questo punto se lo meritavano. Non avrebbero potuto affrontare loro due soli i cinque mutanti, tra cui Vigo e Pervinca. Poi si ricordò di Big Rabbit, che forse anche lui stava andando verso il laboratorio. Chissà ora dov’era con quel tempaccio in corso. Angel continuò a rimuginare finchè Ellis lo chiamò. Si era svegliata ed era ancora un po’ stordita.

-Li abbiamo presi? Dove siamo?- Chiese.

-No, ti ha colpito un fulmine, loro sono andati avanti. Non li andremo a cercare, si arrangeranno. -

Angel era fuori di sè dall’ira.

-Ma non possiamo abbandonarli, li uccideranno! C’è anche Kristel con loro!-

Aveva ragione. Angel si era completamente dimenticato della bambina, però ribadì:

-Loro ci hanno abbandonato senza ragione! Ci sono ancora in giro quei mostri. Dovremmo stare uniti! Finita la tempesta, cercheremo Big Rabbit....e andremo anche noi al laboratorio!- Ellis fu felice di quella proposta.

Intanto, i due demoni erano ancora sull’astronave alle prese con la tormenta. Kristel era molto spaventata e Devil non riusciva a controllare la navetta perchè non vedeva nulla. Un lampo cadde vicinissimo a loro e poi ci fu un tuono tremendo.

-Dobbiamo atterrare!!!- Gridò Sarah, che aveva tutta la pelliccia coperta di neve.

-Dove sono Angel ed Ellis?- Domandò Kristel.

-Non posso atterrare, c’è il bosco! Ci schianteremo! - Urlò Devil.

Erano nel bel mezzo della tempesta, c’erano saette ovunque e i tuoni erano assordanti. Alla fine Devil si decise ed atterrò. Scesero veloci per metri e metri finchè precipitarono proprio nel bosco vicino al laboratorio. La navetta andò distrutta.

Faceva un gran freddo e la temperatura era di sicuro almeno 20° sotto zero! Andarono in un piccolo spiazzo riparato dalle fronde degli abeti.

-State bene?- Domandò Devil.

-No!- Rispose Kristel. - Dove sono i due angeli? Sono rimasti nella tempesta?-

Era sinceramente preoccupata per loro.

-No, sono ancora in città ma arriveranno presto... spero!-

Mentva Sarah; in realtà non le importava niente di loro. Non si accorsero però, che sull’albero sopra di loro, Polipo li stava spiando, avvertito dal botto dell’astronave. Invisibile, corse al laboratorio ad avvisare il suo capo, Vigo.

Intanto, verso le tre del pomeriggio smise di nevicare e i due angeli erano rimasti ad attendere nel vicoletto tutto il tempo.

-Ora si può uscire. Ce la fai a volare?- Domandò Angel ad Ellis.

-No! Le ali mi fanno male, sono spezzate. Serve l’aiuto di Noname. Andiamo.- Ellis si alzò a fatica ed uscirono.

Si moriva dal freddo, gli altissimi palazzi erano coperti di neve e non c’era anima viva in giro.

-Forza! Il laboratorio è in questa direzione! Dovremo camminare molto.- Esclamò Angel.

Presero a camminare con passo svelto, attraversando tutta la città, finchè dopo un paio d’ore di faticoso cammino, scorsero in lontananza un bosco.

-Ci siamo quasi! Là saremo riparati!- Disse Angel che doveva sostenere Ellis, ormai allo stremo delle forze.

-ANGEL! ELLIS! Venite qui!- Li chiamò una voce.

Guardarono fra gli alberi e videro la sagoma di un grosso coniglio che venne loro incontro.

-Vi ho sentito arrivare. Nel bosco si sta meglio. Vieni, Ellis.-

Big Rabbit si mise la donna angelo in groppa. Ellis stava bene lì, riscaldata dal folto pelo.

-Hai visto Devil e Sarah? E Kristel?- Chiese Angel.

-No, mi pare di aver sentito le loro voci ma sono molto lontane. E’ meglio non muoverci. Il cielo non promette bene.-

Infatti era ancora tutto buio e si sentiva qualche debole tuono in lontananza. S’inoltrarono nel bosco. I loro piedi affondavano nella neve.

-Per l’ala ferita di Ellis so io che ci vuole. Seguitemi. - Disse Big Rabbit.

Camminarono finchè giunsero ad un laghetto ghiacciato.

-Angel, scaglia una pietra per staccare un bel blocco di ghiaccio.- Disse Big Rabbit.

Angel scagliò magicamente un masso di pietra dalle mani che ruppe un cubo di ghiaccio. Si alzò in volo e senza metter piede sul lago, si chinò ed afferrò il blocco che porse al coniglio. Questi mise il blocco sull’ala ferita di Ellis. La ferita si rimarginò in un attimo.

-Come hai fatto?- Si stupì Ellis. -

Questo è un lago speciale. Ha proprietà curative che ben pochi conoscono. Non so chi lo creò, ma ne venni a conoscenza grazie a Noname.- Spiegò Big Rabbit - Bisognerebbe accendere un fuoco! Qui si gela, lo dico per voi, io sono a posto col mio pelo! E poi sta iniziando a far buio.- Continuò.

-Non serve. Noi dormiamo anche levitando. Non ti preoccupare.- Rispose Ellis.

-Domani, cercheremo gli altri: tempesta o non tempesta!- Ribattè Angel.

Gli altri acconsentirono: ormai erano vicini al covo dei mostri e dovevano combatterli, non potevano più tirarsi indietro.

Era quasi notte. I due demoni e la bambina si scaldavano attorno ad un falò.

-E’ meglio che spegniamo il fuoco, o i mostri ci vedranno.- Disse Sarah.

-Forse hai ragione. Potremo dormire su questo, l’ho trovato nel bagagliaio dell’astronave. Non è granchè.... - disse Devil stendendo a terra un grande telo grigiastro un po’

sfilacciato.

Sarah battè le mani e il fuoco si spense. Kristel rimase estasiata. Si sedettero su quel telo.

-Moriremo assiderati!- Balbettò Kristel che tremava come una foglia.

-No, se usiamo il fuoco invisibile!- Rispose Devil facendo apparire un fuocherello che volteggiò in aria e riscaldò abbastanza. - Lo possiamo vedere solo noi.- Spiegò.

Prima avevano appiccato un fuoco vero perchè quelli invisibili erano sempre di piccole dimensioni. Kristel continuava a stupirsi ogni momento. Poi si coricò, vinta dal sonno, ancora tremante. Sarah si tolse la pelliccia e con essa coprì Kristel.

-Buonanotte Kristel.- Le mormorò.

-Buonanotte Sarah.-

Dormivano tutti quando Vigo, Pervinca, Polipo ed altri due mutanti: ovvero uno per metà uomo e metà cane e l’altro una specie di ragno a due zampe e viscido, li spiavano nascosti tra la vegetazione innevata. Polipo, euforico per la sua scoperta esclamò: - Sono loro due! Li ho visti io!-

-Lo so, abbassa la voce....chi è quella bambina con loro? - Bibigliò Vigo con voce annoiata, aguzzando la vista. Poi riprese:

-Ma la conosco! Sarah la salvò la notte scorsa...- Così dicendo, strinse gli enormi pugni per la rabbia.

-Allora, che ne dite ragazzi?- Gracchiò Pervinca - una di loro ha ucciso Drago, l’altro giorno! Ora la pagheranno! All’attacco!-

-SI’!!!!-

Gli altri uscirono dai nascondigli andando verso di loro. Kristel si svegliò ed ebbe solo il tempo di urlare. Devil e Sarah si destarono, consapevoli di aver sbagliato ad essersi recati lì da soli!

-SCAPPA KRISTEL! Mettiti al sicuro!- Esclamò Devil.

Kristel non seppe che fare, ma vide che Sarah era in difficoltà contro Pervinca.

-NO! Io vi devo aiutare!- Corse da Pervinca e le tirò alcune palle di neve. Questa non se ne accorse neanche.

Sarah stringeva la sua frusta, spaventata, mentre Pervinca era convinta di averla in pugno finchè una palla di fuoco la investì in pieno. Era Devil che ripetè:

-Kristel, ti ho detto di scappare! VATTENE!-

Quel mostro mezzo cane e mezzo uomo le stava venendo incontro, ma Sarah lo fermò in tempo e Kristel ubbidì e cominciò a correre nella foresta, tetra e buia, sempre più lontano finchè non sentì più nulla, nemmeno le grida. Era preoccupatissima, si appoggiò ad un albero ed attese, piangendo per la sua codardia.

Ancora più lontano, anche Big Rabbit sentì le urla dei mostri. Si alzò tendendo le orecchie, poi esclamò:

-Devil e Sarah! Sono in pericolo! Dobbiamo aiutarli, presto!-

Prese a zampettare veloce, lasciando gli altri sbigottiti, che lo seguirono poi a distanza. Corsero per un po’, finchè Polipo piombò giù da un albero addosso ad Angel.

-LASCIALO! BIG RABBIT! AIUTO!!!- Urlò Ellis, cercando di tirare via Polipo, che prese Angel e tornò sull’albero con un salto e sparì materializzandosi nel laboratorio assieme al prigioniero.

-NOOOOO! L’ha catturato!- Ellis s’inginocchiò disperata mentre Big Rabbit la raggiunse. Le posò una zampa sulla spalla, sussurrando:

-Vieni, forza. Non serve piangere. Dobbiamo andare al laboratorio. - Ellis si rialzò singhiozzando e Big Rabbit la prese in groppa, saltellando più lentamente, dirigendosi così al laboratorio. Si erano scordati di Kristel, era lei che volevano salvare perchè ormai Sarah e Devil li avevano traditi. In mezz’ora giunsero vicini al laboratorio, una grande costruzione in metallo di forma cubica. Davanti al portone sostava uno strano mostriciattolo verde e grinzoso, pareva un rospo. L’avevano di sicuro creato Vigo e Pervinca. Loro non l’avevano mai visto.

-Come entriamo?- Chiese Ellis.

-Ti crei problemi per un esserino così? Sarà alto cinquanta centimetri!- Strepitò Big Rabbit.

-No, ma magari ce ne sono a centinaia nascosti qua attorno. Non si sa mai, inoltre non serve renderci invisibili, ci vedono lo stesso.-

Big Rabbit tirò una palla di neve in faccia al rospo. Il mostro roteò gli occhi bulbosi e strabuzzanti e venne verso di loro. si bloccò e guardò attorno. Big Rabbit lo prese e lo tramortì con un pugno.

-Andiamo! Stavolta è andata bene! - uscì allo scoperto seguito da Ellis. Il portone era chiuso.

-Dobbiamo arrampicarci sul tetto! Non ci faremo incastrare da un plasma-citofono. Ellis, riesci a volare?- Lei annuì.

Il coniglio si arrampicò sulla parete del palazzo. Ellis volò e si fermò a metà dicendo:

-C’è una finestra qui! - Si fermò sul cornicione e abbassò lo sguardo vedendo Big Rabbit che si arrampicava agilmente e la raggiunse.

-UAO! Da qui si vede proprio il laboratorio!- esclamò Big Rabbit.

Infatti c’era Polipo che parlava con Pervinca. Vigo non c’era. Angel era chiuso in una gabbia metallica. Aveva perso tanti capelli ed era debolissimo, Non si reggeva in piedi. Noname era legato ad una sedia. Poi un’altro essere, una specie di rospo, gli disse qualcosa minacciandolo con delle forbici.

-Oh, no! se gli tagliano i capelli sarà la fine!- Urlò Ellis.

-Sei pronta? Ora rompo il vetro e gli faremo vedere noi!- Disse Big Rabbit.

-Prontissima! VAI!- Il coniglio ruppe il vetro con un pugno e. insieme, si gettarono nella stanza, pronti a combattere.

Intanto Kristel si era quasi addormentata. Appena si svegliò si mise a cercare i suoi amici. Ad un certo punto fece capolino da dietro un albero e vide il mostro mezzo uomo ed il ragno accasciati a terra senza vita. C’era del sangue viola sulla neve. Poi vide Devil seduto a terra che stringeva la pelliccia di Sarah, tutta squarciata. Kristel lo chiamò. Lui la vide, si alzò e le disse:

-Kristel! Meno male che sei viva!-

La bambina corse verso di lui. Non sembrava ferito, almeno non gravemente.

-Stai bene? Li avete sconfitti quei mostri?- Chiese lei.

-Sto bene. Non li abbiamo sconfitti, almeno... non proprio. Angel aveva ragione: sono troppo forti. Abbiamo sbagliato, potessi tornare indietro....-

-Ma Sarah è salva? Dov’è?-

-L’hanno portata via! Io ero svenuto, ma quando mi sono svegliato ho trovato solo questa....- mostrò la pelliccia dilaniata.

A Kristel si inumidirono gli occhi e con flebile voce riuscì solo a dire: - Dobbiamo cercarla! Sai da dove iniziare?-

-Sì. Vieni! Non siamo lontani.-

Abbandonarono la pelliccia sulla neve e si incamminarono verso il laboratorio. Quando arrivarono erano le prime luci dell’alba. Il cielo era grigio e minacciava un’altra bufera.

Videro il mostriciattolo riverso a terra: era quello che Big Rabbit aveva ucciso.

-Qualcuno è già passato di qui....forse Ellis ed Angel?- Si chiese Devil.

-Come entriamo? E cos’è questo posto? Fa rabbrividire!- Esclamò Kristel. A Devil venne in mente un piano. Disse alla bambina:

-Ho un’idea: suona il citofono e rispondi che sei la nipote di Noname. Sei venuta a fargli visita...-

-La nipote di chi?!- Lo interruppe lei.

-Non importa! Io mi nasconderò non lontano, vai!-

Lei s’avvicinò al portone e suonò il plasma-citofono. - Chi è?- Tuonò una voce maschile.

-M.. mi c- chiamo...ehm...Kris! La nipote di N...noname? Mi apri?-

Kristel tremava di freddo e paura.

-Sono venuta a fargli visita!- Si ricordò di aggiungere. Per qualche secondo non sentì nulla, solo un vocìo di sottofondo.

-ENTRA! Benvenuta!- La porta si aprì e la accolse un mostrino a forma di rana che non ebbe nemmeno il tempo di avvicinare Kristel che fu colpito da una palla di fuoco lanciata da Devil. Il mostro morì in un attimo, bruciato. Devil la raggiunse ed entrarono, attraversando un lunghissimo corridoio. Vigo non mandò altri mostri perchè pensava fosse solo una bambina e catturarla sarebbe stato uno scherzo.

Nello stesso istante, Ellis e Big Rabbit piombavano nel laboratorio dal soffitto. Angel era stupito ed insieme allarmato. Pervinca e gli altri mostri invece, sembrava che si aspettassero l’intervento dei nemici.

-Big Rabbit! Ti sei schierato dalla parte dei deboli! Te ne pentirai di averci abbandonato!- Gracchiò Pervinca.

-Non chiamarmi così! Liberate Angel! ORA!-

Dopo che ebbe parlato si aprì una porta e fecero ingresso cinque piccoli mostri che portavano una gabbia uguale a quella di Angel, dove dentro c’era Sarah, che era seduta sulla panchetta di metallo all’interno. Sia lei che Angel erano in uno stato pietoso: entrambi deboli, stanchi e in fin di vita.

-Siamo riusciti a catturare solo loro. Lo sappiamo che uno di voi possiede il potere dei desideri! Quindi, o si fa avanti, o li uccideremo!- esclamò Polipo.

-Ne sono rimasti solo due di desideri! E li possiedo io!- disse Big Rabbit, mentendo. Facendo così, la persona che più lo odiava al mondo, Pervinca, l’avrebbe ucciso, sarebbe tornato umano ed avrebbe passato il potere di Ellis su di sè. Pervinca gli si avvicinò e sibilò:

-Tu menti! Se fosse vero ci avresti cancellato dalla faccia della Terra già da tanto tempo! No, quel potere lo possiede uno di loro, ovvero uno troppo debole per desiderare una cosa così grande! Devi dirci chi è!-

-ELLIS!- La voce di Sarah rimbombò in tutto il laboratorio.

Si girarono a guardarla. Lei leggeva nel pensiero, forse non mentiva...aveva gli occhi colmi d’odio. Ellis deglutì a fatica e prese a tremare, ma nessuno si accorse di lei. Sarah si alzò e continuò:

-Un desiderio l’ha già sprecato ma ne ha ancora due a disposizione... -

Mentre parlava, trasmise il suo pensiero alla mente di Ellis. Sarah era in possesso anche del potere di trasmettere ciò che pensava a chiunque volesse.

All’improvviso Ellis sentì una voce lontana che le ripeteva:

‘Desidera che Big Rabbit muoia....Desidera che Big Rabbit muoia....’

Ma certo! Sarah stava solo recitando, in realtà li voleva aiutare!.

Morendo sarebbe tornato umano ed avrebbe trasmesso i poteri, esaudendo l’ultimo desiderio! Ma non era un’impresa facile...lei era un angelo e desiderare la morte l’avrebbe portata alla pietrificazione eterna! Ma non poteva fare altrimenti....in fondo era per una buona intenzione!

Intanto, prima che accadesse questo, Devil e Kristel stavano attraversando il lungo corridoio che li separava dal laboratorio. Una fiammella di fuoco li seguiva facendo una luce fioca.

Era buio pesto.

-Strano che non ci sia nessuno!- Commentò Kristel.

Quindi si bloccarono davanti ad una parete. Non c’erano porte.

-Non è possibile! Qui dovrebbe esserci il laboratorio!- Esclamò Devil.

La fiamma cominciò a girare, illuminando tutti i muri, ma non vi era traccia di una porta. I mostri avevano murato il passaggio! Poi, all’improvviso, sentirono le voci di Ellis e Big Rabbit. Kristel strillò:

-AIUTO! Siamo bloccati...!-

-STAI ZITTA!!! Se ti sentono siamo spacciati!- Urlò Devil.

Dall’altra parte forse avevano sentito, perchè tacquero. All’improvviso, Devil e Kristel sentirono dei passi dietro di loro, sempre più vicini. Nonostante il buio, grazie alla fiamma distinsero Vigo, davanti a loro in tutta la sua possenza. Lui non fece nulla, schioccò le dita e si ritrovarono tutti e tre, compre- so Vigo, sul tetto del laboratorio. Pioveva e c’era un vento gelido. Vigo era ad una decina di metri distante da loro. Tuonò:

-Forza, battetevi! E non preoccupatevi per i vostri amici. C’è Pervinca con loro!-

Vigo creò attorno a loro uno scudo bianco enorme, come un campo di forza indistruttibile. Nessuno avrebbe potuto aiutarli. Dovevano sconfiggerlo.

Nello stesso momento, Ellis si sforzò di esprimere un desiderio, e dopo vari tentativi ci riuscì perchè Big Rabbit si accasciò a terra privo di forze. Il suo corpo si rimpicciolì e prese le dimensioni di un qualsiasi umano. Ellis si pietrificò all’istante. Ora non era più Big Rabbit, bensì Daniel Roberts. Era di statura media, magro, bruno e coi denti sporgenti.

Indossava una camicia azzurra e dei pantaloni chiari. Si rialzò, perfettamente in forze.

-NOOO! Non lo permetterò!- Pervinca si gettò su di lui, colpendolo al viso.

Angel, infuriato, riuscì grazie alla telecinesi a prendere le chiavi della sua gabbia che stavano distanti alcuni metri, e si liberò. Gettò le altre chiavi a Sarah. Angel colpì a morte un piccolo mostro che gli venne incontro, finchè raggiunse Pervinca e la tolse di forza da sopra Daniel che aveva la faccia insanguinata. Angel colpiva Pervinca con un tubo di ferro, e continuò finchè lei svenne.

-Forza, Daniel! trasferisci i poteri!!!- urlò Angel.

Daniel si concentrò, mettendosi il capo fra le mani, immobile. Sarah era uscita, perchè aveva sentito le voci di Devil e Kristel. Entrarono, attraverso il muro, altri piccoli mostri, che Angel cercò di fermare prima che potessero raggiungere Daniel. All’- improvviso i mostri sparirono nel nulla, ed Ellis tornò normale, ma non perchè Daniel aveva espresso quel desiderio, ma per il fatto che non aveva commesso un’azione cattiva. Perchè Big Rabbit non era morto, ed era grazie a lei che i mostri se n’erano andati per sempre.

-ELLIS! Ti senti bene?- Domandò Angel andandole incontro.

Lei annuì. Però Daniel giaceva a terra, inerme.

-Credo sia morto....- Sospirò Angel inginocchiandosi al suo fianco.

-Ha fatto uno sforzo troppo grande. Non ti dimenticheremo mai...-

Ellis pianse pensando che nessuno avrebbe mai scoperto che Daniel aveva salvato la Terra, da solo. Subito dopo però Daniel aprì gli occhi. Non era morto perchè aveva ancora un desiderio da esprimere.

-DANIEL! Sei vivo, grazie al cielo! Ti senti in forze?- Esultò Ellis. Daniel si mise seduto e si guardò intorno, felice di aver rimediato a quella situazione.

-Riesci ad alzarti? Ti aiutiamo....- accennò Angel.

Daniel lo fermò con un cenno della mano alzandosi da solo. Vide Noname paonazzo legato alla sedia come un salame. Con tono freddo e deciso, disse:

-Marcirà qui. Mi ha rovinato l’esistenza con i suoi esperimenti. Andiamo.-

Lo scienziato si dimenò sulla sedia grugnendo qualcosa di incomprensibile. Uscirono dal palazzo. Grandinava e faceva un freddo insopportabile.

-Dov’è Sarah? E’ lei che ci ha salvati, vorrei parlarle...- disse Ellis, ma non fece in tempo a finire che Sarah si materializzò davanti a loro e gridò subito:

-VENITE; PRESTO! Vigo sta uccidendo Kristel e Devil! Sono sul tetto!!!-

Vigo si era salvato dal desiderio di Daniel grazie al campo di forza che aveva creato. I due angeli volarono verso il tetto tenendo Daniel per le braccia e Sarah si materializzò lì. Lo scudo era bianco ed occupava quasi tutto il tetto, ma si vedeva all’interno: sia Devil che Kristel erano feriti, Vigo non aveva nemmeno un graffio.

-Desidera che il campo di forza venga distrutto!- Urlò Sarah a Daniel che ribadì:

-Non posso! E’ troppo resistente! Devono ferirlo, così si indebolirà anche il campo, ed io potrò distruggerlo!!!-

-FERITELO! Usate quel bastone!- Li incoraggiò Angel indicando un tubo già insanguinato, che era dentro lo scudo. Era un pezzo di ferro arrugginito portato dal forte vento. Devil corse verso quel tubo ma nel frattempo Vigo avanzò verso Kristel. Daniel si stava già concentrando col suo potere. Vigo aveva già preso Kristel e la scaraventò lontano, e lei svenne. Devil colpì Vigo in piena fronte, tirandogli il ferro. Daniel era stremato: scavato in viso e pallido come un cencio; non ce la faceva più.

-KRISTEL!!!- Sarah urlò disperata, sentendo che era la fine.

Vigo era più debole, infatti le pareti dello scudo si assottigliarono. Devil gli tirò ancora quel tubo, ferendolo di nuovo.

-Forse ora riusciamo a passare!- gridò Angel spingendo lo scudo con tutte le sue forze.

Ellis e Sarah fecero altrettanto. Daniel non aveva più forze. Vigo aveva la fronte sanguinante e barcollava stordito, vicino al bordo del tetto. Devil, lanciandogli ancora quel ferro, lo colpì nuovamente facendolo precipitò giù dal tetto. Si schiantò a terra, morto. Lo scudo svanì. Devil corse subito da Kristel che giaceva supina, immobile. Gli altri lo seguirono.

-Stai bene? sei ferito?- Domandò Sarah a Devil.

-Sì, sì, io sto bene, ma Kristel forse....-

Ellis si inginocchiò accanto alla bambina e le appoggiò il capo sul petto e successivamente le tastò il polso. Scosse la testa lentamente, guardando il volto sottile ed ormai bianco della bambina. Non parlò, non servivano parole.

-No....- singhiozzò Sarah piangendo.

Ellis si rialzò triste, lasciando posto a Sarah che strinse a sè Kristel, ormai gelida.

-C’è ancora una speranza...- disse una flebile voce dietro di loro. Era Daniel, distante qualche metro da loro, che li fissava.

-Io ho ancora un desiderio. Kristel sarà di nuovo viva, ma io morirò.-

In pratica rimaneva una scelta crudele: chi doveva vivere e chi morire. Una cosa terribile. Daniel li raggiunse a fatica e disse:

-Lasciate fare a me. preferisco morire che essere in questo stato.-

Loro annuirono e si allontanarono dal corpo senza vita di Kristel lasciando spazio a lui, che concluse la sua vita dicendo:

-Non dimenticatemi.- Si girò verso Kristel e si concentrò sul desiderio.

In un attimo, Daniel cadde a terra coricato e Kristel accennò un colpo di tosse aprendo gli occhi.

-E’ un miracolo!- Esclamò Angel correndo da lei, che non ricordava nulla. Ellis chiuse le palpebre a Daniel sussurrando: -Non ti dimenticheremo mai.-

Kristel stava bene, aveva solo un leggero mal di testa e un vuoto di memoria; era praticamente rinata.

-Chi sono? Voi chi siete?- Chiese stralunata.

-Tu ti chiami Kristel e noi siamo i tuoi amici, non ricordi proprio?- rispose Angel. Lei si guardò attorno e il suo sguardo si soffermò su Daniel, morto. Lei sorrise ed esclamò:

-Lui mi è appena apparso in sogno! Diceva di chiamarsi Big Rabbit! E voi, sì! Ora ricordo! Ellis, Sarah, Devil, Angel! Ci siete tutti!

Finalmente cominciava a riprendere conoscenza. Ellis disse:

-Dai, Kristel! Vieni con noi! Scendiamo da questo tetto!- Lei ubbidì.

Angel prese Daniel e volò giù dal tetto. Ellis prese Kristel e lo seguì e gli altri si materializzarono.

-Lo lascio in laboratorio.- Disse Angel tenendo Daniel.

-Addio, Daniel.- Disse Sarah, mentre Angel entrò nel laboratorio. Kristel esclamò:

-Vorrei tanto anch’io saper volare, leggere nel pensiero...voglio essere come voi!- Loro sapevano che era una cosa impossibile, Kristel era un’umana, però Sarah le disse:

-Magari un giorno ti insegneremo qualche trucco. Intanto, staremo sempre insieme, contenta?-

Si vedeva lontano un miglio che Kristel era felicissima, ma si limitò ad annuire. Angel tornò dopo aver deposto Daniel in laboratorio. Aveva smesso di grandinare, faceva ancora un freddo polare, ma il cielo si stava, pian piano, schiarendo.

-Allora,- soggiunse Sarah, - andremo in città, ora che non ci sono più pericoli?-

Gli altri furono d’accordo, ma Ellis replicò, in tono scherzoso:

-Ci compreremo una casa, insomma vivremo come qualsiasi umano....in modo onesto? - Lanciò un’occhiata a Devil e Sarah, imbarazzati.

-Da dove inizieremo, però? Io suggerirei di abitare in una casa abbandonata e metterla a nuovo, con un po’ di magia.- Propose Angel.

-Sì, potrei rubare il miglior mobilio della città !- Concordò Devil.

Kristel era entusiasta: finalmente poteva avere una vera casa, e....una famiglia, non proprio una famiglia vera, ma comunque persone di cui si poteva fidare per sempre! Nonostante tutto, le sembrava il più bel giorno della sua vita! Tutti discutevano allegramente su case, furti, attici, eccetera. L’unica che taceva era Ellis. Sembrava corrucciata. Mentre camminavano nella foresta, allontanandosi dal laboratorio le venne in mente una cosa che la angosciò.

-Che cos’hai?- Le chiese d’un tratto Sarah, mentre Angel, Devil e Kristel ridevano a crepapelle su qualche proposta di futura abitazione da parte di Angel.

-Ho pensato che Daniel ha cambiato i piani del destino. E’ un reato gravissimo.- Rispose Ellis.

-Dici che il fato aveva programmato che la morte spettasse a Kristel, non a Daniel?-

Ora era preoccupata anche Sarah.

-Già. Ci siamo presi gioco della morte, e Daniel ha invertito il destino. Non mi sento ancora molto tranquilla per questo. Penso che abbiamo un’altra prova da scontare; questo è solo l’inizio.-

Ellis era serissima, aveva paura. Sarah non seppe che dire, sperava solo che Ellis si fosse sbagliata.

-All’ unanimità è stata scelta....LA VECCHIA VILLA DI SMITH!!!- Urlò Devil all’improvviso. Kristel gioì, ed Angel fingeva di fare l’offeso. Ellis sorrise nel vederli così spensierati.

Cercò di scacciare quei pensieri e di fantasticare sulla sua futura vita....nella vecchia villa abbandonata degli Smith, alla periferia di New York!