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Incontrammo molti indiani, uomini alti e dal piacevole aspetto. Ci offrirono pesce bollito e il loro forte e aromatico tabacco..." Così scrisse John Brereton, marinaio della ciurma dei Capitano Gosnold, che nel 1602 scoprì le isole e la baia di Cape Cod, nell'odierno Massachusetts. Quegli indiani così gen- tili e generosi con i nuovi arrivati erano Wampanoag. Nel 1620, Massasoit, sachem dei Wampanoag, accolse con altrettanta o spitalità i Padri Pellegrini giunti in Inghilterra sulla Mayflower, offrendo loro terre e amicizia. Nel giro di una sola generazione, davanti all'arroganza e agli atti di violenza dei coloni, che sempre più numerosi invadevano le terre degli indiani e lasciavano che le loro man- drie distruggessero i campi di granoturco, l'amicizia si trasformò in odio. Il figlio di Massasoit, Metacomet, noto anche come Re Filippo, unì tutte le tribù della costa nordorientale degli attuali Stati Uniti, come i Narraganset e i Nipmuck, in una grande guerra contro gli Inglesi. Dopo i primi, inizia- li successi, gli indiani furono annientati dalle armi da fuoco e dall'organizzazione militare degli eu- ropei. Re Filippo fu ucciso in un'imboscata e la sua testa fu esposta pubblicamente a Plymouth per vent'anni. Sua moglie, i suoi figli e i pochi superstiti della sua confederazione furono venduti schiavi nei Caraibi. I Wampanoag facevano parte della grande famiglia linguistica Algonchina: una sessan- tina di nazioni diverse, spesso in guerra tra loro, sparse su una vastissima estensione di territorio, da Terranova alle Montagne Rocciose. Gli Algonchini si possono dividere geograficamente in cinque gruppi principali. Nel settore occidentale vivevano le tribù stanziate ai piedi delle Montagne Roccio- se: Piedi Neri, Arapaho e Cheyenne; il settore settentrionale, il più esteso, includeva la nazione Chippewa e gli Algonchini propriamente detti; il settore nordest raggruppava Naskapi e Abenaki; il settore centrale comprendeva Menominee, Sauk, Fox, Potawatomi; infine, il settore est includeva le tribù della costa atlantica: Wampanoag, Massachuset, Narraganset, Mohicani, Powhatan, Nipmuck, Delaware e Shawnee. Diversissime tra loro, le tribù Algonchine avevano tuttavia molte caratteristi- che comuni. Erano essenzialmente agricole e sedentarie (eccetto quelle delle praterie), indossavano abiti di pelle di daino e lavoravano la corteccia degli alberi per farne abitazioni e canoe. In pace ave- vano un capo (carica ereditaria per parte di madre) chiamato sachem; in guerra avevano un capo di guerra scelto tra i più coraggiosi. Credevano in uno spirito universale, il manitou (chiamato orenda dalle tribù Irochesi e wakan da quelle Sioux). Il manitou è un'energia, una forza sacra. E in tutte le cose, animate e inanimate, ma non con la medesima intensità. li sole, per esempio, è ricchissimo di manitou, così come i venti e il mare. Stelle e nuvole ne possiedono in quantità leggermente minore. L'aquila è investita del sacro potere quando piana alta nel cielo, dei campi Comanche, gli Americani assistettero a un carosello equestre in loro onore. Catlin ammirò la destrezza dei Comanche: come si lasciavano cadere sul fianco del cavallo, appesi al dorso per una sola caviglia, scagliavano una freccia con mortale precisione da sotto il ventre dell'animale, e poi, con un colpo di reni, si raddriz- zavano in sella, pronti a ripetere l'acrobazia sull'altro lato. Li vide catturare al lazo i mustang sel- vaggi e uccidere i bisonti con una sola, precisa freccia in un punto vitale. "Dichiaro senza esitazioni - scrisse Caffin - che i Comanche sono i cavalieri più straordinari che io abbia mai visto, e dubito che un altro popolo sulla Terra possa eguagliarli. Un Comanche a piedi è fuori del suo elemento e, al paragone, goffo. Ma appena tocca il suo cavallo, persino il suo volto si trasfigura, ed eccolo volare via con grazía, come se non fosse più la creatura di prima". I Comanche dominavano una vasta regione delle praterie meridionali, la Comancheria. Avevano scoperto i cavalli nel Seicento, quando gli Spa- gnoli si erano insediati sul Rio Grande. E avevano subito iniziato a rubarli. Anche nei secoli seguenti il modo migliore per procurarsi cavalli restò il furto. Per la morale Comanche, rubare agli stranieri non è disonestà. E loro, per il furto di cavalli, avevano davvero talento. Un Comanche sapeva introdursi in un campo di uomini addormentati, ciascuno con il proprio cavallo legato al polso per mezzo del la- zo, e portar via tutte le cavalcature senza svegliare un'anima! Non era insolito, per un guerriero, possedere duecento e più cavalli. Per tutto il Settecento, i temibili Comanche, riforniti di armi da fuoco dai Francesi della Louisiana in cambio di cavalli e di schiavi, estesero le loro terre a spese di Pueblo, Apache e Pawnee, e furono in guerra con gli Spagnoli. Ma non con i coloni spagnoli del Nuo- vo Messico, che ottennero una pace separata, intrapresero con loro un redditizio commercio e diven- dnero noti coi nome di Comancheros.  Poi arrivarono gli Anglos, gli americani. Quando il Texas, nel 1836, conquistò l'indipendenza dal Messico, il generale Houston strinse con i capi Comanche un trattato di pace, secondo il quale i Texani s'impegnavano a non invadere la Comancheria. Ma il  Sena- to dei Texas non approvò l'accordo.  Con la scusa di proteggere i coloni, i Texas Rangers effettuarono sanguinosi raids nei campi indiani. Cinquanta guerrieri Comanche, giunti a San Antonio per una trattativa, furono assediati e massacrati nel Municipio della città. Pochi giorni dopo, il capo lsomania, adirato per la doppiezza dei bianchi, cavalcò da solo nella main street di San Antonio. Voleva liberare i capì prìgionieri, e sfidò gli abitanti a battersi con lui. Ma i Rangers e i cittadini di San Antonio, temendo una trappola, restarono in casa. Isomania se ne andò, ancor più disgustato. E la vittoria fina- fle non fu dei valorosi Comanche. La Comancheria fu invasa dai coloni americani, gli indiani furono chiusi in piccole riserve in Oklahoma. Ai Comanche fu proibito il suolo del Texas: chi sconfinava poteva essere legalmente ucciso da chiunque. Sapendolo, i Texani rubavano impunemente le poche vacche e i pochi cavalli dei Comanche e li portavano oltre confine. Fu l'estrema umiliazione, per gli impoveriti ex-scorridori della prateria.

ALGONCHINI