C‘ era un giorno grigio e piovoso, di quei giorni che quando capita ti fanno venir voglia di infilarti a letto con una bella cioccolata calda e tanti biscotti o, se sei un bimbo un po' biricchino, di prendere mantello e stivali per andare in cerca di pozzanghere. Insomma, un giorno d'autunno che non sai bene cosa fare e come far passare il tempo, e questo era il problema di Martina, una bimba che viveva, con mamma e papà, in una casetta piccola piccola. Tanto piccola che, quando non si poteva uscire, non c'era spazio per giocare. E Martina, quel giorno, proprio si annoiava. "Uffa mamma - diceva - che cosa posso fare? Al parco non si può andare, a giocare con le pozzanghere nemmeno, perché tu non vuoi che sennò mi viene il raffreddore, e in casa non c'è niente da fare…. Uffa!. Martina era proprio arrabbiata. Come si poteva sprecare così un giorno? Ed ecco, all'improvviso, l'idea: "Mamma, dove hai messo colori e fogli?" chiese già intenta a pensare a cosa avrebbe fatto. La mamma portò fogli e colori e Martina, zitta zitta, cominciò a disegnare. Pian pianino sul foglio prese forma un'isola incantevole. Il mare accarezzava una spiaggia dorata e il vento faceva frusciare le foglie dei grandi alberi che coloravano di verde brillante l'interno. Martina, tutta concentrata, disegnò poi un piccolo villaggio, e dentro tanti bambini che giocavano a palla e con altalene appese agli alberi. Il disegno era così bello che Martina rimase a studiarlo per un po' senza accorgersi che, dietro le sue spalle, era arrivata una piccola fatina, incantata dal paesaggio colorato. Martina sospirò, "Ah, se potessi…. Quei bambini sembrano proprio divertirsi un mondo e io invece sono qui tutta da sola"…. La fatina sentì le parole di Martina e, zitta zitta, con un tocco di bacchetta magica, trasformò Martina in uno dei personaggi del disegno.  Stupita e incredula, la bambina si ritrovò nel villaggio. "Accidenti, che cos'è successo!" pensò. Ma un attimo dopo scoprì che poteva muoversi, e allora corse in mezzo ai bambini. "Ehi, ci sono anch'io, posso giocare con voi?". I bimbi accolsero la nuova arrivata, in una gran confusione di domande e presentazioni. "Io sono Martina e vengo dal mondo di fuori"…. "Io sono Jan" "Io Elli" "Io Baba"…. "Cos'è il mondo di fuori?" "Ma perché hai quei vestiti così pesanti, fa caldo!"…. Insomma, una gran confusione, ma presto decisero che era meglio giocare, e così si lanciarono in gare e tornei, in corse sfrenate lungo la spiaggia e in divertenti prove con l'altalena. Martina dimenticò la noia e la giornata grigia e piovosa che l'aspettavano a casa, e si divertì come non mai. Poi però arrivò la sera, e la piccola cominciò a preoccuparsi: "Ma adesso come faccio a tornare a casa? La mamma sarà preoccupata…." Per fortuna, la fatina non si era dimenticata di lei, e appena Martina disse "vorrei proprio tornare a casa dalla mia mamma e dal mio papà", la magia tornò a funzionare. In un battibaleno Martina si ritrovò nella sua cameretta, davanti a lei tutti i fogli disegnati e i colori sparsi ovunque. Proprio in quell'istante la mamma chiamò: "Martina, non hai disegnato abbastanza? E' ora di mangiare, vai a lavarti le mani e vieni a tavola". "Ma allora - pensò Martina - mamma non si è accorta di niente…. Vuoi vedere che è davvero una magia speciale?". E la fatina, che la stava guardando incuriosita, le sussurrò in un orecchio "certo che è una magia speciale, è la tua magia. Ogni volta che vorrai, basterà disegnare e vivrai nuove avventure". E da quel giorno Martina non si preoccupò più se fuori pioveva e faceva freddo. Lei aveva i suoi fogli e i suoi colori, e inventava magnifiche storie e stupende avventure da vivere ogni volta con nuovi amici.

BARBARA SANALDI